Documento di finanza pubblica

Giorgetti: «Governo continuerà a sostenere famiglie e imprese, sarebbe irresponsabile non farlo»

Le indicazioni contenute nella premessa al documento. Il ministro dell’Economia: «Margini ridotti, necessario riprogrammare aumenti per la difesa». In scenario di rischio -0,2 punti sul Pil 2026, -0,8 nel 2027

di Redazione Roma

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri LAPRESSE

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«Di fronte a uno shock di tale portata, il Governo continuerà a sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese: sarebbe irresponsabile non farlo, perché il costo che ne deriverebbe in termini di danni persistenti all’economia e al tessuto sociale sarebbe inaccettabile. Al momento, come testimoniato dai provvedimenti adottati a partire dall’inizio dell’anno, gli interventi sono stati effettuati attraverso una riallocazione di altre componenti del bilancio, cosicché sono risultati neutrali dal punto di vista della finanza pubblica». Ancora: «Se il quadro economico dovesse peggiorare sensibilmente, non si potrà escludere la possibilità che gli interventi addizionali finiscano per gravare sulla finanza pubblica. Sosterremmo, in tal caso, proposte che consentissero di dare efficaci risposte da parte della Commissione europea a tale grave congiuntura economica». Lo scrive il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nella premessa al Documento di finanza pubblica, approvato mercoledì 22 aprile dal Consiglio dei ministri.

Giorgetti: «Se stime confermate Italia fuori da procedura nel 2027»

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«Il quadro previsivo - si legge nel documento - conferma che il rapporto deficit/Pil sarà ricondotto al di sotto della soglia del 3% entro quest’anno, e che anche negli anni seguenti si manterrà su un profilo discendente. Se tale andamento si confermerà nel corso di quest’anno, ciò consentirà all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2027, in linea con la raccomandazione del Consiglio».

«Margini ridotti, necessario riprogrammare aumenti difesa»

«I margini di bilancio risultano particolarmente assottigliati in ragione sia del lieve deterioramento dei principali indicatori di finanza pubblica, sia della necessità di intervenire, in maniera ancora più decisa, per contrastare con interventi mirati gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche. Di conseguenza, sarà necessario ridefinire le priorità e riprogrammare gli aumenti previsti in altri ambiti, ivi inclusa la difesa», scrive il ministro dell’Economia.

«Fondamentali Italia in salute, hanno contenuto impatti scenario»

«Il fatto che l’Italia si sia ritrovata in questo nuovo contesto con fondamentali macroeconomici, strutturali e di finanza pubblica in salute - si legge nel documento - ha permesso finora di contenere l’impatto del mutato contesto globale. Se il Paese si fosse trovato in una situazione di maggiore fragilità, la reazione dei mercati sarebbe stata molto più accentuata di quanto abbiamo sin qui osservato».

«Sfida è coniugare aiuti con indipendenza energetica e sostenibilità conti»

«La sfida che ci attende è perciò di coniugare il sostegno a imprese e famiglie in questa fase di difficoltà con una forte determinazione a continuare il percorso già intrapreso verso una maggiore indipendenza energetica, sicurezza e sostenibilità della finanza pubblica», sottolinea il ministro. Illustrando le conclusioni che possiamo trarre dalle risultanze del Documento, Giorgetti spiega: «l’evoluzione del quadro macroeconomico e della finanza pubblica nel prossimo triennio appare strettamente legata agli sviluppi delle tensioni geopolitiche globali. Una rinnovata solidità delle relazioni internazionali costituisce il presupposto essenziale per garantire la stabilità e la prevedibilità del sistema. L’Italia continuerà a operare attivamente per favorire tale scenario, ferma restando l’incidenza di ulteriori fattori esogeni e dinamiche globali che richiederanno un approccio coordinato a livello internazionale».

Dfp, in scenario di rischio -0,2 punti sul Pil 2026, -0,8 nel 2027

In uno scenario alternativo in cui permanesse «una situazione altamente conflittuale, con un’evoluzione più avversa e un ritorno molto più lento a condizioni distese delle principali variabili internazionali che influenzano l’economia italiana», l’impatto sulla crescita del Pil, rispetto allo scenario di base previsto dal governo, sarebbe di -0,2 punti percentuali quest’anno, di -0,8 punti il prossimo e di -0,1 punti nel 2028. È lo scenario di rischio analizzato in un focus del Documento di finanza pubblica. Se così fosse, il Pil 2026, che il governo stima al +0,6%, si ridurrebbe allo 0,4%; nel 2027 si scenderebbe in recessione a -0,2% (dal +0,6% al momento previsto); nel 2028 si attesterebbe al +0,7% (anziché +0,8%).

Considerando lo scenario di rischio nel suo complesso, il tasso di crescita del PIL risulterebbe inferiore, rispetto al quadro macroeconomico di previsione, di 0,2 punti percentuali nel 2026, 0,8 punti nel 2027 e 0,1 punti nel 2028, per poi risultare superiore di 0,2 punti nel 2029, si legge nel documento. Lo scenario di rischio contempla, innanzitutto «effetti avversi ancora più rilevanti sui prezzi delle materie prime energetiche, che crescerebbero con maggiore intensità e in modo più persistente rispetto allo scenario di riferimento», con i prezzi del petrolio e del gas a 115,5 dollari al barile e 93,4 euro per MWh quest’anno e a 80,3 dollari al barile e 48 euro per MWh il prossimo. Un secondo fattore dello scenario di rischio riguarda le condizioni dei mercati finanziari, con l’ipotesi di un livello del tasso di rendimento del Btp a dieci anni superiore rispetto allo scenario base di circa 30 punti nel 2026, 60 punti nel 2027 e nel 2028 e 50 nel 2029. Un’altra componente dello scenario alternativo attiene «all’evoluzione dei tassi di cambio, con un possibile rafforzamento del dollaro rispetto al quadro di base, poiché, a fronte di un inasprirsi del conflitto, l’economia statunitense sarebbe relativamente meno esposta dal punto di vista energetico». L’ultimo fattore dello scenario di rischio è rappresentato da una dinamica del commercio mondiale pesato per l’Italia più debole rispetto al quadro di base.

Disoccupazione 2026 al 5,5%, l’inflazione accelererà al 2,8%

Nel Documento di finanza pubblica si legge che «secondo la previsione aggiornata, il tasso di disoccupazione nel 2026 sarà pari in media al 5,5% e l’inflazione, misurata dal deflatore dei consumi, accelererà al 2,8%, con un picco nel quarto trimestre». «Nel triennio 2027-2029 la crescita del Pil rimarrebbe allo 0,6 per cento nel 2027 e si attesterebbe allo 0,8 in entrambi gli anni successivi, con l’inflazione al 2,0 nel 2027, 1,5 nel 2028 e 1,9 nel 2029», prosegue il Documento.

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