Locomotiva in panne

Germania, il Governo rivede al ribasso la stima del Pil per il 2026

Tagliate le generose previsioni precedenti: stime in linea con i principali istituti economici

di Gianluca Di Donfrancesco

La ministra dell’Economia, Katherina Reiche (EPA)

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

All’insegna del realismo, il Governo tedesco ha abbassato le stime di crescita della prima economia d’Europa, portando le proprie previsioni sul 2026 in linea con quelle dei principali istituti del Paese, della Bundesbank e del Fondo monetario internazionale.

Per l’anno in corso, le stime di aumento del Pil scendono così all’1%, rispetto all’1,3 indicato a ottobre. Per il 2027, il ministero dell’Economia punta ora su una crescita dell’1,3% (contro l’1,4% precedentemente stimato).

Loading...

I nodi

A dicembre, la Bundesbank ha previsto una crescita dello 0,9% quest’anno, per un terzo da attribuire a un maggiore numero di giorni lavorativi.

L’economia tedesca ha schivato una nuova contrazione nel 2025, dopo quelle dei due anni precedenti. Il Pil è salito di appena dello 0,2%, zavorrato da problemi strutturali che richiederanno diversi anni per essere superati e dalle tensioni internazionali accese dalla politica estera mercantilistica degli Stati Uniti, che hanno frenato più del previsto l’industria manifatturiera tedesca.

Nel rapporto presentato mercoledì 28 gennaio, il ministero dell’Economia prevede solo un debole aumento delle esportazioni (+0,8%) e dei consumi privati (+0,8%), mentre i consumi pubblici saliranno del 2,4%, offrendo il maggior contributo alla crescita complessiva del 2026.

Si è abbassato anche il potenziale di sviluppo dell’economia: da una media storica superiore all’1%, si passa a previsioni ferme allo 0,5% per i prossimi anni.

La spesa pubblica

Nel corso del 2026, dovrebbe cominciare davvero a fare sentire i suoi effetti il grande piano di spesa pubblica del Governo, con il fondo da 500 miliardi di euro in 12 anni per le infrastrutture, approvato a marzo, in deroga al freno al debito. Alla fine del 2025, erano stati investiti solo 24 miliardi. Il ministero dell’Economia calcola che la spesa del settore pubblico, compresi gli incentivi per gli investimenti, rappresenterà circa due terzi della crescita del 2026.

Come ha ammesso la ministra Katherina Reiche, «l’impulso atteso dalle misure di politica finanziaria ed economica non si è concretizzato con la stessa rapidità e nella misura da noi ipotizzata». I dati indicano tuttavia una «chiara ripresa».

Alla spesa in infrastrutture, più che necessaria ad ammodernare reti di trasporto troppo a lungo trascurate, si affiancano gli ingenti stanziamenti per la difesa, che godono a loro volta di ampia esenzione dal vincolo del freno al debito.

Questione di fiducia

Per riportare la Germania su un percorso di crescita sostenuta e soprattutto sostenibile, non basteranno però gli investimenti pubblici. Sarà necessario far ripartire quelli privati, che sono preponderanti in Germania. Economisti e gruppi imprenditoriali avvertono però che servono riforme strutturali più coraggiose. Inoltre, osservano che la maggiore spesa pubblica, anziché finanziare nuovi progetti, rischia di essere utilizzata per coprire i buchi nel bilancio pubblico.

La fiducia delle imprese intanto tarda a ripartire: l’indice Ifo è rimasto stagnante a gennaio, dopo due mesi di calo.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti