VIDEO / Come sarà il nuovo Ponte progettato da Renzo Piano
Stamane le parole di Mattarella sono apparse sulle pagine del Secolo XIX, il Presidente infatti accogliendo l'invito del direttore Luca Ubaldeschi e del senatore a vita e architetto genovese Renzo Piano ha scritto: «Ci separa da quel tragico avvenimento un anno che non è trascorso invano», scrive Mattarella. «Un progetto di nuovo ponte, lineare, solido e bellissimo, è pronto e già sono stati avviati lavori per la sua costruzione. Il nuovo ponte sarà in grado di ricucire, anzi, per usare un termine caro a Piano, di “rammendare” la ferita inferta dal crollo, riconnettendo una città spezzata, non solo materialmente, in due».
Rammendare, però, specifica il Presidente, «non significa cancellare». Il
nuovo ponte, infatti, «ricorderà per sempre quelle vittime innocenti, sepolte dalle macerie di una tragedia, causata dall'uomo, che si poteva e doveva evitare. Nulla può estinguere il dolore di chi ha perso un familiare o un amico a causa dell'incuria, dell'omesso controllo, della colpevole superficialità, della brama di profitto». Nei difficili frangenti di un anno fa «fu ben chiaro che la tragedia di Genova era la tragedia dell'Italia intera e che tutta l'Italia si stringeva, in un abbraccio ideale, attorno a Genova e ai genovesi», ricorda Mattarella.
Per lui, tornare a Genova, il 14 agosto di quest'anno, vuol dire innanzitutto: «fare memoria, dolorosa e composta, delle quarantatré persone che rimasero uccise» per ribadire «la vicinanza e la solidarietà della Repubblica italiana alle loro famiglie». Ognuna di esse «aveva una sua storia, una sua provenienza geografica, un universo di relazioni e di affetti, un volto, un nome. Nel loro nome dobbiamo pretendere che la giustizia vada fino in fondo, senza remore, svelando responsabilità e sanzionando colpevoli». La presenza, oggi, delle più alte istituzioni a Genova, conclude Mattarella, «ha il significato di testimoniare unanime sostegno, non solo a parole, a una città e alla tenacia e al coraggio dei
suoi abitanti, che hanno diritto alla rinascita economica e sociale attraverso lo sviluppo di una rete di infrastrutture e servizi capace di accompagnarne ed esaltarne lo spirito imprenditoriale».
«Non vi abbiamo dimenticato». Con queste parole il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha aperto il suo intervento: Genova è l’esempio della fierezza di un Paese che non dimentica il proprio dolore ma sa adoperarsi per rinascere e superare le proprie sfide. È simbolo di rinascita», ha proseguito. «Quel monito è diventato impegno e si è concretizzato in un percorso di operosa responsabilità. Lo scorso dicembre dopo 4 mesi ha avuto inizio la demolizione e i lavori si sono conclusi pochi giorni fa. Al su posto sorgerà un ponte più sicuro; la ricostrizione è cominciata, il cantiere è attivo 7 giorni su 7 e il ponte sarà percorribile, secondo le previsioni, ad aprile dell'anno prossimo. Abbiamo lavorato intensamente per mantenere l'impegno assunto con il sindaco e commissario Bucci, con il presidente Toti e il ministro Toninelli».