Dolci confezionati

Gelato, produzione a 1,8 miliardi e consumi per 2 kg a testa l’anno

La degustazione in casa rappresenta il 70% del totale: alle vaschette il 71% delle preferenze, biscotti al 63% e torte gelato al 58%, mentre fuori casa resistono i classici coni e coppette

di Maria Teresa Manuelli

4' di lettura

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Il mercato del gelato confezionato in Italia conferma la sua solidità con numeri che testimoniano un settore in salute. Nel 2024 la produzione nazionale ha raggiunto 166.377 tonnellate per un valore di quasi 1,84 miliardi di euro, secondo i dati di Unione Italiana Food. Il consumo pro capite si attesta sui 2 kg annui, mentre le vendite complessive nel periodo gennaio-dicembre 2024 hanno toccato i 3,7 miliardi di porzioni, mostrando una sostanziale tenuta rispetto all’anno precedente.

Terzi produttori in Europa

La rilevanza economica del comparto assume dimensioni ancora maggiori considerando la capillare rete distributiva che coinvolge oltre centomila bar distribuiti su tutto il territorio nazionale. Ma la geografia del gelato italiano racconta una storia di eccellenza che va ben oltre i confini nazionali.

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Non a caso, il Belpaese si è conquistato il primato europeo per valore della produzione industriale di gelati, piazzandosi al terzo posto per volume dietro Germania e Francia, come certificano i dati Eurostat 2023. L’export fa la sua parte con 95.348 tonnellate che hanno attraversato i confini nazionali per un controvalore di 388 milioni di euro, stando alle elaborazioni di Unione Italiana Food su dati Istat. L’Europa resta il cortile di casa preferito, assorbendo il 65% delle esportazioni, ma non mancano sorprese oltreoceano con Stati Uniti, assieme al Regno Unito, in testa alla classifica delle destinazioni, seguiti da Germania, Spagna e Francia.

Più consumo in famiglia e anche in inverno

Ma quando e quanto gelato consumano gli italiani? La ricerca AstraRicerche per Igi svela un amore che cresce nel tempo: il 23,2% degli intervistati ammette di aver aumentato il consumo negli ultimi cinque anni, con punte del 36% tra i giovani maschi dai 18 ai 34 anni. Durante l’estate, due italiani su tre non rinunciano ad almeno un gelato a settimana, mentre il 40,7% ne consuma tre o più.

E attenzione: non si tratta più di un piacere solo estivo, visto che il consumo prosegue anche nelle altre stagioni. Certamente il Covid ha cambiato le carte in tavola, spostando il baricentro verso il consumo domestico che oggi rappresenta il 70,8% del totale.

La casa è il regno delle vaschette (71% delle preferenze), dei gelati biscotto (63%) e delle torte gelato (58%), mentre fuori casa resistono i classici coni e le coppette. Il futuro si annuncia ancora più dolce: il 30,2% degli intervistati prevede di aumentare ulteriormente i consumi nei prossimi tre anni.

Le partnership con altri settori

Un settore importante che ha portato una multinazionale del calibro di Unilever a separare il business dei gelati (Magnum, Ben&Jerry, Cornetto, Yasso), che nel 2024 aveva realizzato 8,3 miliardi di ricavi, creando The Magnum Ice Cream Company con l’intenzione di quotarla ad Amsterdam, Londra e New York entro l’anno.

Sul fronte dell’innovazione, il settore sforna novità a ritmo serrato. Parmalat gioca d’anticipo lanciando a maggio 2025 Gelato da Bere, una bevanda che trasforma il gelato in formato liquido pronto da bere. Bottiglia da 250 ml, tre gusti - Crema, Panna e Fragola, e Bacio - e la promessa di portare il piacere del gelato ovunque, dal frigo di casa alla scrivania dell’ufficio.

Sul versante dei gusti, le collaborazioni tra brand storici stanno ridisegnando il mercato. Sammontana e Plasmon hanno unito le forze per un gelato che sa di infanzia, disponibile sia in formato stecco per la grande distribuzione sia sfuso per le gelaterie professionali. Valsoia consolida la leadership nel vegetale (oltre il 75% di quota secondo NIQ) con tre nuove referenze che puntano su zero zuccheri aggiunti e sole 102 kcal per coppetta. Le partnership strategiche moltiplicano le opportunità: Tonitto 1939 continua la collaborazione con Bauli per gelati al Panmoro e Croissant al pistacchio, mentre il nuovo gelato Galatine nato dall’alleanza con Sperlari promette di replicare in versione gelato il successo della famosa caramella con latte italiano, yogurt magro e miele.
Queste collaborazioni rappresentano una strategia di espansione per entrambe le aziende coinvolte. Come ha sottolineato Fabio Di Giammarco, amministratore delegato di Bauli: «L’obiettivo è di espandere il proprio brand anche in altri settori del food e il mondo frozen, in particolare il gelato, che da diverse ricerche risulta essere consono ai nostri investimenti e strategia».

Le nuove proposte

La tradizione trova nuove espressioni, invece, nella Nocciola Anniversario de La Preferita (brand di Comprital), che celebra 70 anni di storia con nocciole piemontesi dell’Alta Langa sottoposte a un processo artigianale che prevede essiccazione naturale al sole e tostatura veloce per preservare ogni sfumatura aromatica. Leone 1857 gioca la carta dei cocktail con i nuovi sorbetti Mojito e Bellini, senza glutine e in collaborazione con Cascina Biraga, arricchendo una gamma che già include gusti creativi come Violetta e Spritz.

Successo anche per Lec, il brand nato dall’incontro tra il pilota di Formula 1 Charles Leclerc e gli esperti Federico Grom, Guido Martinetti e Nicolas Todt, che nel suo primo anno di vita ha realizzato 3 milioni di euro di fatturato, 500mila barattoli venduti e il 25% delle vendite già all’estero. L’obiettivo 2025 è raggiungere il milione di unità vendute, cavalcando l’espansione in Regno Unito e nuovi mercati europei.

Un settore che dimostra come l’innovazione possa nascere tanto dalla tecnologia quanto dalla creatività, trasformando ogni lancio in una nuova occasione di piacere per consumatori sempre più esigenti.

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