Gb, ripreso traffico aereo ma restano i ritardi
Gli hub e le compagnie aeree hanno avvertito che ci vorrà del tempo prima che le operazioni tornino alla normalità.
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Il conto del caos nei cieli britannici rischia di essere molto più salato del previsto per le compagnie aeree. La settimana di disagi provocata da un problema tecnico al sistema di elaborazione dei voli del National Air Traffic Services (NATS), l’ente che gestisce il controllo del traffico aereo nel Regno Unito, potrebbe costare alle compagnie aeree decine di milioni di sterline: si stima che l’impatto finanziario del guasto raggiungerà decine di milioni di sterline e che il costo ricadrà direttamente sulle compagnie aeree.
Chiedilo al Sole
Secondo i dati raccolti da Cirium, nella sola giornata di martedì gli aeroporti britannici hanno registrato oltre 1.750 cancellazioni. La perturbazione operativa è proseguita mercoledì: British Airways, da sola, ha cancellato circa 200 voli.
Per le compagnie aeree, il costo di una crisi di questo tipo non si esaurisce quindi nel mancato ricavo derivante dai voli cancellati. A pesare sono anche la gestione dei passeggeri, la riprotezione sui voli successivi, l’organizzazione degli equipaggi e la necessità di riposizionare gli aeromobili.
Il guasto si è verificato martedì pomeriggio e ha interessato il sistema utilizzato da NATS per l’elaborazione dei voli. Sebbene il problema sia stato risolto successivamente nella stessa giornata, l’interruzione ha avuto conseguenze che si sono propagate per ore anche nei giorni successivi.
Con gli aeromobili e gli equipaggi rimasti in aeroporti diversi da quelli programmati, la ripresa delle operazioni non è stata immediata. Il risultato è stato un effetto domino che ha coinvolto l’intera rete: cancellazioni, ritardi e riprogrammazioni hanno continuato a interessare i passeggeri anche il giorno successivo.








