Medio Oriente

Gaza, Trump nomina il comitato di pace: c’è anche Blair. Neonata muore di freddo nella Striscia

Anche il Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sarebbe stato invitato, nella notte, a far parte del «Board of Peace» per Gaza

Donald Trump

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Donald Trump annuncia la formazione del board esecutivo per rendere “operativa la visione del Board of Peace” per Gaza. I componenti sono il segretario di stato Marco Rubio, gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, Tony Blair, Marc Rowan, Ajay Banga e Robert Gabriel. Il comitato, si legge in una nota, è “composto da leader con esperienza in diplomazia, sviluppo, infrastrutture e strategia economica.

Anche il Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sarebbe stato invitato, nella notte, a far parte del «Board of Peace» per Gaza. Lo ha riferito ad Haaretz una fonte diplomatica, secondo cui anche i leader di tutti gli stati mediatori (Egitto, Qatar e Turchia) sarebbero stati invitati a far parte del consiglio.

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A ogni membro un portafoglio definito

“Ogni membro del Consiglio esecutivo supervisionerà un portafoglio definito, fondamentale per la stabilizzazione e il successo a lungo termine di Gaza, tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, il rafforzamento delle capacità di governance, le relazioni regionali, la ricostruzione, l’attrazione di investimenti, i finanziamenti su larga scala e la mobilitazione di capitali”, si legge in una nota della Casa Bianca, dove si precisa che S.E. Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per la pace in Medio Oriente (dal 2015 al 2020) ed ex ministro degli Esteri bulgaro, ricoprirà il ruolo di Alto Rappresentante per Gaza e fungerà da collegamento sul campo tra il Board of Peace e il comitato tecnico di 15 palestinesi.

“Gli Stati Uniti rimangono pienamente impegnati a sostenere questo quadro di transizione, lavorando in stretta collaborazione con Israele, le principali nazioni arabe e la comunità internazionale per raggiungere gli obiettivi del Piano Globale. Il Presidente invita tutte le parti a collaborare pienamente con il NCAG, il Board of Peace e la Forza Internazionale di Stabilizzazione per garantire la rapida e proficua attuazione del Piano Globale”, mette in evidenza la nota, aggiungendo che ulteriori nomine saranno annunciate nelle prossime settimane.

Generale Jeffers a capo della Forza di stabilizzazione

“Per stabilire la sicurezza, preservare la pace e creare un ambiente duraturo e libero dal terrore, il maggiore generale Jasper Jeffers è stato nominato comandante della Forza internazionale di stabilizzazione” nell’ambito del piano di pace a Gaza. Lo annuncia la Casa Bianca, sottolineando che Jeffers guiderà le operazioni di sicurezza, sosterrà la smilitarizzazione completa e consentirà la consegna sicura di aiuti umanitari e materiali per la ricostruzione.

Nel nominare il comandante per la forza internazionale di stabilizzazione e il comitato esecutivo per il Board of Peace, la Casa Bianca ha annunciato la creazione anche di un consiglio esecutivo per Gaza a sostegno dell’alto rappresentate per Gaza Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per la pace in Medio Oriente (dal 2015 al 2020) ed ex ministro degli Esteri bulgaro, e il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (Ncag), responsabile della gestione quotidiana dell’enclave, compresi i servizi igienico-sanitari, le utenze e l’istruzione. Del consiglio esecutivo per Gaza fanno parte gli inviati Steve Witkoff, e Jared Kushner, Hakan Fidan, Ali Al-Thawadi Hassan Rashad, Tony Blair, Marc Rowan, Reem Al-Hashimy, Nickolay Mladenov, Yakir Gabay e Sigrid Kaag.

Wafa: neonata di 27 giorni muore per il freddo nella Striscia di Gaza

Una neonata di 27 giorni è morta a causa del freddo estremo a Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale. Lo scrive la agenzia palestinese Wafa, che cita fonti mediche, secondo cui la bambina, Aisha Ayesh al-Agha, è deceduta a Khan Younis a causa del freddo intenso. Il numero di bambini morti nella Striscia di Gaza a causa del freddo estremo dall’inizio della stagione è salito a otto, a causa della grave carenza di aiuti umanitari e della mancanza di materiale per il riscaldamento, sottolinea Wafa. Le fonti mediche hanno dichiarato che l’incidente evidenzia la gravità della situazione umanitaria nella Striscia, soprattutto per i bambini e gli sfollati che vivono in tende fragili e mal equipaggiate per resistere al freddo. I residenti della Striscia di Gaza soffrono per la mancanza di alloggi e assistenza medica, e per la mancanza di materiale per il riscaldamento a causa della carenza di carburante, in un clima tempestoso, freddo e piovoso.

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