Cronaca

Garlasco, pm Pavia: Sempio ha ucciso da solo Chiara Poggi. Convocato il 6 maggio

La Procura di Pavia attribuisce l’omicidio del 2007 al solo Andrea Sempio e valuta la revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi

aggiornato ore 14:45

Andrea Sempio esce dalla caserma dei Carabinieri Montebello di via Vincenzo Monti accompagnato dai suoi avvocati, Milano 13 Marzo 2025 ANSA/MATTEO CORNER ANSA

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La Procura di Pavia ha modificato il capo d’imputazione nella nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco (PV). Nell’invito a comparire fissato per il 6 maggio, Andrea Sempio, 38 anni, amico del fratello della vittima, non è più accusato in concorso con altri soggetti o con Alberto Stasi: i pm contestano ora a lui soltanto l’omicidio volontario.

Parallelamente, il procuratore della Repubblica di Pavia, Fabio Napoleone, ha avviato interlocuzioni con la Procura generale di Milano per sollecitare una possibile richiesta di revisione del processo a carico di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni come unico responsabile del delitto. Al momento, però, gli atti della nuova indagine non sono ancora stati trasmessi a Milano: si tratta del passaggio necessario per valutare se gli elementi raccolti possano sostenere l’ipotesi di innocenza dell’ex fidanzato della vittima e riaprire formalmente il caso sul piano giudiziario.

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La difesa di Sempio: Andrea non aveva rapporti con Chiara

Andrea Sempio oscilla tra il “tranquillo e il rassegnato”, ma non riesce a capacitarsi “di questo movente sessuale” contestato nell’inchiesta che lo vede come il presunto assassino di Chiara Poggi. “Non aveva rapporti con questa ragazza, non l’ho mai frequentata e non mi capacito di questo movente, ma sono certo che non c’entra nulla” con il delitto di Garlasco, dice tramite il suo legale, l’avvocata Angela Taccia. Il movente è una delle novità del delitto del 13 agosto 2007 contenuto nell’invito a comparire della procura di Pavia.

Garlasco, Pm di Pavia: "Sempio ha ucciso da solo Chiara Poggi"

Il pm: Sempio litigò con Chiara e la colpì almeno 12 volte, anche su scale

Una lite, poi i colpi ripetuti, almeno 12, inflitti soprattutto alla testa e anche sulle scale. Cambia la scena dell’omicidio di Garlasco e cambia l’autore del delitto di Chiara Poggi, uccisa con un’arma che resta sconosciuta la mattina del 13 agosto del 2007. E’ quanto sostiene la Procura di Pavia.

Nell’atto, la Procura spiega che Sempio, “dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra”.

Quindi, “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e, dopo che la 26enne “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”.

A seguito di ciò, “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” ancora alla nuca, “cagionando” a Chiara Poggi “lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”.

Un delitto dettato dal fatto che la giovane avesse rifiutato le sue avance (aggravante dei futili motivi) e aggravato dalla crudeltà “in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte allavittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”.

Consulente Poggi: ricostruzione pm incompatibile con scena del crimine

“La dinamica degli eventi indicata nel capo d’imputazione presenta elementi che a mio giudizio non trovano riscontri oggettivi sulla scena del crimine così come documentata durante i sopralluoghi dei carabinieri della territoriale e dei Ris di Parma”.

Così Dario Redaelli, consulente dei Poggi, commenta le ricostruzione della Procura di Pavia nell’invito a comparire notificato ad Andrea Sempio, ritenuto l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.

“Si parla di corpo spinto sulle scale della cantina ma sui primi due gradini ci sono presenti solamente gocciolature, nessuna traccia da trascinamento - ha spiegato Redaelli, esperto in analisi sulle scene del crimine -. Si parla di 4-5 colpi vibrati con violenza tale da cagionare l’ampia frattura cranica in posizione parieto-occipitale sinistra ma lungo le scale non si riscontrano tracce di sangue dovute al brandeggio del corpo contundente utilizzato oltre alla presenza di schizzi limitati”.

“Pertanto diversi dubbi sulla ricostruzione - chiude l’esperto - ma massima cautela ed assoluta necessità di vedere il materiale investigativo-tecnico raccolto dalla Procura”.

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