Giustizia

Garlasco, ecco perché la procura generale Milano escluse Sempio come autore dell’omicidio di Chiara Poggi

La procura generale di Milano scartò Sempio come possibile autore dell'omicidio di Chiara Poggi, trasmettendo importanti dettagli ai pm di Pavia nel 2017.

a cura di Enrico Bronzo

Aggiornato alle ore 17:01

La combo mostra Andrea Sempio e la traccia numero 33 contenuta nella relazione del Ris dei carabinieri dell'epoca della prima inchiesta. Immagine tratta dalla relazione del Ris

3' di lettura

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“La fotografia della scena del crimine (...) esclude Sempio come possibile autore dell’omicidio”.

Così la Procura Generale di Milano in un appunto trasmesso nel 2017 ai pm di Pavia durante la prima inchiesta, poi archiviata, in cui Sempio era accusato del delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007.

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Nell’atto, che l’Ansa ha potuto leggere, si spiega che “il modo con cui Chiara consente l’ingresso” del killer “prova” una profonda “confidenza” e che “le modalità dell’aggressione, rivelano un coinvolgimento emotivo particolarmente intenso”.

Di ciò non c’è “traccia nelle evidenze probatorie” relative ai suoi rapporti con Sempio.

Il documento della Procura generale di Milano

pagine la Procura generale di Milano, 8 anni fa, dopo aver trasmesso ai magistrati di Pavia l’esposto, arrivato nel dicembre 2016 e firmato dalla madre di Stasi, che conteneva investigazioni difensive di una società di investigazioni private su Sempio, manda all’allora aggiunto Venditti una serie di “osservazioni”.

Nel documento si elencano gli elementi che hanno portato alla condanna di Stasi nell’appello bis, in cui l’accusa era rappresentata dalla sostituta pg Laura Barbaini. Verdetto confermato dalla Cassazione.

La Procura generale segnala ai pm di Pavia che “Stasi ha sempre operato in modo da condizionare gli interventi e i non interventi degli investigatori dell’epoca e dell’autorità giudiziaria” e pure “nell’attualità” continua a farlo.

I magistrati milanesi fanno presente che “i dati concernenti Sempio, a partire dalle conversazioni del 7 e 8 agosto 2007”, ossia le telefonate di lui verso casa Poggi, ritenute sospette anche nelle nuove indagini sull’amico del fratello di Chiara, fino “allo scontrino del parcheggio di Vigevano, sono già indicati con le stesse parole nella memoria della difesa” del 3 dicembre 2014 nell’appello bis.

Sempre la Procura generale milanese parla di “informazioni già vagliate e giudicate del tutto irrilevanti” e “inidonee a consentire l’iscrizione” di Sempio, che venne indagato dai pm di Pavia e poi archiviato dal gip.

La Pg scrive ancora che l’amico storico di Marco Poggi “viene denunciato dalla società di investigazione privata, attraverso una lettura moca ed erronea dei dati processuali”.

A solo “titolo di esempio - si legge nell’appunto - vengono non considerate le celle Tim agganciate dai telefoni degli amici di Sempio la mattina del 13 agosto 2007, per sostenere, in modo discordante dalle loro dichiarazioni, che Roberto Freddi e Mattia Capra alle ore 10 circa” erano “già lontani da Garlasco, lasciando intendere che erano coinvolti in oscure attività di supporto a Sempio”.

I “precedenti giudici hanno già valutato tali informazioni”, si legge ancora, “ritenendole prive di ogni collegamento con le risultanze processuali”.

La “vita di Chiara, le sue frequentazioni, il suo ambito familiare”, scrive la Pg, tolgono “ogni razionalità e plausibilità pratica alla versione alternativa dell’amico del fratello”, quale possibile killer.

Quel 7 e 8 agosto Sempio “chiama in cerca del fratello l’utenza di casa Poggi”. C’è il più “totale vuoto probatorio” su qualsiasi contatto tra i due.

La Pg fa riferimenti pure alla “sistematica eliminazione di fonti di prova fondamentali” su Stasi da parte dell’allora comandante dei carabinieri di Garlasco, “maresciallo Marchetto”.

Per Pg Milano Chiara non aveva doppia vita

Per la Procura generale di Milano - in un “appunto” visionato da LaPresse - una “esauriente analisi” della “vita di Chiara, le sue frequentazioni, il suo ambito familiare toglie ogni razionalità e plausibilità pratica alla versione alternativa dell’amico del fratello, quale possibile autore dell’omicidio”. Sempio “non risulta aver svolto alcun ruolo né risulta avere mai avuto alcuna collocazione nella vita di Chiara Poggi, attesa anche la significativa differenza di età”: all’epoca del delitoo 26 anni lei 19 anni lui,

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