Sistemi di serraggio

Fontana Gruppo raddoppia le dimensioni con l’acquisizione del colosso tedesco Kamax

Il gruppo è ora a due miliardi di ricavi. Giuseppe Fontana: «Strategia di crescita coerente per avere una presenza globale, al futuro guardiamo con fiducia»

di Luca Orlando

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«Cosa manca ? Nuova Zelanda, Australia e poco altro».
Per Giuseppe Fontana, scorrendo l’elenco dei mercati principali, da oggi è più difficile trovare un luogo al mondo in cui non vi sia una presenza produttiva diretta del suo gruppo. Perché, a distanza di pochi mesi dall’acquisto di Right Tight Fasteners in India e di Mnp Corporation negli Stati Uniti, il leader mondiale dei sistemi di serraggio per auto ha realizzato l’acquisizione maggiore della sua storia, rilevando la totalità del capitale del colosso tedesco Kamax.

Operazione epocale per Fontana Gruppo, che porta in dote 3mila addetti, 700 milioni di ricavi e ben 15 stabilimenti, con una presenza rilevante in Germania, in tutta Europa e in Cina. «Dove in effetti non eravamo ancora presenti – spiega il Ceo – ma devo dire che con Kamax ci rafforziamo anche nell’Est europeo, in Spagna e ovviamente sul mercato tedesco. Dove questo gruppo può contare su rapporti consolidati con clienti formidabili come Volkswagen-Audi, Mercedes, Bmw, che rappresentano alcuni dei loro maggiori partner commerciali».

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Dimensioni raddoppiate in un anno

In poco più di un anno Fontana Gruppo va così a più che raddoppiare le proprie dimensioni, inquadrando su base annua i due miliardi di fatturato (erano 850 milioni a fine 2024), con una realtà produttiva globale balzata a 42 impianti in tutto il mondo, in cui ora operano 9mila addetti.

Trattative articolate quelle avviate con Kamax, iniziate nel 2024 e influenzate anche dal momento complesso attraversato dell’automotive globale, così come dalla fase non facile per l’economia di Berlino, che lo scorso anno ha visto il record recente nel numero di fallimenti societari. Scenario che ha spinto la stessa Kamax a ristrutturare le proprie attività cedendo una parte del business e riducendo di un migliaio di unità il proprio organico complessivo.

«Certamente - spiega Fontana - la crisi tedesca e le difficoltà dell’automotive hanno avuto un ruolo nella decisione degli azionisti di vendere. Mentre noi, al contrario, volevamo e vogliamo continuare a crescere. Nella crisi recente abbiamo certamente patito meno di loro ma devo dire che a maggior ragione dopo la ristrutturazione importante effettuata, Kamax è una società snella, solida, che può contare su grandi capacità tecnologiche e un presidio di mercato formidabile». Sviluppato nei sistemi di serraggio, core business del gruppo, come per Fontana, componenti diretti in gran parte al settore automotive in tutto il mondo, con una produzione di quasi tre miliardi di pezzi all’anno tratti da oltre 200mila tonnellate di acciaio, quanto basta – come spiega il gruppo tedesco nel proprio sito – a realizzare 22 Torri Eiffel.

Strategia di crescita esterna

«Le dimensioni che ora abbiamo raggiunto sono decisamente rilevanti – spiega Fontana – ma è importante sottolineare come questa sia una linea di sviluppo del tutto coerente e partita da lontano, con acquisizioni effettuate seguendo la medesima logica: quella di rilevare aziende familiari, come la stessa Kamax, di grande contenuto tecnologico, che condividano nel proprio Dna i nostri valori. Realtà sane, che possano completare la nostra offerta in termini di clienti, mercati e tecnologie».

Sistemi di serraggio

La leadership globale nei bulloni hi-tech

Strategia di crescita esterna che per Fontana Gruppo parte nel 2014 con Acument negli Usa e prosegue poi l’anno successivo con un primo sbarco in India e nel 2023 in Francia con Intermetal. Il 2025 è però l’anno del salto di qualità, con le due maxi-operazioni di acquisizione realizzate in India e negli Stati Uniti, “antipasto” che ha preceduto il deal odierno.

Per creare una presenza globale che torna utile anche in una chiave di diversificazione dei rischi, nel momento in cui il mercato globale, e in particolare quello dell’auto affronta una fase di incertezza.

«Per l’automotive, ma direi più in generale per l’economia non è un momento positivo – spiega l’imprenditore – e in generale tra le aziende e gli imprenditori c’è un clima di attesa. Noi però ci aspettiamo che i mercati tornino a crescere e guardiamo avanti con fiducia: come questa operazione del resto conferma».

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