Rileva Right Tight Fasteners e diventa il secondo operatore locale nei sistemi di serraggio

Sprint di Fontana in India

Giuseppe Fontana: «Mercato strategico, nel 2025 puntiamo a superare il miliardo di ricavi»

di Luca Orlando

Da sinistra, Alberto Fontana, Balbir Singh Chhabra, Giuseppe Fontana

2' di lettura

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Cinque stabilimenti produttivi, 1600 addetti, una presenza rilevante di mercato con i colossi Tata e Mahindra. Acquisto “pesante” quello realizzato da Fontana Gruppo, che al termine di una negoziazione avviata quasi un anno fa rileva in India la quota di maggioranza di Right Tight Fasteners, diventando così il secondo player assoluto nel mercato locale di sistemi di serraggio.

«Scelta mirata - spiega il Ceo Giuseppe Fontana - per posizionarci in modo strategico ottimale all’interno di un paese da quasi un miliardo e mezzo di abitanti, dove i nostri mercati di riferimento, cioè auto, agricoltura e costruzioni , sono in forte crescita con tassi importanti».

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Salto quantico, quello realizzato in India, passando dal singolo sito produttivo posseduto a sei impianti complessivi, con ricavi che già oggi valgono 100 milioni di euro, circa il 10% di quanto realizzato dall’intero gruppo.

«Rispetto ai nostri clienti attuali non ci sono sovrapposizioni - spiega Fontana - e prevediamo nei prossimi anni una forte crescita, certamente a doppia cifra. La forte presenza di Right Tight Fasteners con i colossi locali dell’auto è certamente un valore importante. Con questo acquisto, inoltre, pensiamo di arrivare quest’anno per la prima volta a superare la soglia del miliardo di fatturato, livello avvicinato in passato ma mai raggiunto».

Il gruppo, nato nel 1952, ha chiuso il 2024 con ricavi per 850 milioni, realizzando gran parte del proprio business oltreconfine, (l’Italia vale circa il 10%) concentrandosi in particolare sui sistemi di serraggio dedicati al settore automotive, area allargata che vale i due terzi del giro d’affari complessivo di Fontana Gruppo.

Dadi e bulloni

La produzione del gruppo, che ora inserisce anche sistemi Iot per trasmettere informazioni

«Il mercato dell’auto attraversa un momento di difficoltà - spiega l’imprenditore - ma noi prevediamo che dalla seconda parte dell’anno si possa tornare a crescere. La nostra presenza globale, con la possibilità di intercettare lo sviluppo di diversi mercati, ci consente di guardare con ottimismo al futuro».

Posizionamento diretto anche negli Stati Uniti, siti produttivi che solo indirettamente potranno subire l’impatto dei dazi. «In generale adottiamo una logica di produzione locale e non abbiamo trasferimenti di prodotti, quindi al momento non vediamo grosse interferenze. Certo, il discorso cambia dal lato degli acquisti, con forniture in arrivo dal Canada, ad esempio l’acciaio, che potranno diventare più care».

Limitate le preoccupazioni anche in relazione all’evoluzione tecnologica del settore, con una presenza di sistemi di serraggio che subisce modifiche non sostanziali nella transizione verso le motorizzazioni elettriche. «L’impatto è minimo, anche se in generale bisogna dire che le modifiche normative in Europa sono state troppo rapide, si è fatto tutto troppo in fretta. La logica è corretta ma c’è il rischio di creare problemi sociali ed economici. A cui si aggiungono altri ostacoli, guardando alla inadeguatezza della rete infrastrutturale di ricarica. Spero quindi che la scadenza del 2035 per l’abbandono dei motori endotermici venga posticipata».

La sede centrale

Il quartier generale di Veduggio con Colzano, in Brianza

Con l’acquisto del gruppo indiano si allarga ulteriormente il perimetro di Fontana Gruppo, che ora può contare su oltre 5mila persone, impegnate in 21 stabilimenti produttivi in tutto il mondo.

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