Flos B&B Italia Group, focus sui marchi per la nuova fase di sviluppo
Parla Piero Gandini, presidente esecutivo del gruppo. B&B Italia compie 60 anni e torna al Salone del Mobile dopo una lunga assenza
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È stato un anno di riorganizzazione e di reimpostazione strategica del gruppo, per restituire a ciascuna azienda la possibilità di esprimersi come società e, soprattutto, di esprimere a pieno la propria specificità e identità. Del resto, le aziende che fanno parte di Flos B&B Italia Group (controllato pariteticamente da Carlyle e Investindustrial) hanno identità e carattere da vendere: Flos, B&B Italia, Louis Poulsen, Maxalto, Arclinea, Azucena, Audo Copenhagen e Lumens: sono questi i marchi che fanno parte della holding, una delle più grandi realtà industriali italiane del settore, che a settembre 2025 aveva raggiunto risultati LTM (incassi degli ultimi dodici mesi) pari a 733,5 milioni di euro, in leggero calo (-1,3%) rispetto i risultati LTM del settembre 2024, attestati a 743 milioni).
La nuova strategia del gruppo
«Nel precedente piano industriale, il gruppo aveva una strategia di investimento e uscita programmata che riguardava la holding nel suo insieme. Con il mio arrivo abbiamo deciso, in accordo con gli azionisti, che le aziende di questo gruppo avevano bisogno di una strategia diversa», spiega Piero Gandini, presidente esecutivo di FBBI dal gennaio 2025, rientrato nel gruppo (che lui stesso aveva contribuito a fondare nel 2018 con la medesim carica), che aveva lasciato nel 2019.
«Ogni marchio ha la propria identità. Sono aziende con DNA molto forti e il nostro obiettivo deve essere valorizzarne le specificità, irrobustirle, affinarle – aggiunge Gandini –. Ovviamente occorre prima organizzarle per renderle efficienti, ma dobbiamo tenere ben viva la loro identità. Perché, secondo me, se si cerca di trovare a ogni costo delle sinergie finalizzate a una ipotetica super efficienza, il rischio è quello di perdere efficacia».
Il nuovo progetto di sviluppo, avviato un anno fa e ora entrato nella seconda fase, prevede dunque la valorizzazione di ogni azienda come singola «unit», ciascuna con un proprio management e un proprio piano di sviluppo, e anche l’uscita degli investitori avverrà, in futuro, dalle singole società, in tempi diversi. La struttura della holding è stata al contempo alleggerita, sebbene rimangano un coordinamento, un controllo e un supporto centrale, volti a garantire eventuali collaborazioni, osmosi e sinergie.
La situazione dei mercati
«Questo è il lavoro che abbiamo fatto negli ultimi 12 mesi e ora siamo pronti per far crescere queste aziende – dice ancora l’imprenditore –. Ma non abbiamo fretta: sappiamo che il contesto dei mercati non è per niente facile e non è semplice nemmeno dare una lettura dei numeri, spesso poco coerenti tra loro». Per quanto riguarda la distribuzione retail, alcune geografie soffrono, come gli Stati Uniti, mentre altre crescono, come l’Asia. Anche in Europa la situazione è diversa a seconda dei Paesi. Altri canali, come l’wholesale, sono in contrazione, mentre quello dei grandi progetti continua a crescere, anche nell’area del Golfo colpita dalla guerra in Iran. «È complesso e costoso far arrivare le merci, ma continuiamo a ricevere gli ordini», osserva Gandini.








