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Floky introduce la tecnologia nel mondo del padel con l’obiettivo di ridurre infortuni e vibrazioni

Una tecnologia che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo in grado di intervenire su prevenzione, recupero e performance

di Jader Liberatore

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Il padel continua a conquistare terreno tra gli sport più praticati e dinamici del panorama internazionale: secondo alcuni dati, in Italia ci sarebbero circa 1,5 milioni di giocatori, 20 milioni in Europa e oltre 35 milioni in tutto il mondo. Tuttavia a una crescita così rapida del numero dei giocatori si affianca un buon aumento dei casi di problematiche fisiche legate alla pratica di questo sport e infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: si registra, infatti, una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco mentre le zone maggiormente interessate sono polso, gomito e spalla con disturbi come epicondilite e diverse forme di tendinopatia.

Indagando però sulle cause più comuni di questo problematiche emerge che le vibrazioni generate dall’impatto tra pallina e racchetta si propagano lungo l’arto superiore, entrando dal polso e trasmettendosi fino alla spalla: più il sistema è rigido, maggiore sarà la trasmissione delle vibrazioni quindi le potenziali conseguenze negative sul benessere del giocatore. Ed è proprio a partire da queste considerazioni che inizia il percorso di ricerca sviluppato da Floky, PMI innovativa con sede a Brescia, in collaborazione con Biomoove Lab i quali hanno sviluppato e pubblicato il primo studio biomeccanico al mondo dedicato al padel, con l’obiettivo di analizzare su basi scientifiche le sollecitazioni a cui è sottoposto l’arto superiore del giocatore durante la pratica.

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“Attraverso questa metodologia abbiamo osservato cosa accade realmente durante il gesto tecnico. I dati mostrano una riduzione significativa delle vibrazioni tra polso e spalla, misurata direttamente in campo. È la prima volta che un’azienda privata finanzia uno studio scientifico applicato al padel con questo livello di rigore” spiega il dott. Mauro Testa, responsabile scientifico di Biomoove Lab.

Applicando sensori su polso e spalla utili per registrare vibrazioni e accelerazioni triassiali affiancate da riprese video in slow motion, la ricerca ha coinvolto dieci giocatori amatoriali di livello medio-alto e di età compresa tra i 23 e i 48 anni, chiamati a eseguire i principali colpi del padel come dritto, rovescio e smash, in condizioni di prova controllate; in questo modo è stato possibile analizzare con precisione come le vibrazioni si propagano lungo il braccio.

Dall’analisi è emerso un risultato interessante ovvero che l’utilizzo del manicotto biomeccanico No Strain Evolution produce una riduzione media delle vibrazioni del 30,62% rispetto alla condizione di braccio nudo con benefici più evidenti nello smash nonché il colpo che genera le sollecitazioni più elevate: in questo caso, senza diminuire la forza espressa durante il corpo quindi non inficiando sulle performance di gioco, il brevetto sarebbe in grado di dimezzare l’intensità delle vibrazioni trasmesse lungo il braccio.

No Strain Evolution nasce da un percorso di sviluppo strutturato che riflette il modello di innovazione adottato da Floky e fondato su un approccio scientifico e ingegneristico applicato allo sport. Il processo, infatti, prende avvio dall’analisi delle esigenze biomeccaniche dell’atleta con l’obiettivo di individuare le criticità più rilevanti legate ai movimenti e alle sollecitazioni generate durante la pratica sportiva. A questa fase segue lo studio scientifico del problema supportato da misurazioni strumentali e raccolta dati, seguito dalla progettazione ingegneristica basata su principi biomeccanici e orientata alla riduzione delle sollecitazioni e al miglioramento del supporto muscolare e articolare: la tecnologia brevettata viene quindi integrata nel tessuto trasformando il capo tecnico da abbigliamento sportivo a strumento funzionale. Infine, l’ultima fase riguarda la validazione dei risultati attraverso test e analisi che misurano concretamente i benefici in termini di prevenzione degli infortuni, supporto al recupero e mantenimento della performance atletica:

“Per noi era fondamentale avere una validazione oggettiva. I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. È un approccio ingegneristico, non estetico” ha spiegato Marco Coffinardi, fondatore e CEO di Floky.

È Roberto Nembrini, Co-Founder e CSO di Floky, ad aggiungere: “Il valore risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano. Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita”.

Questa ricerca dedicata al padel segna un passaggio importante verso un’innovazione sportiva sempre più data-driven: analizzare in modo oggettivo i dati raccolti dai comportamenti di un giocatore e le sollecitazioni generate sul suo corpo consentono infatti di trasformare i dati in soluzioni concrete, aprendo la strada a tecnologie in grado di prevenire gli infortuni, migliorare il recupero fisico e la performance.

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