Aeroporti di Roma valuta una sospensione del nuovo sistema biometrico europeo di controllo alle frontiere per evitare il rischio di caos negli scali della capitale durante l’estate. A lanciare l’allarme è stato l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, in un’intervista al Financial Times. Secondo il manager, il nuovo sistema europeo di registrazione biometrica per i passeggeri extra-Schengen, che prevede la raccolta delle impronte digitali e dei dati del passaporto, rischia di entrare in conflitto con i forti flussi di traffico attesi nei mesi estivi.
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«Siamo molto preoccupati per l’estate - ha dichiarato Troncone -. Il processo si sta dimostrando incompatibile con i picchi di traffico che dovremo affrontare. L’unica soluzione è allentare i controlli: non c’è modo di raggiungere il 100% delle verifiche previste».
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Le preoccupazioni non riguardano soltanto gli aeroporti italiani. Da tempo le associazioni degli aeroporti europei e delle compagnie aeree chiedono una sospensione temporanea del sistema nei mesi estivi. Le criticità sono emerse dopo la piena entrata in funzione, il 10 aprile scorso, del nuovo meccanismo di registrazione biometrica.
Le compagnie aeree, nel frattempo, raccomandano ai passeggeri di presentarsi in aeroporto almeno tre ore prima della partenza per evitare il rischio di perdere il volo. In caso di ritardo dovuto alle lunghe attese ai controlli, inoltre, i vettori non garantiscono la protezione automatica sui voli successivi.
Anche l’Associazione internazionale del trasporto aereo, IATA, ha lanciato un avvertimento: negli aeroporti maggiormente congestionati i tempi di attesa potrebbero arrivare fino a sei ore.
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Il problema dei flussi dei passeggeri non dipendere direttamente dagli aeroporti, ma dalla polizia di frontiera .con il compito di raccogliere i dati biometrici la quale ha comunque già ora quella flessibilità necessaria dal far defluire le code quando dovessero diventare troppo lunghe.
Finora, tuttavia, dalla Commissione europea non sono arrivati segnali di apertura. Bruxelles attribuisce infatti le lunghe code non tanto al sistema biometrico quanto alla carenza di personale addetto ai controlli di frontiera.
Le prime criticità sono state registrate negli aeroporti di Portogallo e Cipro, ma l’elenco potrebbe presto allungarsi. In alcuni scali della Grecia, ad esempio, è già stato consentito ad alcuni passeggeri provenienti da Paesi extra-Schengen di evitare le code più lunghe.
Il sistema EES (Entry/Exit System) si applica ai cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea e all’area Schengen che entrano nello spazio Schengen o in altri Paesi dell’Ue per soggiorni di breve durata, fino a 90 giorni nell’arco di 180 giorni. Rientrano nella normativa sia i viaggiatori esenti da visto sia coloro che si spostano per turismo, affari o altre esigenze temporanee.
Tra gli interessati figurano, ad esempio, i cittadini del Regno Unito e tutti i viaggiatori provenienti da Paesi terzi che beneficiano dell’esenzione dal visto per ingressi di breve durata nell’area Schengen.
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