Dichiarazioni 2026

Fisco, con il nuovo 730 parte la corsa ai bonus dalla casa alla scuola

Attenzione soprattutto alla tagliola sulle spese detraibili che scatta oltre i 75mila euro di reddito e sarà parametrata ai componenti del nucleo familiare

di Giovanni Parente

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La pubblicazione sul sito delle Entrate della versione finale del modello 730 rappresenta il primo passaggio ufficiale per iniziare a fare i conti con i bonus per la campagna dichiarativa 2026.

Anche se lo start di fatto arriverà a fine aprile, quando i contribuenti potranno consultare nella propria area riservata la precompilata, tra i righi del modello (e soprattutto nelle istruzioni) è possibile “rintracciare” alcune delle principali novità con cui fare i conti, soprattutto sulla partita di detrazioni e deduzioni che consentono di accedere ai rimborsi.

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La tagliola per i redditi oltre 75mila euro

Uno dei primi aspetti da considerare è la tagliola per i contribuenti con redditi superiori a 75mila euro. L’importo delle spese detraibili va calcolato moltiplicando un «importo base» (che decresce all’aumentare del reddito complessivo) per un coefficiente (diverso, a seconda della presenza del nucleo familiare di figli fiscalmente a carico).

L’importo base è pari a: 14mila euro, se il reddito complessivo del contribuente è superiore a 75mila euro e fino a 100mila euro; 8mila euro, se il reddito complessivo del contribuente è superiore a 100.000 euro.

Il coefficiente da utilizzare è invece pari a:
- 0,50 se nel nucleo familiare non sono presenti figli a carico;
- 0,70 se nel nucleo familiare è presente un figlio a carico;
- 0,85 se nel nucleo familiare sono presenti due figli a carico;
- 1 se nel nucleo familiare sono presenti più di due figli a carico, o almeno un figlio a carico con disabilità accertata.

Sono escluse da questo meccanismo di calcolo, e quindi non subiscono limitazioni le spese sanitarie, le somme investite nelle start up innovative, le somme investite nelle piccole e medie imprese innovative.

Così come sfuggono alla stretta gli o neri detraibili sostenuti in dipendenza di prestiti o mutui contratti fino al 31 dicembre 2024, i premi di assicurazione per contratti stipulati fino al 31 dicembre 2024 e le rate di spese detraibili per interventi di recupero edilizio (ristrutturazioni o risparmio energetico) sostenute fino al 31 dicembre 2024.

L’IMPATTO

I nuovi tetti alle spese detraibili interessate dalla restrizione al debutto nel 730/2026

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Ristrutturazioni e risparmio energetico: bonus più alto per l’abitazione principale

La dichiarazione 2026 riporta le novità introdotte dall’anno d’imposta 2025 per i bonus per i lavori in casa.

Come ricordano le istruzioni al 730, « le agevolazioni fiscali previste per interventi di riqualificazione edilizia, di risparmio energetico e antisismici, spettano per le spese documentate nel 2025 nella misura fissa pari al 36%».

Mentre «la percentuale è elevata al 50% in cui gli interventi siano realizzati dai titolari di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale».

In altri termini, il 50% vale solo per l’abitazione principale mentre per i lavori effettuati, ad esempio, sulle seconde case la percentuale è ridotta al 36 per cento.

Detrazioni per figli a carico: stop oltre i 30 anni (con eccezioni)

Anche sul capitolo figli a carico bisognerà prestare molta attenzione. Vediamo cosa riportano le istruzioni al 730 nella parte relativa alle novità.

«Sono abolite le detrazioni Irpef per i figli a carico con più di 30 anni, non disabili.

La detrazione per i figli a carico è ora riconosciuta ai contribuenti che abbiano figli, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti, i figli adottivi, affiliati o affidati, e i figli conviventi del coniuge deceduto, di età pari o superiore a 21 anni, ma inferiore a 30 anni, nonché figli di età pari o superiore a 30 anni con disabilità accertata».

I familiari residenti all’estero

Attenzione poi a un altro paletto. Infatti, «le detrazioni per familiari a carico non spettano ai contribuenti che non sono cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea o di uno Stato aderente all’accordo sullo Spazio economico europeo, in relazione ai loro familiari residenti all’estero».

Le spese scolastiche

Ci sono anche aspetti positivi da sfruttare per il contribuente Come ricordano le istruzioni, dal 2025 «è innalzato a 1.000 euro il limite massimo detraibile dall’imposta lorda, per alunno o studente, in relazione alle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione».

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