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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Mobilità dei confini in crescita e, per via delle tensioni geopolitiche, cambi repentini nei flussi. E, quindi, nella gestione del rilascio dei visti consolari. All’orizzonte innovazioni tecnologiche, come il sistema europeo Entry/Exit System. Il futuro della mobilità dipenderà da processi digitali, integrati e sicuri che bilancino due priorità essenziali: proteggere le frontiere rendendo al contempo i viaggi più semplici, affidabili ed efficienti per i cittadini e le istituzioni. «Il nostro ruolo», spiega Folco de Luca Gabrielli, advisor dell’account management team Italia di VFS Global e già ambasciatore italiano a Singapore e in Malesia, «consiste nel supportare i governi nella gestione delle attività amministrative del processo di richiesta dei visti, fornendo al contempo soluzioni tecnologiche flessibili e sicure che consentano alle autorità consolari di rispondere con maggiore efficienza all’evoluzione in atto». VFS Global dal 2007 gestisce 12 milioni di transazioni biometriche all’anno, con 4.200 centri di ricerca in 169 Paesi. Abbiamo, dunque, chiesto a de Luca Gabrielli quali siano i trend del settore e gli sviluppi tecnologici in cantiere.
Quali nuove tecnologie avete adottato per accelerare la gestione dei flussi?
«L’evoluzione della mobilità internazionale e la crescente complessità del contesto geopolitico stanno rendendo sempre più strategico il ricorso a tecnologie innovative per supportare la gestione dei flussi. Oggi la sfida consiste nel garantire maggiore efficienza, sicurezza e trasparenza, salvaguardando al contempo i dati personali. In questo scenario, un impiego responsabile dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali rappresenta un fattore chiave. VFS Global è stata tra le prime organizzazioni ad adottare un approccio responsabile all’IA, garantendo che il suo utilizzo sia conforme alle normative sulla protezione dei dati e rimanga soggetto a una supervisione umana continua. Le iniziative che abbiamo sviluppato a supporto dei nostri clienti governativi includono chatbot di AI generativa attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sui siti web dedicati all’Italia, e, in alcuni casi specifici, un sistema di prenotazione degli appuntamenti esclusivamente da mobile con Liveness detection. Questa tecnologia, implementata in mercati selezionati, verifica l’identità del richiedente durante il processo di prenotazione, assicurando che gli appuntamenti siano prenotati esclusivamente da richiedenti autentici contribuendo a contrastare attività fraudolente e utilizzi impropri del sistema. In alcuni mercati, è stato accertato che circa il 20% del volume totale delle richieste proviene da intermediari fraudolenti che prenotano appuntamenti, il che evidenzia l’importanza di solidi controlli di verifica dell’identità e di gestione degli appuntamenti. Abbiamo inoltre sviluppato una lista d’attesa digitale automatizzata che assegna le fasce orarie degli appuntamenti rigorosamente in ordine di registrazione, rafforzando ulteriormente l’equità, la trasparenza e la sicurezza nel processo di assegnazione degli appuntamenti».
Dal 2007 gestite in media 12 milioni di transazioni biometriche all’anno. Quali sono le vostre aspettative per i prossimi cinque anni, sia in termini di volumi che di sviluppi?
«La mobilità internazionale ha registrato una forte ripresa dopo la pandemia e prevediamo che la domanda continui a crescere nei prossimi cinque anni. Tale crescita sarà trainata non solo dal turismo — che rimane un settore significativo, con la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia in aumento del 4,6% nel 2025 secondo la Banca d’Italia — ma anche dalla mobilità legata all’istruzione, all’occupazione, agli affari e agli investimenti. Nei prossimi anni prevediamo un ulteriore incremento dei volumi e una progressiva evoluzione dei processi di gestione della mobilità, anche grazie all’introduzione di sistemi europei come l’Entry/Exit System (EES) e alla crescente digitalizzazione delle procedure».