Il trend delle Visa

«Fino al 20% di richieste visti fraudolente. Bot e AI per dare trasparenza alle pratiche e sicurezza ai confini»

Intervista a Folco de Luca Gabrielli, advisor Italia di VFS Global: «La mobilità internazionale rimarrà una priorità strategica per i governi, le economie e le società». I Paesi dovranno continuare ad attrarre turismo, investimenti e competenze, mantenendo elevati standard di sicurezza e «tra le innovazioni più rilevanti vedo la progressiva diffusione dell’e-Visa, l’interoperabilità tra banche dati governative e l’utilizzo dell’identità digitale». Mentre dal punto di vista geopolitico «l’area del Mediterraneo sarà sempre più attrattiva»

Folco de Luca Gabrielli, advisor Italia di VFS Global

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Mobilità dei confini in crescita e, per via delle tensioni geopolitiche, cambi repentini nei flussi. E, quindi, nella gestione del rilascio dei visti consolari. All’orizzonte innovazioni tecnologiche, come il sistema europeo Entry/Exit System. Il futuro della mobilità dipenderà da processi digitali, integrati e sicuri che bilancino due priorità essenziali: proteggere le frontiere rendendo al contempo i viaggi più semplici, affidabili ed efficienti per i cittadini e le istituzioni. «Il nostro ruolo», spiega Folco de Luca Gabrielli, advisor dell’account management team Italia di VFS Global e già ambasciatore italiano a Singapore e in Malesia, «consiste nel supportare i governi nella gestione delle attività amministrative del processo di richiesta dei visti, fornendo al contempo soluzioni tecnologiche flessibili e sicure che consentano alle autorità consolari di rispondere con maggiore efficienza all’evoluzione in atto». VFS Global dal 2007 gestisce 12 milioni di transazioni biometriche all’anno, con 4.200 centri di ricerca in 169 Paesi. Abbiamo, dunque, chiesto a de Luca Gabrielli quali siano i trend del settore e gli sviluppi tecnologici in cantiere.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Quali nuove tecnologie avete adottato per accelerare la gestione dei flussi?

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«L’evoluzione della mobilità internazionale e la crescente complessità del contesto geopolitico stanno rendendo sempre più strategico il ricorso a tecnologie innovative per supportare la gestione dei flussi. Oggi la sfida consiste nel garantire maggiore efficienza, sicurezza e trasparenza, salvaguardando al contempo i dati personali. In questo scenario, un impiego responsabile dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali rappresenta un fattore chiave. VFS Global è stata tra le prime organizzazioni ad adottare un approccio responsabile all’IA, garantendo che il suo utilizzo sia conforme alle normative sulla protezione dei dati e rimanga soggetto a una supervisione umana continua. Le iniziative che abbiamo sviluppato a supporto dei nostri clienti governativi includono chatbot di AI generativa attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sui siti web dedicati all’Italia, e, in alcuni casi specifici, un sistema di prenotazione degli appuntamenti esclusivamente da mobile con Liveness detection. Questa tecnologia, implementata in mercati selezionati, verifica l’identità del richiedente durante il processo di prenotazione, assicurando che gli appuntamenti siano prenotati esclusivamente da richiedenti autentici contribuendo a contrastare attività fraudolente e utilizzi impropri del sistema. In alcuni mercati, è stato accertato che circa il 20% del volume totale delle richieste proviene da intermediari fraudolenti che prenotano appuntamenti, il che evidenzia l’importanza di solidi controlli di verifica dell’identità e di gestione degli appuntamenti. Abbiamo inoltre sviluppato una lista d’attesa digitale automatizzata che assegna le fasce orarie degli appuntamenti rigorosamente in ordine di registrazione, rafforzando ulteriormente l’equità, la trasparenza e la sicurezza nel processo di assegnazione degli appuntamenti».

Dal 2007 gestite in media 12 milioni di transazioni biometriche all’anno. Quali sono le vostre aspettative per i prossimi cinque anni, sia in termini di volumi che di sviluppi?

«La mobilità internazionale ha registrato una forte ripresa dopo la pandemia e prevediamo che la domanda continui a crescere nei prossimi cinque anni. Tale crescita sarà trainata non solo dal turismo — che rimane un settore significativo, con la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia in aumento del 4,6% nel 2025 secondo la Banca d’Italia — ma anche dalla mobilità legata all’istruzione, all’occupazione, agli affari e agli investimenti. Nei prossimi anni prevediamo un ulteriore incremento dei volumi e una progressiva evoluzione dei processi di gestione della mobilità, anche grazie all’introduzione di sistemi europei come l’Entry/Exit System (EES) e alla crescente digitalizzazione delle procedure».

Abbiamo vissuto il Covid-19, poi la guerra in Ucraina e i conflitti in Medio Oriente. Al di là dei singoli Paesi direttamente coinvolti, quale impatto hanno avuto questi eventi sul settore dei visti?

«Gli ultimi anni hanno dimostrato quanto la mobilità internazionale sia strettamente legata agli sviluppi geopolitici. Eventi come la pandemia, la guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente hanno influito sui flussi, modificando temporaneamente le abitudini di viaggio e le priorità dei governi. La nostra esperienza dimostra, tuttavia, che l’impatto delle turbolenze geopolitiche sulla mobilità internazionale è solitamente temporaneo. Prima della guerra, l’Ucraina era uno dei mercati più importanti per VFS Global, con circa due milioni di richieste di visto da parte di cittadini ucraini elaborate ogni anno a livello globale, e anche la Russia rappresentava un mercato di rilievo. I flussi si ridistribuiscono piuttosto che scomparire, mentre la domanda di viaggi per turismo, istruzione, lavoro e affari rimane strutturalmente forte. In questo contesto, i governi hanno bisogno di modelli operativi sufficientemente flessibili da adattarsi rapidamente all’evoluzione della domanda. Le autorità consolari mantengono sempre la piena responsabilità delle decisioni sui visti, ma il supporto di operatori specializzati nella gestione delle attività amministrative consente di gestire più efficacemente le oscillazioni dei flussi, preservando continuità del servizio, efficienza operativa e sicurezza».

Ritiene che i periodi di instabilità politica siano un fattore con cui dovremo fare i conti nei prossimi anni?

«La mobilità internazionale rimarrà una priorità strategica per i governi, le economie e le società. I Paesi dovranno continuare ad attrarre turismo, talenti, investimenti e competenze, mantenendo al contempo elevati standard di sicurezza alle frontiere».

I numeri evidenziano una crescente attrattività dei Paesi del Mediterraneo, sia all’interno che all’esterno dello spazio Schengen. Un trend passeggero o destinato a rafforzarsi ulteriormente?

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«Ritengo che sia un trend destinato a consolidarsi. L’area mediterranea rappresenta un crocevia naturale tra Europa, Africa e Medio Oriente e continua ad attrarre turismo, investimenti, studenti e professionisti. Accanto al turismo tradizionale, infatti, osserviamo una crescita della mobilità legata al business, all’istruzione, ai programmi di scambio e ai grandi eventi internazionali. Paesi come l’Italia continuano a beneficiare di questa dinamica grazie al loro patrimonio culturale, alla qualità dell’offerta universitaria, al sistema produttivo e al crescente ruolo che il Mediterraneo sta assumendo negli equilibri economici globali».

In qualità di specialista, quali innovazioni tecnologiche a livello governativo potrebbero facilitare ulteriormente i processi di rilascio dei visti?

«Credo che il futuro sia rappresentato da un ecosistema sempre più digitale e interoperabile. Tra le innovazioni più rilevanti vedo la progressiva diffusione dell’e-Visa, la digitalizzazione completa della documentazione, l’interoperabilità tra banche dati governative, l’utilizzo dell’identità digitale e della biometria per verifiche più rapide e sicure, oltre all’impiego dell’intelligenza artificiale come strumento di supporto operativo. L’AI non deve sostituire la decisione delle autorità competenti, ma aiutare a ridurre i tempi amministrativi, individuare eventuali anomalie e migliorare la qualità del servizio».

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