I numeri che anticipano la politica industriale

Mediterraneo al centro della mobilità. Oltre la metà dei visti emessi nell’area

Stando ai dati della Commissione Ue, su un totale di 12,2 milioni di visti richiesti per l’area Schengen 6,9 si sono concentrati sui Paesi europei che si affacciano sul bacino. Mentre sul totale di 10,2 milioni di visti emessi, oltre 5,9 hanno riguardato i Paesi del Sud Europa. Ben 2,8 sono le Visa dai Paesi extra Schengen che si affacciano a meridione

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Archiviata l’era Covid, la mobilità tra i confini è tornata a essere in grande espansione. Le tensioni geopolitiche non stanno fermando il mercato dell’emissione dei visti consolari, anche se impongono drastici cambi nei flussi. E costante innovazione tecnologica, come il sistema europeo Entry/Exit. In futuro, si attende la progressiva diffusione dell’e-Visa, l’utilizzo dell’identità digitale e della biometria, oltre all’impiego massivo dell’intelligenza artificiale. Con l’obiettivo di garantire trasparenza nelle emissioni e al contempo sicurezza dei confini. Il dato, però, che emerge con interesse dall’analisi dei dati relativi al 2025 è la centralità del Mediterraneo. Stando sia alla Commissione Ue sia alle singole Ambasciate che rendono pubblici i numeri, su un totale di 12,2 milioni di visti richiesti per l’area Schengen, 6,9 si sono concentrati sui Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo. Mentre sul totale di 10,2 milioni di visti emessi, oltre 5,9 hanno riguardato i Paesi del Sud Europa. In pratica, la metà del totale degli ingressi regolari, sia in termini di studio che di business si sono concentrati sul Mare Nostrum.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«L’area mediterranea rappresenta un crocevia naturale tra Europa, Africa e Medio Oriente e continua ad attrarre turismo, investimenti, studenti e professionisti», conferma Folco de Luca Gabrielli, advisor dell’account management team Italia di VFS Global, società leader nel settore. «Accanto al turismo tradizionale, infatti, osserviamo una crescita della mobilità legata al business, all’istruzione, ai programmi di scambio e ai grandi eventi internazionali. Paesi come l’Italia continuano a beneficiare di questa dinamica grazie al loro patrimonio culturale, alla qualità dell’offerta universitaria, al sistema produttivo e al crescente ruolo che il Mediterraneo sta assumendo negli equilibri economici globali». Un trend che viene supportato anche da altri numeri che si incrociano con il medesimo basket, cioè quello delle provenienze dei visti di area extra Schengen. In questo caso, sebbene i dati non siano completi per via della scarsa trasparenza di comunicazione di alcune nazioni, sul totale di 12,2 milioni di visti richiesti a livello globale circa 3,4 hanno riguardato Paesi mediterranei. E sul totale di oltre 10,2 milioni di visti emessi, oltre 2,8 hanno riguardato la medesima area. Quest’ultima cifra rende perfettamente l’idea della mobilità tra le sponde sud e nord del mare. Ci si sposta per studio e soprattutto per lavoro.

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Interessante anche il focus sull’Italia. Qui i valori disponibili ci portano al 2024, quando sono stati rilasciati 1,3 milioni di visti su un totale di 1,5 milioni di visti trattati, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente. A farla da padrone sono gli ingressi dalla Cina e dalla Russia. Poi arriva la Turchia, che dalla sua vanta anche la comunità di studenti stranieri stabilmente più ampia presente nelle nostre università. Nel complesso gli arrivi con visto dal Sud del Mediterraneo e dal Medioriente sono in aumento del 10%. Nel 2024 l’Arabia Saudita ha addirittura superato gli Stati Uniti nella classifica di emissione e il Marocco segue di un solo gradino. Andando oltre la mera elencazione dei numeri e aggiungendo i trend di crescita, confermati dalle società che si occupano di emissioni consolari, il bacino del Mediterraneo appare già come perno centrale nella mobilità. Per la formazione e per le attività lavorative. Un trend che ci impone di concentrarci sull’area. Anche quando si discute di temi daziari e di politiche industriali. La strada appare, insomma, già indicata.

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