L’iniziativa

Finanziamenti alla politica, nasce l’osservatorio Moneytor per verificare la trasparenza dei fondi

Il progetto è stato lanciato da Sapienza e Unito insieme a The Good Lobby Italia, Transparency International Italia e Raise the Wind per indagare sull’origine dei flussi milionari che finanziano la politica

di Pietro Menzani

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Fare luce sull’origine dei finanziamenti a candidati e partiti monitorando la provenienza dei milioni di euro che alimentano l’attività politica del Paese. È l’obiettivo di Moneytor, l’osservatorio lanciato da due atenei italiani - l’Università degli studi La Sapienza di Roma e l’Università di Torino - insieme a The Good Lobby Italia, Transparency International Italia e Raise the Wind. L’iniziativa mira a verificare se esiste una correlazione tra chi finanzia e chi orienta concretamente le scelte che ricadono sulla comunità.

Federico Anghelé, direttore di The Good Lobby, organizzazione non profit nata nel 2015, ritiene infatti che «nonostante il finanziamento alla politica sia uno dei temi più trascurati del dibattito pubblico italiano, conoscere esattamente l’origine dei finanziamenti a fondazioni e partiti politici significa comprendere chi ha realmente voce in tutte le decisioni di interesse collettivo».

Loading...

Un approccio empirico

«L’Osservatorio – spiega la professoressa Chiara Fiorelli dell’Università La Sapienza - nasce da una volontà di intenti comune: mettere il nostro sapere specialistico a servizio della società civile e favorire una sinergia di competenze non solo per capire come funziona il finanziamento, ma anche per analizzare i flussi, informare i cittadini e agire nella società civile».

Moneytor si propone infatti di comprendere - grazie a un approccio empirico e comparato e avvalendosi della collaborazione tra mondo accademico e organizzazioni della società civile - chi realmente supporta le campagne elettorali. L’osservatorio, come spiegano i promotori del progetto, vuole rappresentare uno spazio di coordinamento e dibattito interdisciplinare.

Garantire trasparenza

L’obiettivo primario dell’iniziativa è quindi garantire trasparenza, responsabilità e consapevolezza pubblica sul rapporto tra denaro e politica, favorendo un dialogo aperto e informato e producendo rapporti periodici che saranno disponibili sia alle istituzioni che ai cittadini.

«Il progetto nasce dall’ambizione di affrontare con rigore scientifico uno dei nodi più dibattuti delle democrazie contemporanee. Il fenomeno del finanziamento non è estraneo alla politica in sé, ma va affrontato in modo determinante quando un finanziamento di per sé legittimo rischia di creare aspettative di compenso da parte di chi lo ha elargito», aggiunge la professoressa Maria Cristina Marchetti, direttrice del dipartimento di Scienze politiche della Sapienza.

“Soldi e politica”

I dati per il biennio 2023-2024 rilevati dal progetto “Soldi e Politica” dell’organizzazione Transparency International Italia sembrano confermare la rilevanza dell’iniziativa. Nel report presentato il 10 giugno 2026 è possibile riscontrare una forte connessione tra pubblico e privato e una crescente dipendenza dei partiti nei confronti dei finanziamenti delle imprese private. Nel 2024, infatti, i contributi provenienti dalle rimesse dei politici eletti si sono attestati sul 50,17% del totale, in netta diminuzione rispetto al 2023, quando questa somma corrispondeva a circa il 66% della cifra complessiva.

L’appello della professoressa Daniela Piccio dell’Università di Torino è infatti rendere i dati relativi al finanziamento disponibili ai cittadini «in modo trasparente e tempestivo, come già di uso corrente da parte della Commissione elettorale del Regno Unito, dell’Ufficio Centrale di Statistica norvegese e del corrispettivo dell’Ufficio dei conti pubblici in Irlanda».

Secondo Raffaele Picilli di Raise the Wind i partiti dovrebbero «adottare Codici per la raccolta di fondi, assicurare la rendicontazione tempestiva e accessibile delle spese elettorali a ogni livello e incoraggiare una partecipazione dal basso al finanziamento dei partiti tramite campagne di comunicazione» mentre le istituzioni dovrebbero lavorare alla creazione di un «Registro Elettronico Unico per finanziamenti e rendiconti, potenziare organi di Controllo e Monitoraggio e perfezionare ulteriormente i Codici di condotta di Camera e Senato, mentre maggiori obblighi di trasparenza dovrebbero essere richiesti a Fondazioni e associazioni legate ai partiti».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti