Finanza sostenibile, i gestori di fondi useranno più stime e meno dati puntuali
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Green e norme Ue
Finanza sostenibile, i gestori di fondi useranno più stime e meno dati puntuali
E’ la diretta conseguenza del pacchetto Omnibus e delle modifiche in corso della Sfdr. Il parere di Thibaud Clisson, climate change lead di Bnp Paribas AM
Una sfida che, secondo Thibaud Clisson, climate change lead di Bnp Paribas Asset Management, rappresenta un’evoluzione del sistema. «Se guardiamo alla Csrd, il cambiamento principale riguarda l’ambito di applicazione, che viene ristretto a un numero più limitato di aziende - spiega Clisson -. Per noi, come investitori globali, significa che in alcuni casi dovremo fare maggiore affidamento su stime e dati forniti da provider esterni, soprattutto quando investiamo in società non quotate o di dimensioni minori». Aumenta, così, il peso dell’ecosistema dei dati Esg: «Diventa ancora più importante che i data provider siano adeguatamente regolati e che la qualità delle informazioni sia elevata e comparabile. Concentrarsi su un numero più ristretto e più rilevante di indicatori è un passo nella giusta direzione. Può rendere il sistema più efficiente e migliorare la comparabilità dei dati tra aziende», osserva Clisson.
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Come cambia la normativa sulla finanza sostenibile
Sul versante degli investitori, la discussione sulla revisione della Sfdr procede in parallelo, con le modifiche annunciate da Bruxelles a fine 2025, finalizzate a documenti informativi più brevi e comprensibili per gli investitori. La Commissione Ue, inoltre, ha introdotto un sistema di categorizzazione volontaria dei prodotti finanziari, basata su tre sole categorie, elaborate sulla base di un confronto con gli stakeholder e ispirate alle pratiche di mercato già diffuse. «La consultazione in corso non cambia lo spirito della normativa – commenta Clisson -. Non vedo un cambio di rotta e non stiamo spostando i nostri fondi verso l’articolo 6 a causa delle modifiche regolatorie. La nostra strategia resta focalizzata e impegnata sulla sostenibilità».
Un’opportunità per gli investitori, anche in un contesto geopolitico segnato da tensioni e da agende politiche talvolta più caute sul clima rispetto al recente passato. «Il fatto che in alcune aree del mondo l’agenda politica sia meno ambiziosa non significa che la transizione energetica si sia fermata. Dobbiamo distinguere tra il rumore politico e le dinamiche reali di mercato – spiega il climate change lead di Bnp Paribas AM -. Negli Stati Uniti, il solare resta l’energia più economica e più veloce da installare. In Cina, la penetrazione dei veicoli elettrici continua a crescere rapidamente. Le dinamiche industriali e tecnologiche sono forti e non si arrestano per effetto di un ciclo politico meno favorevole».
Le sfide dalla finanza sostenibile di domani
Guardando al prossimo futuro, Clisson individua tre sfide principali per le strategie Esg degli asset manager:
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a) la qualità e la comparabilità dei dati,
b) la necessità di stabilità e visibilità regolatoria per sostenere investimenti di lungo termine,
c) l’impatto crescente di geopolitica e sovranità economica sulle valutazioni aziendali.
«La transizione energetica resta molto rilevante. Ma per mantenere forte l’investimento Esg serve un quadro regolatorio coerente e prevedibile. I cambiamenti improvvisi possono rallentare lo sviluppo di interi segmenti industriali. La transizione sta avvenendo, per sostenerla occorrono dati solidi, metodologie robuste e un contesto regolatorio che dia fiducia agli investitori nel lungo periodo», conclude l’esperto.
Per Bnp Paribas AM, la sfida principale sarà consolidare la roadmap Net Zero all’interno di un framework metodologico unitario: il processo di integrazione con Axa Im richiede di armonizzare classificazioni, approcci e concetti che le due organizzazioni hanno sviluppato in modo indipendente, ciascuna con una propria struttura già solida, declinandoli in una metodologia condivisa che abbraccia l’intera catena del valore — dall’integrazione del rischio climatico nei processi di investimento e nei fondi, alle attività di stewardship e alle operation, fino alle strategie real asset.
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