Finanza sostenibile, armi escluse dai portafogli dei fondi Nef
Bonomo, ad di Neam (gruppo Cassa Centrale) a cui fanno capo i fondi Nef, conferma l’esclusione delle armi. Raggiunti 10 miliardi di euro di masse gestite
3' di lettura
3' di lettura
C’è una gran discussione in Europa sulla possibilità per i fondi sostenibili di investire anche in armi controverse e, in particolare, in quelle nucleari. Il via libera è arrivato da Bruxelles a fine dicembre. Chi invece già da anni non investe in armi è la Sicav lussemburghese Nef, multimanager e multicomparto, che fa capo a Neam, management company del gruppo Cassa Centrale banca (Credito Cooperativo). «Già prima che l’Europa affrontasse il tema della sostenibilità, avevamo inserito una serie di esclusioni dai nostri investimenti come armi e tabacco - ha affermato Flavio Bonomo, amministratore delegato di Neam -. E voglio ricordare che quando è entrata a regime la legge italiana su mine antiuomo e bombe a grappolo, eravamo già allineati. Non abbiamo dovuto cambiare nulla nei nostri fondi».
Bonomo, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati dei fondi Nef, ha fatto riferimento alla legge 220 del 2021 sul divieto agli intermediari finanziari, assicurativi e previdenziali di finanziare e investire in imprese che producono mine antipersona e bombe a grappolo. La legge è andata a regime nel febbraio 2025 dopo la pubblicazione dei regolamenti delle authority di settore.
Dieci miliardi di asset in gestione
Nel corso della presentazione dei dati, è stato comunicato il raggiungimento dei 10 miliardi di euro di asset in gestione da parte della Sicav Nef. «Un risultato molto rilevante, raggiunto principalmente grazie all’attività di distribuzione delle banche affiliate al gruppo Cassa Centrale, oltre al contributo di altri distributori e investitori istituzionali», ha sottolineato Bonomo.
Tra l’altro oltre il 70% delle masse in gestione è stato classificato come sostenibile ai sensi degli articoli 8 e 9 del regolamento Sfdr sulla trasparenza della finanza sostenibile. Normativa quest’ultima che tra l’altro è in fase di modifica con l’abolizione proprio delle categorie articolo 8 e 9 e l’introduzione di nuove tra cui quella denominata “Transizione”. Quest’ultima prevede l’investimento in aziende che hanno presentato un chiaro ed efficace piano di transizione energetica. «Bene l’introduzione della nuova categoria - ha aggiunto Bonomo a margine della conferenza stampa -. Noi già ora investiamo non solo nei top performer della sostenibilità ma anche in aziende che hanno un piano di transizione».
La strategia dei Pac
All’evento era presente anche Marco Galliani, chief wealth management officer di Cassa Centrale banca, che ha fornito importanti indicazioni sulle strategie nel risparmio gestito. «I fondi Nef ricoprono un ruolo centrale nelle strategie di distribuzione del gruppo Cassa Centrale, pur inserendosi all’interno di un’architettura aperta, che permette ai clienti delle banche affiliate di disporre di 13 case di investimento e di un’offerta complessiva di circa 3mila fondi. Il 2025 è stato per Nef un anno record: la raccolta netta ha raggiunto 785 milioni di euro, permettendo di arrivare a 6,7 miliardi di euro di asset under management collocati sulle banche del gruppo».


