Risparmio e sostenibilità

Finanza sostenibile, armi escluse dai portafogli dei fondi Nef

Bonomo, ad di Neam (gruppo Cassa Centrale) a cui fanno capo i fondi Nef, conferma l’esclusione delle armi. Raggiunti 10 miliardi di euro di masse gestite

di Vitaliano D'Angerio

 Ronald Gutridge/Handout via REUTERS.

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C’è una gran discussione in Europa sulla possibilità per i fondi sostenibili di investire anche in armi controverse e, in particolare, in quelle nucleari. Il via libera è arrivato da Bruxelles a fine dicembre. Chi invece già da anni non investe in armi è la Sicav lussemburghese Nef, multimanager e multicomparto, che fa capo a Neam, management company del gruppo Cassa Centrale banca (Credito Cooperativo). «Già prima che l’Europa affrontasse il tema della sostenibilità, avevamo inserito una serie di esclusioni dai nostri investimenti come armi e tabacco - ha affermato Flavio Bonomo, amministratore delegato di Neam -. E voglio ricordare che quando è entrata a regime la legge italiana su mine antiuomo e bombe a grappolo, eravamo già allineati. Non abbiamo dovuto cambiare nulla nei nostri fondi».

Bonomo, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati dei fondi Nef, ha fatto riferimento alla legge 220 del 2021 sul divieto agli intermediari finanziari, assicurativi e previdenziali di finanziare e investire in imprese che producono mine antipersona e bombe a grappolo. La legge è andata a regime nel febbraio 2025 dopo la pubblicazione dei regolamenti delle authority di settore.

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Dieci miliardi di asset in gestione

Nel corso della presentazione dei dati, è stato comunicato il raggiungimento dei 10 miliardi di euro di asset in gestione da parte della Sicav Nef. «Un risultato molto rilevante, raggiunto principalmente grazie all’attività di distribuzione delle banche affiliate al gruppo Cassa Centrale, oltre al contributo di altri distributori e investitori istituzionali», ha sottolineato Bonomo.

Tra l’altro oltre il 70% delle masse in gestione è stato classificato come sostenibile ai sensi degli articoli 8 e 9 del regolamento Sfdr sulla trasparenza della finanza sostenibile. Normativa quest’ultima che tra l’altro è in fase di modifica con l’abolizione proprio delle categorie articolo 8 e 9 e l’introduzione di nuove tra cui quella denominata “Transizione”. Quest’ultima prevede l’investimento in aziende che hanno presentato un chiaro ed efficace piano di transizione energetica. «Bene l’introduzione della nuova categoria - ha aggiunto Bonomo a margine della conferenza stampa -. Noi già ora investiamo non solo nei top performer della sostenibilità ma anche in aziende che hanno un piano di transizione».

La strategia dei Pac

All’evento era presente anche Marco Galliani, chief wealth management officer di Cassa Centrale banca, che ha fornito importanti indicazioni sulle strategie nel risparmio gestito. «I fondi Nef ricoprono un ruolo centrale nelle strategie di distribuzione del gruppo Cassa Centrale, pur inserendosi all’interno di un’architettura aperta, che permette ai clienti delle banche affiliate di disporre di 13 case di investimento e di un’offerta complessiva di circa 3mila fondi. Il 2025 è stato per Nef un anno record: la raccolta netta ha raggiunto 785 milioni di euro, permettendo di arrivare a 6,7 miliardi di euro di asset under management collocati sulle banche del gruppo».

Galliani ha poi sottolineato l’importanza dei prodotti ad accumulo nel ventaglio di offerte: «Un contributo significativo a questa crescita proviene dai Pac, da sempre al centro dell’offerta delle banche affiliate. I clienti del gruppo detengono infatti 560mila Pac Nef, che generano un flusso mensile di 80 milioni di euro».

I due nuovi prodotti

Gianluca Filippi, responsabile del servizio commerciale finanza e bancassicurazione della direzione finanza di capogruppo, ha poi descritto i due nuovi comparti lanciati a inizio febbraio.

In particolare, Nef Target 2031 è un prodotto a scadenza, gestito in delega da Amundi: il 75% è focalizzato su titoli di Stato europei, c’è una cedola periodica semestrale, una commissione di sottoscrizione fino all’1% e una di gestione dello 0,75 per cento; l’altro comparto è il Nef Ethical Step to Balanced 2030: si investe in un portafoglio inizialmente obbligazionario che progressivamente raggiungerà il 50% di componente azionaria entro il 2030. In questo caso la gestione è di Niche Asset Management ed è un articolo 8; la commissione di sottoscrizione è al massimo dell’1 per cento mentre quella di gestione cambia in base alle classi di investimento.

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