“Hokum”, intelligente horror dal sapore vintage
Nelle sale arriva il terzo lungometraggio di Damian McCarthy, regista irlandese specializzato nel cinema di genere
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Il film horror più interessante dell’estate è il grande protagonista del weekend in sala: nei nostri cinema è arrivato “Hokum”, terzo lungometraggio di Damian McCarthy, regista irlandese che aveva già dimostrato notevole talento con l’esordio “Caveat” e, soprattutto, con la sua opera seconda “Oddity”, uno degli horror più intensi degli ultimi anni.
Come nei suoi due lavori precedenti, McCarthy lavora molto sulle atmosfere e su luoghi in grado di risultare profondamente simbolici: in questo horror dal sapore vintage, il protagonista è uno scrittore americano, ancora turbato dalla morte dei genitori avvenuta da ormai moltissimo tempo.
Mentre sta cercando di completare il suo ultimo romanzo, scrivendo e riscrivendo l’epilogo, una presenza nella sua abitazione lo convince che è arrivato il momento di partire per l’Irlanda e raggiungere il posto dove i suoi genitori hanno trascorso la luna di miele, così da spargere le loro ceneri nel bosco circostante.
Arrivato in questo misterioso albergo, si accorge presto che qualcosa non torna e che il luogo sembra infestato da fantasmi che possono incrociarsi anche con il suo passato.







