“Spider-Man: Brand New Day”, la solitudine di Peter Parker in un film di buon intrattenimento
Nelle sale il quarto capitolo stand-alone con protagonista Tom Holland nei panni del celebre supereroe
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Sarà un altro grande successo estivo dopo quello di “Odissea” di Christopher Nolan? Le premesse sembrano estremamente ottimistiche per “Spider-Man: Brand New Day”, indiscusso leader del weekend al cinema.
Chiedilo al Sole
Trentottesimo lungometraggio del Marvel Cinematic Universe, è il quarto film con assoluto protagonista Tom Holland nei panni di Spider-Man, dopo “Spider-Man: Homecoming” (2017), “Spider-Man: Far From Home” (2019) e “Spider-Man: No Way Home” (2021), ma va anche ricordata la sua fondamentale presenza in “Captain America: Civil War” (2016), “Avengers: Infinity War” (2018) e “Avengers: Endgame” (2019).
Cinque anni dopo il sorprendente film in cui il protagonista si è trovato accanto ad altri “due Spider-Man” (interpretati da Tobey Maguire e Andrew Garfield, che avevano vestito i panni del personaggio in passato), ora è arrivato un “nuovo giorno” per Peter Parker. Combattere il crimine a tempo pieno nei panni di Spider-Man in un mondo che non si ricorda di lui (e la pressione di vedere i suoi vecchi amici senza poter rivelare loro chi sia) innesca in Peter un cambiamento che potrebbe non riuscire a controllare. Ma questa trasformazione è forse l’unica cosa in grado di fermare una nuova e sconvolgente minaccia per la città e per le persone che ama: un potente nemico impossibile da vedere.
Il mondo può aver dimenticato Peter Parker, ma lui non ha dimenticato nessuno: potrebbe essere questo lo slogan di una pellicola che segue in pieno i buoni esiti dei precedenti film di una saga che funziona a livello di intrattenimento e riesce anche a parlare brillantemente di diverse dinamiche della contemporaneità, a partire dalla volubilità del successo e della popolarità in un mondo governato sempre di più dalle logiche dei social network.
Qualche calo ma il risultato complessivo è efficace
In questo lungometraggio Peter Parker si confronta con la solitudine, ma anche con le trasformazioni del suo corpo che sembrano possibili metafore di un sofferto passaggio all’età adulta, segnato da traumi, perdite e da una maggiore oscurità presente all’interno del suo stesso essere.







