I film del fine settimana

“Lo straniero” di Ozon è il film per il ponte pasquale al cinema

Nelle sale arriva il nuovo, attesissimo film di François Ozon, tratto dal celebre libro omonimo

di Andrea Chimento

Lo straniero

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

 

François Ozon adatta Albert Camus: il regista francese, celebre per bellissimi film come “Le temps qui reste” o “Giovane bella”, ha diretto uno dei prodotti più ambiziosi della sua carriera con “Lo straniero”, grande protagonista del weekend in sala.

Loading...

La sfida non era semplice, anche perché nel 1967 il testo era già stato portato al cinema da un certo Luchino Visconti con Marcello Mastroianni come interprete in una trasposizione che però, va sottolineato, non era certo tra le opere più riuscite del grande autore italiano.

Ambientato nel 1938 ad Algeri, “Lo straniero” ha come protagonista Meursault, un tranquillo e modesto impiegato sulla trentina, che partecipa al funerale della madre senza versare una lacrima. Il giorno dopo inizia una relazione occasionale con Marie, una collega, e torna rapidamente alla solita routine. Ben presto, però, la sua vita quotidiana è sconvolta dal vicino, Raymond Sintès, che lo trascina nei suoi loschi affari, finché su una spiaggia, in una giornata torrida, accade la tragedia.

«Mio nonno materno era giudice istruttore a Bône (oggi Annaba), in Algeria, e nel 1956 era sfuggito a un attacco, evento che aveva accelerato il ritorno della mia famiglia nella Francia continentale», ha svelato Ozon alla Mostra del Cinema di Venezia dello scorso anno, dove il film è stato presentato in concorso, aggiungendo inoltre di come si sia reso conto, durante questa lavorazione, di quanto tutte le famiglie francesi abbiano un legame con l’Algeria e di quanto pesi il silenzio che grava su questa storia comune.

Forse anche per questa ragione autobiografica ha scelto di realizzare questa trasposizione del capolavoro pubblicato nel 1942 per Gallimard.

“Lo straniero” e gli altri film della settimana

Photogallery4 foto

La fedeltà allo spirito

Seguendo la strada di tanti grandi autori della storia del cinema francese, Ozon cerca di rimanere il più fedele possibile allo spirito del testo di partenza, riuscendo comunque a offrire una visione d’attualità con spunti sociologici capaci di collegarsi al tempo presente.

Reduce dal giallo “Sotto le foglie”, Ozon prosegue a realizzare un film all’anno, confermandosi un regista davvero prolifico ma anche un autore in grado di dare la giusta attenzione a tutte le sue opere: il livello dei suoi lavori è (quasi) sempre incisivo e capace di mostrare il talento di un autore che sa spaziare tra i generi più diversi.

Ne “Lo straniero” il ritmo non è sempre perfetto e qualche guizzo in più lo avrebbe reso più coinvolgente, ma il film ha una messinscena elegante, grazie a un bianco e nero raffinato, efficace nel trasmettere tutta l’alienazione del personaggio principale.

Da evidenziare inoltre la buona prova di Benjamin Voisin nei panni del protagonista.

È l’ultima battuta?

Nelle sale questa settimana arriva anche il terzo film da regista di Bradley Cooper, dopo “A Star Is Born” e “Maestro”.

Si intitola “È l’ultima battuta?” questa pellicola incentrata su una coppia sposata che, dopo molti anni insieme, decide di porre fine al proprio matrimonio in maniera amichevole, cercando di percorrere strade separate senza compromettere la vita familiare.

Alex, alle prese con la crisi di mezza età e l’imminente divorzio, prova a reinventarsi nel mondo della stand-up comedy newyorkese, alla ricerca di un nuovo scopo e di un’identità personale al di fuori del ruolo di marito e padre. Tess, invece, riflette sui sacrifici fatti per la famiglia e sul senso di sé, costretta a ridefinire le proprie priorità e a confrontarsi con le sfide della vita da sola. Nel percorso di separazione, i due dovranno imparare a gestire la co-genitorialità, a definire nuove dinamiche familiari e a riscoprire il concetto stesso di amore, che può trasformarsi e assumere forme inaspettate anche dopo la fine di un matrimonio.

Cooper si conferma un regista più che discreto con questo lungometraggio che unisce riflessioni intime e momenti di umorismo, riuscendo a trattare con la giusta delicatezza tematiche non semplici.

La sceneggiatura tocca corde profonde, seppur alcuni passaggi appaiono eccessivamente posticci e costruiti a tavolino, facendo perdere al film un pizzico di autenticità.

Buona in ogni caso la prova del cast, a partire dai due protagonisti Will Arnett e Laura Dern.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti