“Un anno di scuola”, realistico ritratto dell’adolescenza
Arriva nelle sale il secondo lungometraggio di Laura Samani, regista che si era fatta conoscere con “Piccolo corpo”
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Il cinema italiano è protagonista del weekend in sala con “Un anno di scuola” di Laura Samani e “Vita mia” di Edoardo Winspeare.
Partiamo dal film della regista triestina, diventata famosa grazie alla sua interessantissima opera prima, “Piccolo corpo”, che l’ha portata a vincere meritatamente un David di Donatello come miglior regista esordiente.
Ambientato a Trieste nel 2007, il film racconta di Fred, una ragazza diciottenne svedese vivace, anticonformista e piena di energia, che approda in città per frequentare l’ultimo anno di un Istituto Tecnico, ritrovandosi ben presto in una situazione molto particolare: è l’unica ragazza in una classe interamente maschile.
Il suo arrivo non passa inosservato. Fin dal primo giorno, cattura l’attenzione dei compagni, in particolare di tre amici inseparabili e uniti fin dall’infanzia. I tre formano un nucleo compatto e apparentemente indissolubile, ma la presenza di Fred innesca qualcosa di inaspettato: l’amicizia tra i ragazzi comincia a incrinarsi, scossa da gelosie, desideri non detti e rivalità latenti.








