I film del fine settimana

“Nino”, un’opera prima che non si dimentica

Arriva nelle sale uno degli esordi più intensi e interessanti della stagione. Tra le novità anche l’attesissimo “Il diavolo veste Prada 2”

di Andrea Chimento

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Un esordio estremamente maturo: sembra un ossimoro ma è invece uno dei tanti modi possibili per descrivere “Nino”, una delle opere prime più importanti e intense della stagione.

Diretto da Pauline Loquès, questo lungometraggio francese arriva nelle nostre sale dopo essere stato presentato alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2025 e aver partecipato a numerosi festival internazionali, da quello di Toronto a quello di Roma.

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Al centro c’è la storia di un ragazzo parigino che, alla soglia dei trent’anni, si trova costretto a fare i conti con la fragilità improvvisa della vita.

Alla vigilia del suo ventinovesimo compleanno, durante un banale controllo medico, Nino riceve infatti una diagnosi devastante: un cancro alla trachea che richiede cure immediate e aggressive. I medici gli parlano di chemio e decisioni da prendere in fretta, ma Nino, abituato a una vita fatta di esitazioni, legami mai troppo profondi e scelte sempre rimandate, resta paralizzato.

“Nino” e gli altri film della settimana

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Inoltre, scopre di aver dimenticato le chiavi di casa proprio il giorno della diagnosi e si ritrova quindi, suo malgrado, a vagare per una Parigi fredda che sembra riflettere il suo stato d’animo.

La capitale francese si trasforma così in un vero e proprio stato emotivo dal sapore allegorico in questa pellicola girata con classe e scritta con la giusta delicatezza, nonostante il tema tanto complesso che affronta.

 

Il bisogno di comprensione

Richiamando alcune grandi pellicole della storia del cinema francese (“Cléo dalle 5 alle 7” di Agnès Varda, in primis), l’esordiente Pauline Loquès tratta con il giusto trasporto empatico una materia davvero scottante, evitando le tante trappole retoriche che trova lungo il cammino e ottenendo una prova assolutamente credibile e sentita anche dal suo giovane protagonista, Théodore Pellerin.

Il suo Nino è un ragazzo incastrato in un presente che non sa gestire e impaurito da un futuro che si fa all’improvviso incerto. È un personaggio che non riesce a confidarsi del tutto, ma in cui emerge il bisogno profondo di calore umano e di comprensione, come dimostra di fatto in tutti gli incontri con le persone con cui si troverà faccia a faccia dopo quell’esito così terrificante.

Non è una visione semplice quella di “Nino”, ma ne vale davvero la pena, anche perché è una di quelle pellicole a cui si continua a ripensare nei giorni successivi alla visione.

 

Il diavolo veste Prada 2

Tra i titoli più attesi della settimana c’è inoltre “Il diavolo veste Prada 2”, sequel del film cult del 2006.

Alla regia c’è sempre David Frankel e tornano tutti i volti principali del cast – da Anne Hathaway a Meryl Streep, da Emily Blunt a Stanley Tucci – in questa produzione che farà contenti i tanti fan del capitolo precedente.

Miranda, iconica e temuta direttrice della prestigiosa rivista Runway, dopo anni di dominio incontrastato nel mondo della moda deve confrontarsi con il calo della carta stampata e con la consapevolezza che la pensione è sempre più vicina.

Parte da questo spunto questo seguito garbato e piacevole, capace di far sorridere pur giocando decisamente sul sicuro.

Non si prende grandi rischi questo film, ma non è un grosso limite visto che risulta in ogni caso una commedia capace di far bene il suo dovere, grazie anche al lavoro di un gruppo di attrici e attori del tutto in parte.

Se non gli chiederete troppo, sarete certamente ripagati, nonostante qualche prevedibilità narrativa che si poteva evitare.

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