I film del fine settimana

“Il caso 137”, un poliziesco francese da non perdere

Arriva nelle sale il nuovo lungometraggio di Dominik Moll, regista tedesco naturalizzato francese, con protagonista una bravissima Léa Drucker

di Andrea Chimento

Il caso 137.

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Quando la polizia si mette a investigare su… se stessa: parla di questo “Il caso 137”, potentissimo polar (il genere tipicamente francese che unisce il poliziesco con il noir) firmato da Dominik Moll, regista tedesco naturalizzato francese che aveva già mostrato il suo talento nel genere con il precedente “La notte del 12”, un altro lungometraggio nerissimo in cui la polizia era chiamata a indagare sul terrificante omicidio di una ragazza a cui qualcuno aveva dato fuoco.

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Protagonista è Stéphanie, investigatrice dell’IGPN, che si troverà di fronte a un caso solo in apparenza molto semplice da risolvere. Durante le proteste dei gilet gialli, un ragazzo viene gravemente ferito e l’indagine porterà a scoprire verità tenute nascoste da alcuni membri del corpo di polizia.

Colpisce molto la forza drammaturgica del personaggio di Stéphanie, madre single, che cerca di fare la cosa giusta in un contesto dove nessuno spera che si possa realmente fare giustizia.

Moll riesce a non risultare mai retorico e, anzi, dà vita a una messinscena essenziale e asciuttissima, dove ogni parola e ogni gesto sono al posto giusto, dalla prima sequenza fino allo sguardo in macchina conclusivo in cui ascoltiamo delle parole impossibili da dimenticare al termine dei titoli di coda.

“Il caso 137” e gli altri film della settimana

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Il nostro ruolo di spettatori

Il primo, grande elemento che salta all’occhio nel guardare questo film è senza dubbio la forza della sceneggiatura, non solo per la scrittura dei personaggi, ma anche per i dialoghi, estremamente incisivi e ficcanti e in grado di toccare tematiche che uniscono riflessioni morali individuali a ragionamenti universali e dal sapore prettamente politico.

Grande attenzione viene inoltre data ai video di sorveglianza e persino al nostro ruolo di “spettatori” sui social network, dove si passa in pochi istanti da spezzoni superficiali e goliardici a possibili immagini di testimonianze di fatti gravissimi. Anche per questa ragione è uno dei lungometraggi più urgenti e capaci di raccontare l’attualità tra quelli usciti nelle nostre sale in questi primi mesi del 2026.

Da segnalare inoltre il notevole lavoro di tutto il cast, ma una menzione davvero speciale va indubbiamente alla protagonista Léa Drucker in uno dei ruoli più importanti della sua intera carriera.

Il delitto del 3° piano

Il cinema francese è davvero il protagonista della settimana in sala anche grazie all’uscita de “Il delitto del 3° piano”, nuovo film di Rémi Bezançon con protagonisti Gilles Lelouche e Laetitia Casta.

Il film racconta la storia di Anna, una professoressa universitaria appassionata di Hitchcock, e di Pierre, suo marito, celebre scrittore di thriller ormai intrappolato nella routine.

Vivono in un elegante palazzo borghese, tra giornate scandite da manoscritti da correggere, parole da limare e silenzi sempre più pesanti. Tutto cambia quando, dalle finestre del loro appartamento, iniziano a osservare i nuovi vicini dall’altra parte del cortile. È una coppia inquieta, nervosa, sul punto di esplodere. Quello che nasce come un innocuo gioco voyeuristico si trasforma presto in un’ossessione. Una scomparsa improvvisa, un orologio macchiato di sangue, rumori nel cuore della notte e strani oggetti sembrano indicare che nell’appartamento accanto sia avvenuto un delitto.

Inutile sottolineare come Hitchcock non sia soltanto una passione del personaggio femminile, ma anche un vero e proprio riferimento (“La finestra sul cortile”, naturalmente) per questa divertente pellicola, priva di grande originalità ma dotata di un piglio brioso e di un ritmo efficace per la sua intera durata.

Tra ironia e mistero, “Il delitto del 3° piano” è così un film scorrevole, senza grandi guizzi, ma comunque capace di fare bene il suo dovere e raggiungere gli obiettivi che si era prefissato.

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