Market Mover

Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
Ascoltalo ora3' di lettura
3' di lettura
Quando la polizia si mette a investigare su… se stessa: parla di questo “Il caso 137”, potentissimo polar (il genere tipicamente francese che unisce il poliziesco con il noir) firmato da Dominik Moll, regista tedesco naturalizzato francese che aveva già mostrato il suo talento nel genere con il precedente “La notte del 12”, un altro lungometraggio nerissimo in cui la polizia era chiamata a indagare sul terrificante omicidio di una ragazza a cui qualcuno aveva dato fuoco.
Protagonista è Stéphanie, investigatrice dell’IGPN, che si troverà di fronte a un caso solo in apparenza molto semplice da risolvere. Durante le proteste dei gilet gialli, un ragazzo viene gravemente ferito e l’indagine porterà a scoprire verità tenute nascoste da alcuni membri del corpo di polizia.
Colpisce molto la forza drammaturgica del personaggio di Stéphanie, madre single, che cerca di fare la cosa giusta in un contesto dove nessuno spera che si possa realmente fare giustizia.
Moll riesce a non risultare mai retorico e, anzi, dà vita a una messinscena essenziale e asciuttissima, dove ogni parola e ogni gesto sono al posto giusto, dalla prima sequenza fino allo sguardo in macchina conclusivo in cui ascoltiamo delle parole impossibili da dimenticare al termine dei titoli di coda.