“Megalopolis”, il sogno lungo una vita di Francis Ford Coppola
Arriva nelle sale l’ambizioso e attesissimo ritorno dietro la macchina da presa del regista de “Il padrino” e di “Apocalypse Now”
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Il film più atteso dell’anno, un flop colossale e prevedibile, uno dei lungometraggi più potenti della stagione: è tutto questo e molto altro ancora “Megalopolis”, ritorno dietro la macchina da presa di Francis Ford Coppola a tredici anni di distanza dal precedente “Twixt”.
Si tratta di un progetto monumentale, un’idea che Coppola ha iniziato ad abbozzare più di quarant’anni fa: il film, infatti, ha avuto una storia produttiva decisamente travagliata che ha portato il grande regista di capolavori come “Il Padrino”, “La conversazione” e “Apocalypse Now” a prendere in prima persona le redini dell’operazione anche dal punto di vista finanziario.
Protagonista è Adam Driver nei panni di Cesar, un architetto di New York che ha un piano utopistico per ricostruire la città dopo una catastrofe che l’ha distrutta completamente. Il suo sogno, innovativo e determinato nel voler creare una metropoli del tutto nuova, verrà però ostacolato da alcuni degli uomini più potenti della città.
È semplice collegare l’estrema ambizione del sognatore al centro di questa pellicola con la figura di Coppola, autore unico nella storia del cinema, che ha sempre gettato il cuore oltre l’ostacolo, firmando pellicole tanto titaniche quanto rischiose nel corso della sua lunga carriera.
“Megalopolis” è un sogno impossibile, un progetto che non sta in piedi nell’universo produttivo di oggi, ma allo stesso tempo è un lungometraggio che crede ancora nel potere del cinema e che reputa la Settima Arte come un qualcosa in grado di potersi ancora rinnovare dopo quasi 130 anni dalla nascita.








