I film del fine settimana

“Parthenope”, Sorrentino emoziona con un film nostalgico e toccante

Nelle sale arriva la nuova pellicola del regista partenopeo. Tra le novità anche il sudanese “Goodbye Julia”

di Andrea Chimento

3' di lettura

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Il weekend di “Parthenope”: questa settimana nelle sale c’è un film attesissimo, pronto a emozionare e a far discutere come (quasi) tutte le pellicole del suo regista, Paolo Sorrentino.

Unico titolo italiano presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes, il film racconta la storia di una donna, la Partenope del titolo, di cui seguiamo la vita, dalla nascita negli anni Cinquanta fino ai giorni nostri. Non è una sirena e non è un mito, forse, ma il suo viaggio esistenziale ha il sapore della grande epica.

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Tra realismo e leggenda, Partenope si chiama come la sua città e la sua storia sarà costantemente associata a quella del golfo di Napoli, un luogo dell’anima e uno spazio della memoria in questo film che lo rappresenta in tutta la sua bellezza, ma anche nelle sue contraddizioni.

“Parthenope” e gli altri film della settimana

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Dopo “È stata la mano di Dio” (2021), film splendido e profondamente autobiografico, Sorrentino torna così a raccontare la sua città natale che non era più stata ambientazione dei suoi lavori dai tempi dell’esordio al lungometraggio con “L’uomo in più”.

È un vero e proprio vortice emotivo quest’opera che unisce nostalgia per il passato ed eccitazione per il futuro, momenti estremamente vitali e altri dai toni malinconici e disperati.

Sorrentino limita il registro grottesco ad alcune sequenze per dare vita a uno dei lungometraggi più delicati della sua carriera, seppur gli elementi simbolici siano numerosissimi.

 

Un personaggio femminile di grande spessore

 

Il regista costruisce un personaggio femminile di straordinario spessore, una giovane amata da tutti, alla perenne ricerca di un proprio posto nel mondo, che vedrà disgregarsi la sua famiglia a causa di un tragico evento che la segnerà per sempre.

Il cineasta napoletano ha coraggio e non lo dimostra certo oggi, anzi, ma questo lungometraggio conferma il suo desiderio di raccontare storie sempre diverse, seppur unite da una coerenza poetica molto evidente. Il risultato è un film ambizioso e affascinante, che con ogni probabilità dividerà il pubblico tra fan e detrattori, ma che non potrà lasciare indifferenti.

Sorprende per intensità la protagonista Celeste Dalla Porta, ma il cast funziona decisamente bene nel suo complesso. Tra i tanti volti noti in scena, sono presenti inoltre Gary Oldman, Silvio Orlando e Luisa Ranieri.

 

Goodbye Julia

 

Tra le novità del weekend in sala c’è anche l’interessante film sudanese “Goodbye Julia”, diretto da Mohamed Kordofani.

Ambientato poco prima della guerra di secessione che ha coinvolto il Sud del Sudan, il film segue le vicende di Mona, una ex cantante che vive ed è sposata nel Nord. La donna cerca di fare ammenda, dopo aver causato la morte di un uomo del Sud e aver insabbiato l’omicidio. Pensa così di assumere la vedova del defunto come sua domestica e di accogliere in casa suo figlio Daniel.

È un lungometraggio potente sia per la storia che per i contenuti proposti, capaci di ragionare in termini politici e sociali attorno al dramma di un paese tormentato e separato.

Alcuni messaggi sono raccontati in maniera scolastica, ma il film funziona comunque, soprattutto grazie all’ottima scrittura della protagonista, una donna incapace di confessare quanto ha commesso e che prova inutilmente a lasciarsi il passato alle spalle. Grazie al suo personaggio, il film diventa anche un’interessante riflessione etica e morale sul tema della colpa e del perdono. Una notevole sorpresa.

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