“Ferrari”, il patron del Cavallino raccontato da Michael Mann
Nelle sale il film del grande regista americano con Adam Driver nei panni di Enzo Ferrari. Tra le novità anche l’italiano “Adagio”
di Andrea Chimento
3' di lettura
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Uno dei rientri più attesi del cinema mondiale: ben otto anni dopo “Blackhat”, Michael Mann è tornato dietro la macchina da presa con un progetto ambizioso e personale, “Ferrari”.
Siamo nel 1957, quando l’azienda Ferrari sta vivendo un momento particolarmente difficile: sia in campo professionale sia in quello privato, Enzo – che aveva fondato la casa automobilistica dieci anni prima – e sua moglie Laura stanno rischiando un vero e proprio fallimento. La coppia è sempre più in crisi a causa della recente perdita del loro unico figlio, Dino, ma Enzo ha un altro erede segreto, avuto diversi anni prima dalla sua amante Lina Lardi.
La Mille Miglia
Nel frattempo, la passione dei suoi piloti per la vittoria li spinge al limite quando si lanciano nella pericolosa corsa che attraversa diverse località italiane: la Mille Miglia.I motori e la famiglia: sono queste le due basi su cui si poggia “Ferrari” e sono sempre queste due delle principali tematiche di tutta la carriera del grande autore americano, regista di film epocali come “Heat – La sfida” e “Collateral”.
Se nel suo cinema le automobili sono spesso protagoniste di inseguimenti mozzafiato, è il nucleo famigliare il vero e proprio cuore pulsante di questa pellicola, piena di dolore e di traumi che vengono ben rappresentati dai lunghi sguardi che si scambiano i diversi personaggi in scena.
Un film sull’elaborazione del lutto
È un film di tanti addii, “Ferrari”, un lungometraggio che, più che un film biografico, è soprattutto una pellicola sull’elaborazione del lutto: al centro ci sono un marito e una moglie dispersi nelle loro solitudini e in una sofferenza affrontata e vissuta in maniera diversa, ma che in fondo continuerà ad accomunarli.L’eleganza della messinscena di Mann è invidiabile, anche se in questo caso c’è qualche sequenza piuttosto grossolana, soprattutto in occasione degli incidenti. Mentre le scene di pura corsa sono adrenaliniche al punto giusto e valorizzate da un ottimo montaggio visivo e sonoro, non si può dire lo stesse dei passaggi più drammatici, che costano la vita ad alcuni personaggi e che non risultano all’altezza degli altri momenti.La visione d’insieme è comunque più che meritevole, grazie anche a una serie di dialoghi ben assestati e a un’orchestrazione generale di pregevole fattura. Mann ha certamente fatto di meglio in passato, ma la profondità del suo cinema è sempre indiscutibile.
Buona prova di Adam Driver e Penélope Cruz nei panni di Enzo e Laura Ferrari. Nel cast ci sono inoltre Shailene Woodley, Sarah Gadon e Patrick Dempsey.








