I film del fine settimana

“Il male non esiste”, ecologismo e misteri in un film da interpretare

Nelle sale il nuovo lungometraggio di Ryūsuke Hamaguchi e “Un colpo di fortuna” di Woody Allen

di Andrea Chimento

3' di lettura

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Ha spiazzato e affascinato la Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno, “Il male non esiste”, ultimo film di Ryūsuke Hamaguchi, arrivato questa settimana nelle nostre sale dopo aver vinto al Lido il Gran Premio della Giuria.
Subito dopo le prime proiezioni festivaliere, sono nate diverse riflessioni e analisi nei confronti di un prodotto profondamente sospeso, rarefatto e capace di far nascere le più svariate interpretazioni.
Al centro della pellicola ci sono un padre e una figlia che vivono in un villaggio in mezzo alle foreste. Un giorno, gli abitanti del luogo vengono a conoscenza del progetto della costruzione di un “glamping” (sostanzialmente un campeggio di lusso) proprio al centro dei boschi che attraversano ogni giorno. Quando due funzionari di Tokyo giungono al villaggio per tenere un incontro, diventa chiaro che il progetto avrà un impatto negativo sulla rete idrica locale, causando il malcontento generale dei presenti. Le intenzioni contraddittorie dell’agenzia mettono in pericolo sia l’equilibrio ecologico dell’altopiano, sia lo stile di vita degli abitanti.

“Il male non esiste” e gli altri film della settimana

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Reduce dall’Oscar vinto con il potentissimo “Drive My Car”, il regista nipponico propone in questo caso una storia in apparenza più semplice, rimanendo all’interno di una durata decisamente inferiore (106 minuti rispetto alle circa tre ore del film precedente), le cui ambizioni non sono da meno rispetto al lungometraggio del 2021.Aperto da un incipit suggestivo, dove la notevole partitura sonora si sposa bene con le immagini degli alberi e del cielo visti dal basso, “Il male non esiste” ha una messinscena elegante e ben calibrata, confermando quanto lo stile di Hamaguchi sia sempre preciso e molto ordinato.Dal punto di vista narrativo il film fatica un po’ a carburare, ma riesce poi a crescere col passare dei minuti, raggiungendo il suo apice in un finale inatteso e sicuramente capace di scuotere a fondo lo spettatore.

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Integrazione tra uomo e natura

Se con “Drive My Car” Hamaguchi aveva preso spunto da un bel racconto di Haruki Murakami, in questo caso scrive invece un copione originale, incentrato sull’ecologismo e l’integrazione tra l’uomo e la natura.

Molto ben tratteggiato è il personaggio di Takumi, un uomo che è riuscito a superare i suoi traumi conducendo una vita modesta e assecondando, insieme alla sua piccola figlia, i cicli e l’ordine della natura. È dalle sue parole, tanto alla bambina quanto agli adulti, che emergono i messaggi più significativi che il film vuole portare avanti.Tra gli altri dialoghi più incisivi, svetta una splendida conversazione in automobile tra i due dipendenti della compagnia che vorrebbe rivoluzionare la zona con il “progetto gampling” e che finiranno per ripensare alla loro esistenza una volta immersi nella natura e nelle attività che si svolgono al suo interno.

Nonostante qualche passaggio un po’ ridondante, è uno dei film da non perdere tra tutti quelli distribuiti in sala nelle ultime settimane.

Un colpo di fortuna

Tra le novità più interessanti in sala c’è inoltre “Un colpo di fortuna”, il nuovo film di Woody Allen, girato in lingua francese. Ambientata a Parigi, la storia si apre con Alain, un giovane e romantico scrittore, che un giorno incrocia per caso Fanny, suo grande amore fin dai tempi del college che ora conduce una vita altoborghese accanto al marito Jean. Quello che all’epoca era rimasto un sentimento represso, sboccia in una relazione segreta che mette la ragazza sempre più in difficoltà, combattuta tra desiderio di evasione e senso di colpa causato dal tradimento. La situazione precipita quando Jean viene a sapere l’amara verità.C’è davvero tutto Woody Allen in questo film che parla di “delitti e castighi” (vengono in mente “Crimini e misfatti” e “Match Point”) con una vena ironica e sarcastica tipica del grande autore americano.Mescolando thriller e commedia, il regista firma una pellicola godibile e appassionante, priva di grandi guizzi narrativi, ma comunque capace di intrattenere fino al sorprendente finale.Niente di troppo nuovo nella filmografia di Woody Allen, ma non importa: “Un colpo di fortuna” è una pellicola che fa bene il suo dovere e che verrà apprezzata dai tantissimi fan del regista di “Io e Annie” e “Manhattan”.

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