Salumi

Filiera Madeo compie 40 anni e porta la ’nduja e il suino nero calabrese negli Usa

Prima azienda del Sud autorizzata: dall’export in 25 paesi deriva già il 43% del business. La neo presidente Anna Madeo: fatturato a 28 milioni con l’obiettivo di arrivare a 40 nei prossimi anni, ma occorre arginare il rischio peste suina

di Emiliano Sgambato

Filiera Madeo: allevamento all’aperto del suino nero calabrese

4' di lettura

4' di lettura

Tutto è pronto per lo sbarco negli Stati Uniti della ’nduja e dei salumi calabresi di Filiera Madeo. «Siamo la prima azienda del Sud autorizzata ad esportare prodotti a base di carne negli Usa, con tutte le difficoltà procedurali e operative che comporta», afferma non senza una punta di orgoglio Anna Madeo, appena diventata presidente della società fondata 40 anni fa dal padre Ernesto, che ora come sindaco di San Demetrio Corone (il paese in provincia di Cosenza dove ha sede l’azienda) sta mettendo a disposizione di un territorio difficile - ma unito dalle radici nella storica comunità di origine albanese - la sua esperienza di imprenditore.

Export al centro dello sviluppo

Dall’export in 25 paesi deriva già il 43% del business di Filiera Madeo e lo sbarco negli Usa arriva dopo un aumento delle vendite oltreconfine di quasi il 30% solo nel 2023. «Il mercato in Italia è in una fase di stallo, soprattutto quest’anno, la crescita arriva solo dall’estero - dice Anna Madeo -. Dagli Usa ci aspettiamo molto perché è alta la domanda di made in Italy, della “original nduja”, che mi auguro presto possa avere quella denominazione d’origine a cui da tempo stiamo lavorando. Speriamo di replicare quello che siamo riusciti a fare nel Regno Unito: la nduja lì è percepita come una crema, una salsa piccante e quindi l’abbiamo proposta in formati adatti a quegli usi. Più in generale all’estero c’è maggior disponibilità a pagare di più per prodotti di qualità. E ci sono molte più insegne della grande distribuzione che vendono i nostri e altri prodotti d’eccellenza, mentre in Italia nel nostro caso ce n’è solo una, e il paradosso è che non riusciamo a stare dietro alla domanda in tempi rapidi perché il nostro ciclo produttivo dura tre anni».

Loading...

Il fatturato oltre l’inflazione

Il fatturato di Filera Madeo è cresciuto del 55% negli ultimi 5 anni, e il trend continua in un periodo non facile per il settore suinicolo nazionale, dove aumento dei costi di produzione e l’effetto dell’inflazione sui consumi hanno colpito più che altrove.
Ne hanno risentito i margini? «Nel 2023 abbiamo fatturato 26 milioni, quest’anno ne sono previsti 28: l’8% circa di crescita in questo caso è dovuto praticamente solo all’aumento dei volumi - spiega la presidente - mentre dell’aumento dei ricavi degli scorsi anni almeno il 15% è dovuto al rialzo dei prezzi. Ma il nostro è un settore dove la marginalità va dal 2 al 5% e l’aumento dei costi non si è trasferito completamente sui listini. Nel nostro caso l’integrazione di filiera e una gamma di prodotti che si distingue dalla maggior parte del mercato ci aiuta a difenderci alle oscillazioni delle quotazioni all’ingrosso della carne suina, che a volte ha andamenti speculativi. L’aumento di autoproduzione di energia rinnovabile ha aiutato poi a contenere i costi, anche se non siamo ancora autosufficienti».

Investimenti in filiera

Madeo è infatti “filiera” di nome e di fatto, una realtà integrata localmente che ruota attorno al suino nero calabrese (ma c’è anche quello bianco) che comprende quattro allevamenti - «con disciplinari approvati da 18 associazioni attive nel benessere animale» - tre stabilimenti di trasformazione, quattro linee di produzione, oltre cento ettari di campi (da cui ad esempio si producono i cereali per alimentare i maiali), più di 200mila piante di peperoncino e oliveti biologici.

«E sono in corso 7 milioni di investimenti fino al 2027 - aggiunge Madeo - per l’espansione di allevamenti e linee di produzione, acquisto di macchinari, pannelli fotovoltaici per raggiungere l’obiettivo di 1,5 megawatt da fonte solare, impianti di depurazione e ricerca in packaging sostenibili e riciclabili».

Prospettive oltre il pericolo Psa

Dove vede la vostra azienda tra qualche anno? «L’obiettivo è arrivare a un fatturato di 40 milioni in circa 4 anni», dice Anna Madeo.
Peste suina permettendo. Che per ora sta colpendo soprattutto al Nord, ma gli allevamenti all’aperto non c’è un pericolo maggiore di contagio? «Stiamo prendendo tutte le misure necessarie per arginare il rischio, dalle recinzioni interne ed esterne elettrosaldate al distanziamento degli allevamenti, dalla limitazione delle visite a quella della circolazione ecc. Credo però che occorra fare anche un discorso più generele sugli allevamenti intensivi e sulla selezione genetica dei suini che forse si è spinta troppo in là. Comunque occorre una strategia nazionale efficace che parta da un serio piano di abbattimento dei cinghiali che stanno diventando anche un problema di sicurezza, igiene e decoro urbano. In Sardegna ci sono voluti alcuni anni ma si è riusciti ad arginare la Psa, non vorrei che dopo i decenni che abbiamo impiegagato a salvare le attività di allevamento delle razze autoctone di suino, non solo quelle calabresi (la Madeo è anche capofila della rete di imprese “Suino Nero Italiano”, ndr), ci mettessimo un secondo a spazzarle via».

Il coraggio della restanza

L’amore e la capacità della famiglia Madeo di mantenere fede alle proprie radici e al proprio territorio, senza mai abbandonarlo, ma al contrario valorizzandolo e coltivandone i frutti migliori ha portato a un libro dal titolo “Il coraggio della restanza”, cioè della capacità e del diritto di restare ancorato alla propria terra, proteggendola e rigenerandola, offrendo nuove opportunità economiche e di sviluppo, garantendo a tanti giovani costretti a emigrare un’alternativa concreta.

Quanto influisce questo aspetto sulle dinamiche aziendali? «Siamo legati indissolubilmente alla nostra terra - dice Madeo - ma non bisoga dimenticare che i costi della logistica qui da noi aumentano del 20% rispetto alle aziende di Puglia e Campania, che siamo lontano da tutto. Ma abbiamo anche la ricchezza della natura, poco inquinamento, la forza delle tradizioni che unisce la nostra comunità».

Con queste premesse nel 2021 è nata Academy Madeo, che offre ad una selezione di studenti dell’ultimo anno degli istituti professionali la possibilità di partecipare ad un percorso formativo che termina con un attestato professionale riconosciuto a livello nazionale e spendibile nel settore agroalimentare, ma soprattutto con un contratto di lavoro presso una delle aziende di Filiera Madeo, che oggi conta su 150 tra collaboratoti e dipendenti che usufruiscono di un «pacchetto welfare» all’avanguardia, assicurano dall’azienda.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti