Fibra, effetto moltiplicatore: 4,4 euro di Pil per ogni euro investito
L’impatto su economia e occupazione fotografato da tre studi di Luiss, Deloitte e Politecnico di Torino. Da costruzione e utilizzo di reti Ftth nelle aree bianche contributo di 21,5 miliardi
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Non è solo una questione di cavi, di scavi o di dati che corrono più veloci sotto il manto stradale delle nostre città e, soprattutto, dei borghi più remoti. È qualcosa di più profondo, su cui si gioca inevitabilmente buona parte dello sviluppo futuro del Paese. I numeri sono inequivocabili e il dato più significativo è quello del moltiplicatore economico: per ogni euro investito nella banda ultralarga in fibra si generano 4,4 euro di Pil.
Se ne parlerà lunedì prossimo all’Università Luiss Guido Carli di Roma che per l’occasione diventerà il centro di gravità di una riflessione che non ammette più rinvii. Il titolo dell’evento, “Fiber Switch On: l’accesso al futuro è adesso”, suona come un ultimatum garbato ma fermo a un Paese che ha costruito l’autostrada, ma che fatica ancora a ingranare la marcia.
Tre studi
Tre gli studi che saranno presentati. Il dato che suona come una sveglia (e insieme come una buona notizia) arriva dal report “Lo switch-on della fibra Ftth: impatti economici e occupazionali per l’Italia”, curato da Marco Vulpiani, senior partner, head of Deloitte Economics. Nelle aree bianche – i comuni a “fallimento di mercato”, dove il privato non investe senza una spinta data da incentivi pubblici – ogni euro speso in Ftth (la fibra fino a casa stesa in quelle aree da Open Fiber che ha vinto tre bandi pubblici) ha generato, come detto, finora 4,4 euro di Pil.
Il numero è la somma di due velocità: la costruzione dell’infrastruttura vale 1,1 euro di Pil per euro investito; l’utilizzo della rete ne aggiunge 3,3. Tradotto in grandezze: 21,5 miliardi di contributo complessivo al Pil nelle aree bianche, tra 5,3 miliardi legati alla costruzione e 16,2 alla fase di utilizzo.
L’impatto su occupazione e Fisco
La seconda dimensione è quella occupazionale: oltre 343mila posti di lavoro complessivi tra la fase di realizzazione e quella successiva di utilizzo con circa 90.300 addetti equivalenti generati direttamente dalla costruzione della rete e circa 252.700 legati all’effetto economico indotto nei territori. Un impatto che si distribuisce lungo tutta la filiera, con ricadute su costruzioni, manifattura e servizi professionali, ma anche sulle micro e piccole imprese delle aree interne, per le quali la connettività ultraveloce rappresenta un fattore di competitività crescente.









