Il documento usa parole molto nette anche sulle finalità industriali dei nuovi listini. Fibercop, scrivono gli operatori, starebbe cercando di «massimizzare i propri profitti lungo tutta la catena del valore», sfruttando la dipendenza degli operatori dai suoi servizi wholesale, introducendo «effetti di lock-in della clientela» e generando «rendite di posizione dalle infrastrutture realizzate in monopolio».
Tradotto: se un cliente passa da Fibercop a una rete rivale, l’uscita diventa molto più costosa. Non solo. Con gli sconti a volume sui servizi attivi, Fibercop ridurrebbe lo spazio economico rispetto ai servizi passivi, rendendo meno conveniente infrastrutturarsi e più conveniente acquistare servizi finiti dalla stessa Fibercop
La richiesta di intervento ad Agcom
Per questo la richiesta all’Agcom è di intervenire subito. Le società chiedono di dichiarare illegittimi gli aumenti, imporre prezzi non superiori a quelli precedentemente approvati e soprattutto avviare una revisione della disciplina che ha consentito a Fibercop di beneficiare della deregolazione. Il comportamento della società, si legge nelle conclusioni, costituisce «la prova di problemi competitivi seri ed immanenti al mercato» e richiede «un’azione immediata e forte» dell’Autorità.
Fibercop: «Prezzi più bassi d’Europa»
A rendere ancora più delicato il quadro c’è anche l’iniziativa di Tim, che ha avviato un’azione cautelare urgente contro Fibercop. Un elemento che allarga il fronte delle contestazioni. Dal canto suo Fibercop rivendica la bontà delle sue scelte. E lo fa richiamando i risultati di uno studio di di Arthur D.Little (in pubblicazione a cavallo dell’estate) che confronta il mercato italiano wholesale con quello degli altri Paesi europei secondo cui «i prezzi all’ingrosso resteranno in ogni caso i più bassi d’Europa, anche con quelli proposti da Fibercop».
«Non va dimenticato che accanto al nuovo listino prezzi per modificare tariffe congelate ormai da tempo, Fibercop ha presentato anche un piano di investimenti da 10 miliardi tra luglio 2024 e il 2027 per arrivare a oltre 20 milioni di unità immobiliari collegate», ha spiegato Giovanni Moglia, chief regulatory affairs officer di Fibercop, secondo cui «l’importante è iniziare, poi se dobbiamo ammorbidire qualcosa l’ammorbidiamo perché l’importante è muoversi insomma, non perdere altro tempo». Il nuovo listino, come da delibera Agcom, entrerà in vigore a setembre. Entro luglio è attesa la valutazione di Agcom invece.