Ferrari Luce, ecco come si chiama l’elettrica del Cavallino. Svelati gli interni (simili a un Apple Watch)
Nell’attesa del debutto in programma a maggio, Ferrari svela nome ed interni della sua prima auto elettrica.
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Ferrari Luce. Si chiama così la prima auto elettrica prodotta a Maranello. Il costruttore di Maranello ha svelato a San Francisco nome e interni. Il nome inaugura anche una nuova logica di denominazione, segno di un ampliamento di gamma che vuole coniugare eredità sportiva e trasformazioni tecnologiche. La presentazione degli interni segna la seconda fase del progetto, dopo l’anteprima tecnologica mostrata nell’e-building di Maranello nell’ottobre 2025. La terza tappa, con la rivelazione degli esterni, è prevista in Italia a maggio 2026. Nel frattempo, Ferrari mette al centro l’esperienza a bordo e il rapporto diretto tra pilota e vettura, considerato il vero elemento distintivo della nuova piattaforma elettrica.
Nuova Ferrari elettrica Luce
Il lavoro è stato sviluppato in collaborazione con LoveFrom, collettivo creativo fondato a San Francisco da Sir Jony Ive (storico designer di Apple) e Marc Newson, coinvolto nel progetto fin dalle prime fasi. La scelta della città californiana, epicentro mondiale del design tecnologico, sottolinea la volontà di Ferrari di dialogare con nuovi linguaggi e competenze, mantenendo però intatti i valori di artigianalità e prestazioni. Successivamente, nella fase di sviluppo LoveFrom ha lavorato con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, elaborando il concept nel rispetto del suo intento originale e garantendo che ogni soluzione fosse in linea con i target funzionali Ferrari, i vincoli architetturali e i requisiti omologativi di un’auto sportiva stradale prodotta in serie.
Interni Ferrari Luce elettrica
Gli interni delle Ferrari Luce abbinano passato e futuro, con un volume essenziale e ordinato con i comandi fisici e display digitali che convivono in un sistema coerente. Pulsanti, levette e interruttori meccanici restano protagonisti, in controtendenza rispetto alla diffusione di grandi touchscreen nel mondo delle elettriche, per mantenere un rapporto diretto con la guida. Il volante, a tre razze, reinterpreta il classico Nardi degli anni Cinquanta e Sessanta. Realizzato in alluminio riciclato e alleggerito di circa 400 grammi rispetto agli standard Ferrari, integra moduli di comando analogici ispirati alla Formula 1, sviluppati attraverso una lunga serie di test con i collaudatori. Anche la sequenza di avviamento è inedita: la chiave in vetro ad alta resistenza, dotata di display E-Ink, cambia colore all’inserimento e attiva una coreografia luminosa del pannello di controllo e del quadro strumenti. Bella idea che sembra più un gadget da nerd che da ferrarista.








