Violenza sulle donne

Femminicidio a Foggia, marito uccide la moglie a colpi di pistola

Quello di Stefania Rago è il terzo femminicidio in pochi giorni. Il marito fermato e portato in carcere

di Redazione Roma

 ANSA/ MICHELA MAGNIFICO ANSA

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È stato sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale e portato in carcere questa mattina dai carabinieri Antonio Fortebraccio, la guardia giurata di 48 anni che ha confessato di avere ucciso la moglie, la 46enne Stefania Rago. L’uomo le ha sparato ieri sera quattro colpi con la sua pistola di ordinanza all’interno della loro abitazione in via Salvemini a Foggia Dopo si è costituito nella caserma dai carabinieri e confessando il delitto.

Prima di udire il rumore sordo dei quattro proiettili esplosi dall’uomo, i vicini di casa hanno sentito un acceso litigio. Non era la prima volta che i due litigavano. Anzi i litigi, raccontano i vicini, erano assai frequenti. I motivi futili, c’è chi parla di gratuite scenate di gelosia dell’uomo.

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Sui social Stefania Rago aveva spesso fatto emergere la sua situazione di donna impegnata contro le violenze domestiche. Postava foto di scarpette rosse in cui scriveva: “Se mai abbasserò la testa... sarà solo per ammirare le mie scarpe”. E poi: “Stefania, il tuo errore è stato cercare di rendere felici tutti, tranne te stessa”.

Frasi che oggi sembrano quasi un testamento. La coppia aveva due figli, poco più che ventenni: un ragazzo e una ragazza, che non erano in casa al momento della tragedia. Dopo il delitto in via Salvemini sono accorsi i parenti della donna, l’anziana madre in lacrime appoggiata ad un bastone. E poi i figli, disperati, abbracciati uno all’altro per darsi conforto, e i parenti. Tutti stretti nel dolore e sotto shock.

L’autore del delitto pare abbia chiamato lui stesso i carabinieri. È stato quindi prelevato dai militari e portato in caserma per essere interrogato. “La mia compagna - racconta un vicino - mi ha chiamato e mi ha detto che c’era un acceso litigio in corso nell’appartamento accanto al nostro. Poi ha sentito i colpi di pistola. Dopo un po’ si è affacciata e ha visto i lampeggianti delle forze dell’ordine”. “Sono arrivato qui - racconta l’uomo - e abbiamo saputo dell’uccisione della donna da parte del marito. Una notizia terribile. La mia compagna è spaventata, continua a piangere”.

Quello di Stefania Rago è il terzo femminicidio in pochi giorni. Il 21 aprile a Castel Maggiore, alle porte di Bologna, c’è stato un femminicidio e un suicidio. Due coniugi sono stati trovati morti nella loro villetta in via Lame, zona Torre Verde. Mauro Zaccarini aveva 73 anni ed era un ex impiegato in pensione, sposato in seconde nozze con Adriana Mazzanti, 63 anni, anche lei pensionata. L’uomo avrebbe ucciso la moglie e si sarebbe tolto la vita. Il giorno prima, il 20 aprile, è stato arrestato Silvio Gambetta, 57 anni, per il femminicidio dell’ex compagna Loredana Ferrara, di 53 anni. Il delitto è avvenuto a Vignale Monferrato (Alessandria).

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