Rischio falsa partenza per la riforma dei Fondi pensione dal 1° luglio
Grande assente la più volte annunciata campagna informativa istituzionale
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Falsa partenza annunciata per la nuova previdenza complementare, al via mercoledì primo luglio. L’intero sistema - dalle istituzioni ai fondi pensione e di conseguenza i datori di lavoro - non è ancora pronto per attuare e rendere operative le novità previste con la riforma varata con la Legge di Bilancio approvata a fine 2025.
Chiedilo al Sole
Già nel febbraio scorso, in sede di conversione del decreto Pnrr, era stato disposto ufficialmente il rinvio al 31 ottobre 2026 della portabilità delle posizioni individuali, compreso il contributo datoriale, dai fondi pensione negoziali verso fondi aperti e Pip. Non solo perché si tratta di un punto delicato che per le parti sociali merita una maggiore riflessione, ma anche perché mancano ancora le regole applicative e gli attori coinvolti devono poi avere il tempo di aggiornare le procedure interne. È plausibile quindi attendersi un’ulteriore proroga.
L’entrata in vigore della riforma sarà quindi graduale e non solo per le proroghe concesse con un atto normativo. Pressoché tutti i fondi pensione sono arrivati all’appuntamento del 1° luglio senza essere pronti ad accogliere le adesioni automatiche dei neo assunti silenti in percorsi o linee di investimento life-cycle, basati su una strategia di allocazione degli investimenti via via calibrata all’età e all’orizzonte temporale di pensionamento dei lavoratori aderenti.
Dopotutto le direttive Covip con i dettagli da seguire sono state pubblicate martedì 23 giugno. Ed è per questo che l’Authority ha deciso consapevolmente di chiudere di fatto un occhio con l’introduzione di un periodo transitorio di 12 mesi, con un termine di adeguamento fissato al 30 giugno 2027. Anche per le nuove e più flessibili modalità di percepire una rendita la gran parte dei lavoratori dovrà attendere oltre il primo luglio. Su questo fronte le istruzioni Covip sono arrivate giovedì 25 giugno ed è stato previsto un regime transitorio fino al 31 dicembre 2026.
Venerdì 19 giugno, sempre in extremis, Covip ha pubblicato le direttive che i datori di lavoro devono seguire per accogliere e informare i neo assunti dettagliatamente sul meccanismo di adesione, sulla forma pensionistica di destinazione, sulle diverse scelte disponibili e sulla relativa tempistica. Un obbligo che riguarda solo i datori di lavoro privati. I dipendenti pubblici, come anche i lavoratori domestici, sono esclusi dalla riforma e la PA non ha quindi nuovi e più precisi obblighi informativi. Lo Stato è esentato anche nei comparti dove i neo assunti possono aderire ai fondi negoziali di settore come Espero (Scuola), Perseo Sirio (Funzioni Centrali, Sanità, Autonomie Locali) o territoriali come Laborfonds (Trentino-Alto Adige). Del resto - e più in generale - la grande assente è la più volte annunciata campagna informativa istituzionale. E in questo caso - temiamo - che non si tratti solo di un ritardo, ma di un vuoto strutturale.








