Acciaieria

Ex Ilva di Taranto, ecco come si è arrivati alla rottura tra governo e sindacati

Incontro tra governo e parti sindacali. Il ministro Urso, secondo fonti sindacali, avrebbe detto che è in corso una «trattativa riservata» con un quarto operatore interessato all’ex Ilva, dopo l’uscita di scena degli azeri di Baku Steel e oltre al fondo americano Bedrock che però propone tagli significativi e Flacks

di Redazione Roma

Articolo aggiornato alle 21:40 di martedì 11 novembre

Ex Ilva, Urso "Al lavoro per piano industriale e occupazionale"

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Non c’è nessun piano del governo: si vuole solo chiudere l’ex Ilva. I sindacati sono durissimi all’uscita del confronto con l’esecutivo sulla fabbrica di Taranto che si è svolto martedì 11 novembre dopo una giornata di discussioni dalla quale è emerso che la cassa integrazione per i lavoratori a gennaio potrebbe arrivare a quota 6.000 con un aumento consistente già entro fine dicembre: da 4.550 a circa 5.700 unità, con integrazione del reddito, a causa della rimodulazione delle attività.

In serata, alla chiusura non serena delle trattative, è intervenuto anche Palazzo Chigi: il Governo ha espresso rammarico per il fatto che la proposta di proseguire il confronto sull’ex Ilva, anche relativamente agli aspetti tecnici emersi nel corso della discussione, non sia stata accettata dalle organizzazioni sindacali. «L’Esecutivo - si legge nella nota divulgata i n serata - conferma in ogni caso la disponibilità a proseguire l’approfondimento di tutti gli aspetti e anche dei rilievi più controversi, sollevati dalle stesse organizzazioni sindacali alle proposte avanzate dal Governo per la gestione operativa dell’azienda in questa fase transizione».

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Ma i sindacati hanno parlato senza sfumature di un progetto di «chiusura» nonostante le rassicurazioni di un potenziale «segreto» nuovo acquirente.

La riunione tra governo e sindacati è terminata intorno alle 21:40, ed è durata 3 ore e mezza. Alla riunione, presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, per l’Esecutivo erano presenti i ministri delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, e del Lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone. Presente anche il consigliere per i rapporti con le parti sociali, Stefano Caldoro. Per i sindacati, hanno partecipato i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl metalmeccanici, Usb e Federmanager. Presenti, inoltre, i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari straordinari del Gruppo Ilva. Alla fine del vertice, i sindacati hanno deciso di abbandonare il tavolo.

De Palma: «Un piano per chiudere l’ex Ilva, lo contrasteremo»

«Il governo ha presentato di fatto un piano di chiusura. Ci sono migliaia di lavoratori che finiscono in cassa integrazione, non c’è un sostegno finanziario al rilancio e alla decarbonizzazione. Abbiamo deciso unitariamente come Fim, Fiom e Uilm di andare dai lavoratori e spiegare che contrasteremo la scelta del governo con tutti gli strumenti possibili». È quanto ha dichiarato il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, al termine del tavolo con il governo sull’ex Ilva.

Palombella (Uilm): «Piano inaccettabile per fare cassa su lavoratori e chiudere»

«Non c’è nulla. Nè c’è un piano industriale. Hanno parlato di piano “corto”: perché il tempo che rimane prima della chiusura è molto breve. Quindi abbiamo deciso di andare dai lavoratori e spiegare che questo piano non si può discutere o emendare. È un piano inaccettabile perché parte da un presupposto: portare alla chiusura dell’ex Ilva. E noi non vogliamo essere responsabili di questo. Finora li abbiamo seguiti: ora condannano i lavoratori a una chiusura inesorabile». Lo dice il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, all’uscita del confronto con il governo. È rottura con il governo? «Noi non abbiamo voluto rompere nulla», dice ancora Rocco Palombella, che sostiene che i sindacati, nonostante quanto chiesto dal sottosegretario Alfredo Mantovano, hanno voluto proseguire. «Abbiamo deciso consapevolmente e con grande responsabilità di interrompere il confronto e di ascoltare i lavoratori. È stato un confronto duro e per certi versi annunciato. Ci hanno presentato delle proposte inaccettabili perché partono da un presupposto: utilizzare i lavoratori per fare cassa. Aumenta in modo esponenziale il numero di lavoratori in cassa integrazione fino ad arrivare nel giro di pochi mesi a 6mila. E la cosa grave è che non c’è una spiegazione su tutte le gare aperte».

Ex Ilva, Palombella (Uilm): "Piano del Governo inaccettabile, porta alla chiusura dell'azienda"

Uliano, Fim-Cisl: «Situazione drammatica»

«Ci presenteremo ai lavoratori illustrando questa situazione drammatica che si sta prospettando, perché parlare di 6mila persone in cassa integrazione su 10mila è di fatto una messa in discussione del proseguimento dell’attività produttiva di questo impianto. Quindi con i lavoratori decideremo le iniziative da fare. Siamo dell’opinione che bisogna mettere in atto tutte le iniziative per far rimuovere queste posizioni», ha detto Ferdinando Uliano segretario generale della Fim-Cisl dopo l’incontro governo-sindacati. «Noi ci siamo presentati a questo incontro sperando che ci fossero delle risposte concrete rispetto a un piano di rilancio, con degli offerenti che ad oggi non sappiamo neanche che tipo di prospettiva hanno in mente come piano industriale - ha spiegato -, e abbiamo avuto la sorpresa da parte del governo di collocare in cassa integrazione fra tre giorni altre 1.200 persone, quando non è cambiato nulla rispetto al mancato accordo di qualche settimana fa, con la prospettiva di fermare un’attività, quella della batteria delle cokerie: è chiaro che questo dal nostro punto di vista è un elemento che non può essere condiviso. Qua non siamo neanche nelle condizioni di trovare un nuovo acquirente, siamo alla messa in discussione del piano di ripartenza che avevamo condiviso con il governo e per il quale loro si erano impegnati a finanziarlo».

Ex Ilva, De Palma (Fiom): "Contrasteremo questo piano di chiusura da parte del Governo"

 Un quarto operatore interessato all’ex Ilva

Intanto, da quello che si è appreso, l’ulteriore ricorso alla Cig dal primo gennaio sarà dovuto al fermo delle cokerie per i lavori necessari alla decarbonizzazione. Ma ai sindacati le spiegazioni non sono bastate. Non li ha convinti nemmeno l’annuncio di una trattativa “segreta” con un nuovo soggetto interessato a rilevare gli impianti. Secondo quanto riferito da fonti sindacali Urso avrebbe parlato di quattro soggetti potenzialmente interessati al gruppo siderurgico, citando ancora Baku Steel più i due fondi che si sono fatti avanti a settembre: Flacks Group e Bedrock. A questi andrebbe aggiunto un altro soggetto che starebbe portando avanti una trattativa coperta da estremo riserbo.

L’organico attuale

Attualmente, l’organico effettivo dello stabilimento è di 7.938 unità (di cui 5.371 operai, 1.704 quadri, 863 equiparati) e circa 4.500 sono in cassa integrazione. L’incremento è dovuto al fermo cokerie per i lavori necessari alla de-carbonizzazione.

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