Hamas: «Pronti a trasferire il potere al Comitato palestinese»
Il valico di Rafah deve però «essere aperto con totale libertà di uscita ed entrata nella Striscia di Gaza, senza ostacoli israeliani»
di Giulia Riva
8' di lettura
I punti chiave
- Ue: «Pronti a collaborare con Usa a Board of Peace»
- Netanyahu e le accuse a Biden
- Teheran impicca una spia del Mossad
- La situazione a Gaza e la riapertura del valico di Rafah
- Netanyahu al funerale dell’ultimo ostaggio: un nuovo insediamento a suo nome
- Lo shekel israeliano ai massimi degli ultimi 30 anni rispetto al dollaro
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Hamas è pronta a trasferire la governance di Gaza al Comitato tecnico palestinese, guidato da Ali Shaath e che opererà sotto la supervisione del Board of Peace. Lo ha dichiarato il portavoce del movimento islamista palestinese, Hazem Qassem, all’Afp, insistendo sulla necessità di una riapertura del valico di Rafah senza restrizioni. «I protocolli sono stati preparati, i fascicoli completati e sono stati istituiti comitati incaricati di supervisionare il passaggio di consegne, garantendo il trasferimento completo della governance nella Striscia di Gaza in tutti i settori al Comitato tecnico», ha dichiarato il portavoce. Qassem ha poi aggiunto che il valico di Rafah, che collega Gaza con l’Egitto, «deve essere aperto in entrambe le direzioni, con totale libertà di uscita ed entrata nella Striscia di Gaza, senza ostacoli israeliani di alcun tipo».
Ue: «Pronti a collaborare con Usa a Board of Peace»
Una dichiarazione che arriva dopo che anche l’Unione europea si è mostrata incline a riconoscere un ruolo al nuovo Consiglio inventato da Trump. «Abbiamo una serie di domande in merito ad alcuni elementi della Carta, in particolare il suo ambito di applicazione, la sua governance e la sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite. E siamo disposti a collaborare con gli Stati Uniti per attuare il piano di pace per Gaza, con un Board of Peace che avrebbe la missione di organismo transitorio in relazione alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito».
Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni durante il briefing quotidiano alla stampa. «Vorremmo collaborare con gli Stati Uniti per valutare come raggiungere congiuntamente questo obiettivo», ha aggiunto.
Sono 27 i Paesi che hanno accettato finora l’invito di Trump ad unirsi al Board of Peace che mira a risolvere la situazione a Gaza. El Salvador - l’ultimo ad annunciare la propria adesione - si unirà quindi ad Argentina, Albania, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Bulgaria, Cambogia, Egitto, Ungheria, Indonesia, Israele, Giordania, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Mongolia, Pakistan, Paraguay, Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan e Vietnam, sotto la guida degli Stati Uniti. Il Messico ha fatto sapere di essere stato invitato ufficialmente, ma sta valutando l’opportunità della cosa.
La presidente Claudia Sheinbaum ha annunciato che la proposta è sotto analisi del Ministero degli Esteri, poiché l’adesione deve essere compatibile con i principi storici della politica estera nazionale, in primis l’autodeterminazione dei popoli e il riconoscimento dello Stato palestinese. «Non è una decisione personale», ha detto la titolare dell’esecutivo, sottolineando che il Paese riconosce sia Israele che la Palestina e non può ignorare questo equilibrio diplomatico. La risposta ufficiale arriverà in settimana.







