Euro 2024, l’Italia di Spalletti al crash test con l’Albania
Gli azzurri sono tecnicamente più forti ma l’Albania, con un allenatore brasiliano ex vice di Mancini, sarà un avversario di tutto rispetto
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Eh… già, sono ancora qua, per dirla alla Vasco. Col titolo di campione in carica, l’Italia torna a questo nuovo Europeo in Germania con una strana sensazione: quella di averle viste tutte. Di aver toccato il Paradiso finendo subito dopo all’Inferno senza essere passata per il Purgatorio.
Dal trionfo di Wembley all’apocalisse con la Macedonia del Nord. Un lungo viaggio spericolato, per gli azzurri, che li ha portati dal ruolo di trionfatori a quello di superstiti di un calcio residuale escluso per due volte consecutive dai Mondiali. Poi la fuga di Mancini, l’arrivo salvifico di Spalletti che la sua determinazione ci ha rimesso in corsa evitandoci un’altra imperdonabile caduta.
Gli Azzurri partono dal test con l’Albania
E adesso, con un gruppo completamente rinnovato, e pochissimi senatori, ci ritroviamo in Germania a capire chi siamo e quanto valiamo in un Europeo che per noi - e non solo per noi - sarà crash test che non ammette alibi o mezze misure a partire già dall’esordio questo sabato a Dortmund (ore 21) con l’Albania, squadra giovane e rampante che non vede l’ora di farci affettuosamente la festa.
«In campo non ci saranno 11 giocatori ma venti milioni di albanesi in tutto il mondo», osserva Igli Tare, ex attaccante di Valona, 30 gol segnati in serie A con Brescia Bologna e Lazio.
Gli azzurri sono tecnicamente più forti, si dice. Certo. Ma l’Albania, con un allenatore brasiliano, Sylvinho, ex vice di Mancini, che conosce benissimo il calcio italiano, sarà un avversario tostissimo. Pur essendo una nazionale giovane, solo 24esima nel ranking Uefa, ha un gruppo ben nutrito di giocatori (10) che proviene dai nostri tornei. Oltre ad avere un’ottima difesa, l'Albania conosce i nostri punti di forza e di debolezza. E pur avendo finora perso quattro volte con gli azzurri, annusa la possibilità di fare l’impresa storica, di battere cioè una squadra - l’Italia - che è stata la loro di scuola di calcio. E questo è lo spirito dei loro tifosi, che di sicuro invaderanno Dortmund con le maglie e le bandiere rosse. Probabile che più della metà dello stadio del Borussia sia occupato dai tifosi delle Aquile. Considerando che qui anche gli italiani sono numerosi sarà un bel derby anche tra le tifoserie.




