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Europee: affluenza di poco superiore al 25% alle 12. Dieci domande e risposte

Per le elezioni europee alle 12 ha votato il 25,1% degli aventi diritto. È quanto emerge dai primi dati del Viminale e relativi a circa la metà delle 61.650 sezioni

di Andrea Gagliardi

Articolo aggiornato il 9 giugno 2024

Le plance elettorali, adibite all'affissione dei manifesti dei partiti per le elezioni europee, Roma, 3 giugno 2024. ANSA/ALESSANDRO DI MEO (elezioni parlamento europeo Cateno De Luca, Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Ignazio Marino)

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Per le elezioni europee ha votato il 49,7% degli aventi diritto rispetto 56,1 di cinque anni fa. È quanto emerge dai dati definitivi del Viminale. Per le elezioni regionali del Piemonte, sempre secondo il Viminale, l’affluenza è stata del 55,3%, mentre per quelle comunali - si vota in 3.698 Comuni italiani - è stata del 62,7%. Sono stati oltre 51 milioni gli italiani chiamati a votare per le europee, oltre 17 milioni quelli per le amministrative e 3,6 gli elettori piemontesi.

Ecco alcune domande e risposte per chiarire possibili dubbi sulle modalità di voto

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Quali documenti vanno portati al seggio elettorale?

Ogni elettore dovrà recarsi alla sezione indicata nella tessera elettorale (che va portata assieme a un documento di identità). In caso di tessera esaurita (ossia sono pieni tutti gli spazi per l’apposizione del timbro che certifica il voto), deteriorata o smarrita, va chiesto quanto prima un duplicato della stessa. Si vota presso il seggio elettorale in cui si è iscritti, indicato sulla tessera elettorale

Come si vota?

Per votare si deve tracciare un segno sul simbolo corrispondente alle lista prescelta.

È possibile il voto di preferenza?

Sì. A differenza di altri Paesi, tra cui Spagna, Francia e Germania che ricorrono a liste chiuse e senza preferenze, in Italia è possibile (non obbligatorio) il voto di preferenza, fino ad un massimo di tre, tra i candidati della lista prescelta. Nel caso di più preferenze, però, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, altrimenti la seconda e terza preferenza saranno annullate. Non possono essere scelti perciò tre candidati o tre candidate, ma due uomini e una donna, o due donne e un uomo. Oppure un uomo e una donna.

Cosa succede se non si indicano preferenze?

In questo caso il voto non andrà di default al capolista indicato dal partito, ma solo alla lista.

È ammesso il voto disgiunto?

Non è ammesso il “voto disgiunto”. Non si può quindi selezionare una lista e poi indicare la preferenza tra i candidati di un’altra lista.

È possibile votare per corrispondenza?

Il sistema del voto per corrispondenza non si applica alle elezioni europee: gli elettori italiani stabilmente residenti o temporaneamente domiciliati per motivi di lavoro o di studio nei Paesi dell’Unione europea (nonchè i familiari conviventi con gli elettori temporaneamente domiciliati negli stessi paesi UE), possono recarsi presso le apposite sezioni elettorali istituite dalla rete diplomatico-consolare. Non è consentito neppure il voto online o per procura.

Qual è la soglia di sbarramento per i partiti politici?

Ai fini dell’elezione dei membri italiani al Parlamento europeo, le liste devono avere conseguito almeno il 4% dei voti validi espressi a livello nazionale.

Il voto è accessibile agli studenti “fuori sede”?

In occasione delle elezioni europee dell’8 e 9 giugno gli studenti “fuori sede” potranno votare, per la prima volta, per le liste e i candidati della propria circoscrizione territoriale di origine, senza la necessità rientrare nel comune di residenza. Per l’ammissione al voto “fuori sede” gli studenti interessati dovevano presentare un’apposita istanza al Comune di residenza entro il 5 maggio 2024. La nuova modalità di voto consentirà agli studenti domiciliati per un periodo di almeno tre mesi in un comune fuori dalla propria regione di residenza di votare: nel comune dove vivono temporaneamente se questo appartiene alla stessa circoscrizione elettorale del comune di residenza; oppure in seggi speciali istituiti nel capoluogo di Regione del comune dove vivono temporaneamente, se quest’ultimo appartiene ad una circoscrizione elettorale diversa da quella di residenza (le circoscrizioni nelle quali è suddiviso il territorio italiano sono cinque: Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e Isole). Quindi: se una studente milanese studia a Forlì non potrà votare nei seggi della città romagnola, ma dovrà farlo a Bologna, poiché l’Emilia-Romagna e la Lombardia appartengono a due circoscrizioni diverse (Nord Ovest e Nord Est). Invece, qualora uno studente bolognese stesse frequentando l’università a Verona non dovrà votare nel capoluogo di regione veneto, ma potrà votare a Padova, dato che entrambe le regioni appartengono alla medesima circoscrizione del Nord-Est.

 Che tipo di supporto è disponibile per gli elettori con disabilità?

Gli elettori degenti in ospedali e case di cura possono essere ammessi a votare nel luogo di ricovero, purché siano iscritti nelle liste elettorali di un qualsiasi comune del territorio nazionale. Possono votare nel luogo di degenza o di cura previa esibizione della tessera elettorale e di una specifica attestazione rilasciata dal Sindaco su richiesta degli interessati.

Gli elettori affetti da gravi infermità per i quali non è possibile l’allontanamento dall’abitazione potranno esercitare il proprio voto da casa durante le ore in cui è aperta la votazione presentando una certificazione sanitaria rilasciata gratuitamente dalla ASL previa richiesta al Sindaco del proprio comune. Gli elettori non deambulanti, se iscritti presso un seggio elettorale non accessibile, possono esercitare il diritto di voto in un’altra sezione del comune che sia allocata in una sede con le adeguate caratteristiche, presentando un’attestazione medica rilasciata gratuitamente dalla ASL direttamente al presidente del seggio prescelto. Alcuni comuni organizzano, inoltre, servizi di trasporto pubblico per facilitare il raggiungimento del seggio elettorale alternativo.

Gli elettori fisicamente impediti possono esercitare il proprio diritto di voto con l’assistenza di un altro elettore della propria famiglia o, in mancanza, di un accompagnatore scelto che può essere iscritto nelle liste elettorali di qualsiasi comune italiano. A tal fine è necessario presentare la documentazione sanitaria rilasciata gratuitamente dall’ASL. In alternativa è possibile ottenere presso l’Ufficio elettorale del proprio comune l’annotazione permanente del diritto di voto assistito sulla propria tessera elettorale. Per il voto assistito degli elettori non vedenti è sufficiente esibire il libretto nominativo rilasciato dall’Inps

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