Automotive

Auto, in Europa immatricolazioni in calo del 3,5% a gennaio. Per Stellantis +6,7% sul mercato

Inizia in salita l’anno per l’automotive, in calo le vendite in Germania e Francia mentre Italia e Uk tengono

di Filomena Greco

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Inizia in salita il 2026 per il mercato dell’auto in Europa, dopo aver chiuso il 2025 con una crescita delle immatricolazioni del 2,4% sull’anno precedente. Nell’area (Ue+Efta+Uk) a gennaio le immatricolazioni sono state 961.382 con cali del 3,5% rispetto a gennaio 2025 e del 21,6% rispetto a gennaio del 2019, anno che ha preceduto la pandemia.

Tra i cinque maggiori mercati dell’area, Germania e Francia fanno registrare un calo su gennaio 2025, mentre Italia, Spagna e Regno Unito hanno messo a segno una modesta crescita, come evidenzia il Centro Studi Promotor. In particolare, la Germania accusa un calo del 6,6% sul gennaio 2025 e di ben il 27% sul gennaio 2019. Anche in Francia si registra un calo del 6,6% sul 2025, ma il confronto con il gennaio 2019 è ancora peggiore di quello della Germania (-30,9%). Risultati lievemente migliori invece per l’Italia (+6,2% su gennaio 2025 e -14,1% su gennaio 2019), per il Regno Unito (+3,4% su gennaio 2025 e -10,5% su gennaio 2019) e per la Spagna (+1,1% su gennaio 2025 e -21,8% su gennaio 2019).

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In questo contesto, Volkswagen segna una battuta d’arresto nel mese con il 3,8% di vendite in meno rispetto all’anno scorso mentre Stellantis registra un recupero dei volumi del 6,7% grazie alle performance di Fiat (+24,6%), Opel, Citroen e Lancia. I gruppi Renault, Hyundai e Toyota segnano il passo, con contrazioni nel mese superiori al 10%, vanno male anche le vendite di Bmw. Tra le asiatiche emergenti, MG, che ha consegnato la milionesima autovettura in Europa, perde l’1,8% di volumi e si ferma ad una quota di market share pari al 2%, a un soffio da Byd che continua la sua corsa sul mercato europeo. Infine Tesla, che perde il 17% delle immatricolazioni nel mese e scende sotto l’1% di quota di mercato.

«L’aspetto più grave di questa situazione - spiega il presidente del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano - è naturalmente il fatto che per i mercati dell’Europa Occidentale il ritorno ai livelli ante-pandemia è un obiettivo che non è certo a portata di mano. Per perseguirlo occorrerebbe un deciso cambio di rotta nella politica dell’Unione Europea per la transizione energetica nell’auto».

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