Londra

Epstein, William e Kate: preoccupati, pensiamo alle vittime. Premier scozzese chiede dimissioni Starmer

William, principe di Galles, e la moglie Catherine hanno fatto sapere di essere «profondamente preoccupati» per le rivelazioni emerse dai documenti resi noti dal ministero di Giustizia americano sulle attività e i contatti del finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019

di Nicol Degli Innocenti

Il primo ministro britannico, Keir Starmer. Peter Nicholls/Pool via REUTERS/File Photo

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

La famiglia reale britannica rompe il silenzio sullo scandalo Epstein che ha distrutto la reputazione dell’ex principe Andrea, fratello minore di Re Carlo III, e che ieri ha portato alle dimissioni di Morgan McSweeney, il potente capo di gabinetto del premier Keir Starmer.

Oggi, inoltre, il leader del Partito Laburista in Scozia, Anas Sarwar, ha chiesto le dimissioni del primo ministro dopo le rivelazioni sui legami fra l’ex ambasciatore britannico a Washington Peter Mandelson e Jeffrey Epstein. Una richiesta respinta da Downing Street, che tramite una portavoce ha fatto sapere che il premier è intenzionato a portare a termine il suo mandato di cinque anni.

Loading...

William, principe di Galles, e la moglie Catherine hanno fatto sapere di essere «profondamente preoccupati» per le rivelazioni emerse dai documenti resi noti dal ministero di Giustizia americano sulle attività e i contatti del finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. I loro pensieri «restano rivolti alle vittime» di Epstein, ha sottolineato il portavoce di Kensington Palace.

È la prima volta che l’erede al trono esprime la sua opinione sulla spinosa questione Epstein, anche se è noto che da tempo ha preso le distanze dallo zio Andrea e che dietro le quinte ha convinto il padre ad adottare la linea dura per tentare di preservare la reputazione della Casa Reale britannica. Carlo III ha privato il fratello del titolo di principe e lo ha sfrattato dalla villa nel parco del castello di Windsor dove abitava da decenni.

Andrew Mountbatten-Windsor, come deve essere chiamato ora, si è trasferito in campagna nella tenuta reale di Sandringham, lontano da Londra e dai riflettori dei media. L’ex principe non ha fatto commenti sulle ultime rivelazioni emerse ai documenti relativi a Epstein, che non solo lo implicano ulteriormente negli abusi a ragazze minorenni adescate dal finanziere ma dimostrano anche che la sua amicizia con lui era più importante del suo dovere di inviato commerciale. Andrea, infatti, durante i suoi viaggi all’estero per promuovere la Gran Bretagna, aveva comunicato a Epstein informazioni riservate e confidenziali su opportunità di investimento di cui era a conoscenza grazie al suo ruolo di inviato commerciale.

William è il secondo membro della famiglia reale in pochi giorni ad accennare allo scandalo. Suo zio, il principe Edoardo, alla domanda di un giornalista aveva dichiarato che l’importante è «avere sempre in mente le vittime» di Epstein. Molti commentatori si domandano però se, data la gravità delle ultime rivelazioni, non sarebbe opportuno che anche Re Carlo affrontasse l’argomento.

Il giorno scelto dall’erede al trono per intervenire non è casuale: William infatti parte oggi per una visita ufficiale in Arabia Saudita, su richiesta del Governo britannico. Il suo ruolo è di promuovere gli interessi del Regno Unito ma anche di stringere rapporti personali con il principe Mohammed bin Salman. Il Governo sa che i ministri vanno e vengono, ma un’amicizia del potente principe bin Salman con il futuro Re potrebbe portare grandi vantaggi sul lungo termine.

Epstein, Camera Usa avvia procedimento contro i Clinton per oltraggio

Con la sua dichiarazione William spera quindi di distogliere l’attenzione dei media dallo scandalo Epstein e deviarla sulla sua importante visita in Arabia Saudita.

Starmer non può ambire a tanto: il premier oggi incontrerà a porte chiuse i deputati laburisti per convincerli che resta lui la persona giusta per guidare il partito e il Paese. Per molti, però, le scuse del premier e l’uscita di scena del suo braccio destro, McSweeney, non sono sufficienti.

Il premier ha ammesso di sapere che Peter Mandelson, veterano del partito, era molto amico di Epstein e aveva mantenuto i contatti con lui anche dopo la sua prima condanna per pedofilia. Nonostante questo, aveva deciso di affidargli l’incarico più importante per la diplomazia britannica: ambasciatore a Washington. Decisione che si è rivelata catastrofica e che potrebbe ancora costargli la poltrona.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti