Clima

Emissioni nocive, l’Ue propone taglio del 90% al 2040 con flessibilità

L’obiettivo della Commissione è bilanciare ambizione e pragmatismo per raggiungere la neutralità climatica

Dal nostro corrispondente Beda Romano

(Adobe Stock)

2' di lettura

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BRUXELLES – La Commissione europea ha confermato oggi, mercoledì 2 luglio, l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni nocive entro il 2040. Pur di ottenere l’appoggio dei paesi membri, l’esecutivo comunitario ha introdotto nella sua proposta elementi di flessibilità. Tra questi anche il concetto di neutralità tecnologica. Parlando a un gruppo di quotidiani europei, tra cui Il Sole 24 Ore il commissario al clima Wopke Hoekstra ha detto: «Il nucleare è parte della soluzione».

L’obiettivo del 90% di riduzione delle emissioni a livello comunitario era già stato presentato tempo fa. Oggi la Commissione europea lo ha inserito in una proposta di legge che andrà ora negoziata tra Parlamento e Consiglio (l’approvazione degli Stati membri deve avvenire a maggioranza qualificata). Consapevole dei dubbi crescenti in campo ambientale, nonostante l’evidente cambiamento climatico, Bruxelles ha previsto alcune flessibilità.

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Prima di tutto, un ammontare di tre punti percentuali potrà essere generato attraverso progetti ambientali della Ue in paesi terzi. Il commissario Hoekstra ha sottolineato che i crediti «devono essere aggiuntivi, devono essere certificabili, devono essere verificabili». Ci sarà poi la possibilità di monetizzare sul mercato ETS gli sforzi effettuati per ridurre le emissioni – per esempio catturando i gas nel sottosuolo. Infine, la Commissione propone flessibilità tra i settori.

L’obiettivo in quest’ultimo caso è di dare ai paesi maggiore spazio di manovra, compensando i ritardi in specifici settori con i progressi in altri. «Abbiamo bisogno di una combinazione di ambizione e pragmatismo», ha aggiunto l’ex ministro degli Esteri e delle Finanze in Olanda. È chiaro il gesto nei confronti dei paesi membri dove è più acceso il dibattito contro il Patto Verde. Il nuovo target, da valutare rispetto ai dati del 1990, si inserisce tra gli obiettivi del 2030 (-55%) e del 2050 (la neutralità climatica).

L’Ue prova ad allentare le regole ambientali

La presenza di nuove flessibilità riflette bene il tentativo della Commissione europea di allentare le regole ambientali, che tanto sono state criticate di recente. Sempre il commissario Hoekstra ha proposto nei mesi scorsi di annacquare il dazio ambientale, noto con l’acronimo CBAM, esentandone le piccole e medie imprese. Con il nuovo target per il 2040, l’obiettivo di Bruxelles è quindi di rispondere alle preoccupazioni di alcuni governi e settori economici, senza mettere a repentaglio la filosofia verde.

Il commissario ha precisato che solo più in là si aprirà un negoziato con gli Stati membri per capire come declinare l’obiettivo europeo del 90% paese per paese. Nel frattempo, il nuovo target verrà inserito nel cosiddetto Determined Contribution (contributo determinato, in inglese), vale a dire la posizione che l’Unione europea porterà alla riunione delle Nazioni Unite COP 30 che si terrà a Belém (Brasile) dal 10 al 21 novembre. In questo caso sarà necessario ottenere il consenso dei paesi membri.

Infine, il commissario Hoekstra ha sottolineato come nel testo della proposta legislativa sia stato inserito il concetto di neutralità tecnologica, venendo così incontro ai paesi che usano l’energia nucleare, come la Francia. Per raggiungere il nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni, ha detto, «si tratta di investire in modo significativo nelle energie rinnovabili e anche nella capacità nucleare per garantire la disponibilità di elettricità». Ha aggiunto: «Dal mio punto di vista ci vuole più nucleare, non meno».

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