Commissione europea

Ecco le misure Ue per facilitare gli aiuti di Stato alle tecnologie pulite

La Commissione europea presenta misure per favorire la decarbonizzazione e sostenere tecnologie pulite fino al 2030

Dal nostro corrispondente Beda Romano

3' di lettura

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BRUXELLES – La Commissione europea ha presentato oggi, mercoledì 25 giugno, misure con cui facilitare l’esborso di aiuti di Stato nel tentativo di decarbonizzare l’industria, promuovere energia pulita e sviluppare tecnologia verde. Atteso da tempo, il nuovo quadro regolamentare varrà da qui al 2030. Tra le altre cose permetterà ai paesi membri di sussidiare le bollette elettriche per le imprese più energivore e aiutare la produzione di nuovi reattori nucleari.

«Se l’Europa vuole essere leader nelle tecnologie pulite, dobbiamo agire con coraggio e chiarezza – ha detto la vicepresidente della Commissione europea Teresa Ribera –. Il nuovo quadro semplifica e accelera il sostegno alla decarbonizzazione, ma va oltre: riconosce lo Stato come investitore strategico nel nostro futuro. È uno strumento per guidare l’ambizione climatica, rafforzare la resilienza dell’Europa e garantire che la nostra industria rimanga competitiva a livello globale».

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In pillole, il nuovo quadro regolamentare permetterà aiuti di Stato in cinque settori: lo sviluppo di fonti rinnovabili; l’alleggerimento temporaneo delle bollette elettriche per le imprese energivore; la decarbonizzazione di impianti produttivi già esistenti; la creazione di capacità produttiva nel campo della tecnologia pulita; la riduzione del rischio degli investimenti nell’energia pulita, nella decarbonizzazione, nelle tecnologie pulite, così come nei progetti di infrastrutture energetiche e di economia circolare.

Gli aiuti di Stato potranno essere usati anche in campi delicati, quali il nucleare e il gas (in particolare biogas). Si legge nella comunicazione della Commissione europea: sostegni sono possibili «solo se lo Stato membro dimostra che non esiste un’alternativa tecnologicamente matura al gas naturale, che le alternative al gas naturale non sono ancora praticabili a causa dell’insufficiente disponibilità o infrastruttura, o che la decarbonizzazione avverrà per fasi».

Sul fronte del nucleare, l’esecutivo comunitario assicura di riconoscere «pienamente» il diritto dei paesi membri a determinare il proprio mix energetico. Di conseguenza, «la Commissione effettuerà una valutazione tempestiva dei casi di aiuti di Stato per la produzione di energia nucleare, compresi i reattori modulari di piccole dimensioni e avanzati, al fine di garantire la certezza del diritto per tali aiuti (…) nel pieno rispetto della neutralità tecnologica».

In buona sostanza con questo nuovo quadro regolamentare, che sostituisce quello del 2022 nato sulla scia delle crisi di inizio decennio, la Commissione tenta di trovare un delicato equilibrio tra l’obbligo di mantenere libero accesso al mercato e la necessità di aiutare la nascita di una industria pulita e competitiva. Nel corso degli ultimi mesi, la Germania ha dato battaglia per ottenere il massimo di flessibilità, in particolare nell’aiutare le imprese più energivore.

Secondo molti osservatori, il rischio in queste circostanze è di aiutare oltremodo la competitività dei paesi che hanno margine di bilancio, penalizzando gli altri, quelli più indebitati. Il sostegno finanziario previsto dal nuovo quadro regolamentare può essere concesso in base a importi di aiuto predefiniti (per un sostegno fino a 200 milioni di euro); a un ammanco di finanziamento; oppure in base a una procedura di gara competitiva.

L’annuncio di oggi giunge mentre la Commissione dovrebbe a breve precisare – con probabili accorgimenti - l’obiettivo di ridurre le emissioni nocive del 90% entro il 2040. Il contesto è quello di una revisione, più o meno surrettizia, del Patto Verde. Da tempo al centro del negoziato tra Consiglio e Parlamento c’è una direttiva che dovrebbe mettere al bando il greenwashing (ambientalismo di facciata) da parte delle imprese. Come minimo la proposta di Bruxelles verrà rivista ampliamente.

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