Ceuta, martedì videocall dei ministri degli Interni Ue. Sale a 84 il bilancio delle vittime
Madrid: «La situazione a Ceuta tornata quasi alla normalità»
6' di lettura
6' di lettura
Nella mattinata di sabato, aumenta il tragico bilancio dei migranti morti nel tentativo di raggiungere a nuoto le coste di Ceuta: sono almeno 84 i cadaveri finora recuperati dalle squadre di sub, dagli agenti della Guardia Civile e del salvataggio marittimo spagnolo, secondo quanto confermano fonti della Delegazione del Governo della città autonoma in Marocco. Con le precedenti 30 vittime delle traversate a nuoto verso Ceuta, registrate da inizio anno, si eleva a più di cento il numero dei migranti morti negli ultimi 7 mesi tentando di entrare a nuoto nell’exclave.
Chiedilo al Sole
Martedì videocall dei ministri degli Interni Ue
«In qualità di Paese di turno alla presidenza, l’Irlanda convocherà martedì una riunione del Consiglio “Giustizia e Affari interni” dell’Ue, presieduta dal ministro della Giustizia Jim O’Callagh, per discutere degli sviluppi a Ceuta. Restiamo in stretto contatto con tutti gli Stati membri e le istituzioni e continuiamo a monitorare la situazione». Lo annuncia il presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheál Martin, Taoiseach dell’Irlanda. La riunione si terrà in videoconferenza.
Sanchez scrive a Bruxelles: stop a Schengen dettato da ignoranza o interessi politici
II presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha inviato oggi una lettera alle istituzioni europee per esprimere «seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato» rispetto ala crisi migratoria di Ceuta. Nella lettera, Sanchez sollecita la convocazione di una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette, per «stabilire una risposta comune» e «riaffermare che la sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell’Unione», si legge.
«La sicurezza delle frontiere è responsabilità comune», afferma il premier spagnolo nella lettera. Sanchez sottolinea che la Spagna ha perseguito «una politica migratoria efficace basata sulla solidarietà», che ha consentito di ridurre drasticamente gli arrivi irregolari e di diventare, pur essendo «l’unico Stato membro con una frontiera terrestre con l’Africa», la «seconda frontiera esterna più sicura dell’Ue». Ricorda inoltre che Madrid ha aiutato altri partner europei, accogliendo migranti arrivati attraverso la Bielorussia nel 2021 e a Lampedusa nel 2023.
Nella lettera inviata a Bruxelles, Sanchez ha definito «piuttosto asimmetrica» la reazione Ue sulla crisi a Ceuta. «La maggior parte» dei governi «ci ha mostrato sostegno e solidarietà, offrendo assistenza», scrive. «Altri, invece, hanno scelto di attaccare la Spagna e di chiedere l’esclusione temporanea dall’area Schengen. Un simile atteggiamento - dettato da pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici - non solo è contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono», ma anche «agli interessi a lungo termine dell’Europa e al più elementare buonsenso», aggiunge in riferimento alla decisione di Roma senza tuttavia citare l’Italia.






