L’enclave

Ceuta, martedì videocall dei ministri degli Interni Ue. Sale a 84 il bilancio delle vittime

Madrid: «La situazione a Ceuta tornata quasi alla normalità»

Aggiornato il 1° agosto 2026, ore 19:55

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Ceuta, Madrid pubblica video di migranti che rientrano in Marocco: "Ne sono già tornati 25 mila"

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Nella mattinata di sabato, aumenta il tragico bilancio dei migranti morti nel tentativo di raggiungere a nuoto le coste di Ceuta: sono almeno 84 i cadaveri finora recuperati dalle squadre di sub, dagli agenti della Guardia Civile e del salvataggio marittimo spagnolo, secondo quanto confermano fonti della Delegazione del Governo della città autonoma in Marocco. Con le precedenti 30 vittime delle traversate a nuoto verso Ceuta, registrate da inizio anno, si eleva a più di cento il numero dei migranti morti negli ultimi 7 mesi tentando di entrare a nuoto nell’exclave.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Martedì videocall dei ministri degli Interni Ue

«In qualità di Paese di turno alla presidenza, l’Irlanda convocherà martedì una riunione del Consiglio “Giustizia e Affari interni” dell’Ue, presieduta dal ministro della Giustizia Jim O’Callagh, per discutere degli sviluppi a Ceuta. Restiamo in stretto contatto con tutti gli Stati membri e le istituzioni e continuiamo a monitorare la situazione». Lo annuncia il presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheál Martin, Taoiseach dell’Irlanda. La riunione si terrà in videoconferenza.

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Sanchez scrive a Bruxelles: stop a Schengen dettato da ignoranza o interessi politici

II presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha inviato oggi una lettera alle istituzioni europee per esprimere «seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato» rispetto ala crisi migratoria di Ceuta. Nella lettera, Sanchez sollecita la convocazione di una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette, per «stabilire una risposta comune» e «riaffermare che la sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell’Unione», si legge.

«La sicurezza delle frontiere è responsabilità comune», afferma il premier spagnolo nella lettera. Sanchez sottolinea che la Spagna ha perseguito «una politica migratoria efficace basata sulla solidarietà», che ha consentito di ridurre drasticamente gli arrivi irregolari e di diventare, pur essendo «l’unico Stato membro con una frontiera terrestre con l’Africa», la «seconda frontiera esterna più sicura dell’Ue». Ricorda inoltre che Madrid ha aiutato altri partner europei, accogliendo migranti arrivati attraverso la Bielorussia nel 2021 e a Lampedusa nel 2023.

Nella lettera inviata a Bruxelles, Sanchez ha definito «piuttosto asimmetrica» la reazione Ue sulla crisi a Ceuta. «La maggior parte» dei governi «ci ha mostrato sostegno e solidarietà, offrendo assistenza», scrive. «Altri, invece, hanno scelto di attaccare la Spagna e di chiedere l’esclusione temporanea dall’area Schengen. Un simile atteggiamento - dettato da pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici - non solo è contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono», ma anche «agli interessi a lungo termine dell’Europa e al più elementare buonsenso», aggiunge in riferimento alla decisione di Roma senza tuttavia citare l’Italia.

«Ceuta non fa parte dello spazio Schengen poiché non vi sono quasi migranti irregolari non rimpatriati e poiché la Spagna è, secondo Frontex, uno dei confini esterni meno permeabili dell’Unione europea, con un numero di ingressi irregolari pari alla metà di quello registrato, ad esempio, in Italia negli ultimi anni (2021-2026)». Per questo Sanchez chiede alla presidenza irlandese di convocare «con la massima urgenza» una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno, affinché l’Ue definisca una risposta comune e riaffermi che «la sicurezza delle frontiere esterne è una responsabilità condivisa da tutti gli Stati membri, e non solo da quelli in prima linea».

Rincara la dose il ministro degli Esteri spagnolo, Fernando Grande Marlaska, secondo cui lo stop a Schengen è «un’azione imperdonabile», riferendosi alla lettera inviata oggi da Pedro Sanchez a Bruxelles, in cui il premier chiede una riunione dei ministri dell’Interno dei Ventisette, criticando lo stop a Schengen annunciato dall’Italia. «È vero che la maggior parte dei Paesi dell’Ue ha manifestato il suo sostegno alla Spagna in una situazione difficile, complessa, che abbiamo invertito in un breve lasso di tempo. Ma ci sono altri Paesi che hanno manifestato un’atteggiamento assolutamente egoista, insolidale, poco responsabile», ha detto il ministro.

Zuppi: immigrazione è tema europeo serve tanta solidarietà

«Quello dell’immigrazione è un tema europeo che necessariamente deve portare tanta solidarietà fra tutti, perché qualche anno fa sembrava che fosse un problema italiano, ma giustamente l’Italia ha ricordato che è un problema europeo. Se qualcuno rimane con il cerino in mano, ci bruciamo tutti e questo è sempre vero». Lo ha detto il presidente della Cei, Matteo Maria Zuppi, intervenendo a una conferenza pubblica a Courmayeur (Aosta). “A Ceuta - ha aggiunto - sono morte 84 persone, non dobbiamo dimenticarlo, c’è un prezzo quando non si mette al centro le persone, quando arrivano 50 mila persone, bisogna capire che cosa è successo”.

Sindacato polizia: con controlli a frontiere rischio paralisi scali

«Il ripristino temporaneo dei controlli di frontiera con la Spagna per tutto il mese di agosto, disposto dal Ministero dell’Interno a seguito dell’emergenza migratoria presso l’exclave di Ceuta, rischia di paralizzare l’operatività degli scali aerei e marittimi nazionali e di gravare pesantemente sulle donne e sugli uomini della polizia di Stato». Così la segreteria nazionale del Silp Cgil che ha scritto al Dipartimento della Pubblica Sicurezza per «contestare questa gestione e pretendere risposte e garanzie immediate». «Imporre verifiche mirate in ingresso e continui adempimenti burocratici nel mese di massimo picco del traffico passeggeri dell’anno, e in pieno periodo di congedi ordinari, rappresenta un’impostazione illogica ed insostenibile».

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Italia e Danimarca promuovono lettera alla Ue su Ceuta, firmano in 22, Spagna compresa

Italia e Danimarca hanno promosso una lettera ai vertici Ue «in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell’Unione europea a Ceuta». La missiva, firmata da 22 Paesi tra cui non compaiono tra gli altri Spagna e Francia, indirizzata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheál Martin, chiede alla presidenza irlandese la “convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno” per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una “risposta europea coordinata».

Meloni: la linea dell’Italia condivisa da un numero sempre maggiore di nazioni

«Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina. Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali. È un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee». Così la premier Giorgia Meloni su X. «La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa», aggiunge.

Madrid: «La situazione a Ceuta tornata quasi alla normalità»

«In meno di 48 ore, si sta raggiungendo la normalità a Ceuta», dopo l’arrivo in massa di circa 50.000 persone e il ritorno della gran parte nel Paese d’origine, e «chi è entrato in maniera irregolare non ha alcuna opzione di regolarizzazione». Lo afferma il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, in conferenza stampa a Ceuta dopo la riunione con il delegato del governo nell’exclave sulla crisi dei migranti. «La strumentalizzazione dell’immigrazione irregolare da parte delle mafie costa vite», ha affermato, nel confermare che «almeno 67 persone sono morte” nel tentativo di raggiungere a nuoto la città autonoma.

L’Italia chiude frontiere aeree e marittime con la Spagna

Nella serata di venerdì il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna. La decisione è stata assunta a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il Ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale. Inoltre, a seguito di un confronto telefonico tra Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia. La scelta piace a Finlandia e Danimarca, mentre Londra e Parigi offrono aiuto a Madrid.

La replica del premier spagnolo Pedro Sanchez è netta: «La solidarietà e l’empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no», scrive su X elencando il «numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex», a cominciare da quelli con il nostro Paese. «Attraverso l’Italia: 478.600. Attraverso i Balcani occidentali: 340.600. Attraverso la Grecia: 259.800. Attraverso la Spagna: 234.760. Attraverso il confine orientale: 48.000. Non è tempo di dividere», conclude Sanchez. È tempo di continuare a costruire un’Ue forte e unita».

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