Intelligenza Artificiale

Elon Musk sempre più solo. Altri due co-fondatori lasciano xAI

Jimmy Ba e Toby Wu hanno annunciato l’addio alla startup di Musk. Ora metà dei fondatori ha lasciato e i rapporti tra il CEO e lo staff sono sempre più tesi

di Massimo De Laurentiis

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Nel giro di due giorni xAI, la startup di intelligenza artificiale di Elon Musk, ha perso due dei suoi co-fondatori. Dopo meno di tre anni dal lancio della compagnia, Jimmy Ba e Tony Wu hanno annunciato il loro addio, segnando l’ultimo atto di un esodo iniziato da tempo.

Il primo ad annunciare l’allontanamento dall’azienda è stato Jimmy Ba in un post su X, il social network dello stesso Musk. Poco dopo è arrivato il messaggio di Tony Wu. Entrambi hanno ringraziato Musk e i membri di xAI, ma non hanno specificato il motivo della loro scelta.

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L’esodo da xAI

Con queste ultime due dimissioni viene dimezzato il gruppo dei 12 co-fondatori originali di xAI, che negli ultimi due anni ha visto molti addii importanti.

Il primo dei co-fondatori ad andarsene nel 2024 è stato Kyle Kosic, passato ai rivali di OpenAI. Nel febbraio 2025 è arrivato il turno del veterano di Google Christian Szegedy, che ha aperto la strada all’addio di Igor Babuschkin, separatosi dalla strartup di Musk per fondare una sua società. A gennaio 2026 anche Greg Yang, ex Microsoft, ha lasciato l’azienda dopo aver scoperto di essere affetto dalla malattia di Lyme.

Nelle scorse settimane, oltre a Yang, Ba e Wu, anche diversi ricercatori si sarebbero licenziati, riducendo ancora il team tecnico di xAI, già compromesso.

Le tensioni con Musk

In questi anni di grande fermento nell’ambiente dell’Ai, il ricambio frequente anche ai vertici è un fenomeno comune. Da tempo però, i rapporti tra figure di primo piano di xAI e il numero uno Musk sono complicati.

A settembre il Wall Street Journal aveva riferito di tensioni tra alcuni dirigenti della società e i consiglieri più stretti di Musk. In particolare, molti erano irritati da una gestione ritenuta inadeguata e preoccupati dalle prospettive incerte sulla sostenibilità finanziaria della startup.

In passato, le richieste del CEO si sono scontrate con una realtà più lenta e complessa delle sue ambizioni. Secondo il Financial Times, alcuni dipendenti di xAI hanno lamentato aspettative irrealistiche sugli sviluppi tecnici promessi a Musk nella corsa contro rivali come OpenAI e Anthropic.

In più occasioni Musk ha manifestato la sua frustrazione per risultati non all’altezza delle sue aspettative, e di recente, secondo due fonti a conoscenza dei fatti, avrebbe esaminato le prestazioni della leadership e riorganizzato le unità di xAI, ritenendo che alcune non stessero performando abbastanza.

I problemi di Grok e la fusione con SpaceX

A contribuire a questo momento turbolento sono anche le controversie riguardo Grok, il Large Language Model di punta della compagnia. Già in passato il chatbot era finito sotto accusa per aver inneggiato a Hitler e postato messaggi antisemiti su X.

Quest’anno una nuova ondata di polemiche ha riguardato la generazione di deepfake e contenuti sessualmente espliciti. Questi problemi hanno portato a indagini formali da parte dell’Unione Europea e di diversi Paesi, tra cui il Regno Unito e la Francia. Un danno di immagine che ha costretto xAI a correggere gli errori gestendo allo stesso tempo le incessanti richieste di Musk.

Inoltre, la recente fusione di xAI con SpaceX sembra aver acuito il tumulto interno. L’acquisto della startup di intelligenza artificiale da parte della compagnia spaziale crea un gruppo da 1.250 miliardi di dollari. L’obiettivo dichiarato da Musk è realizzare un ambizioso progetto per la costruzione di data centers nello spazio, che servirebbero ad alimentare modelli Ai sempre più avanzati ed energivori.

Sempre secondo FT, l’unione delle due compagnie aiuterà Musk a raccogliere più facilmente finanziamenti per l’acquisto di chip, elettricità e data center per sostenere la crescita di xAI.

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