La Convention di Chicago

Harris accetta la nomination alla Casa Bianca con un appello all’unità al Paese contro Trump

La candidata democratica invoca difesa dei ceti medi, delle libertà e della leadership internazionale dell’America per “scrivere il prossimo capitolo della più grande storia mai raccontata”

di Marco Valsania

Kamala Harris ha accettato la nomination per la presidenza Usa

7' di lettura

7' di lettura

Il Paese ha “l’opportunita’ di andare oltre Trump” . E deve coglierla con urgenza, perche’ la chance “di superare la politica delle recriminazioni e amarezze è fugace”. Kamala Harris ha accettato la candidatura del partito democratico alla Casa Bianca in un clima di grande entusiasmo nello United Center lanciando un appello all’unita’ della nazione, e non solo del partito, affinche’ chiuda le porte al ritorno del magnate ed ex Presidente repubblicano. “Guidati dall’ottimismo, siamo pronti a raccogliere la responsabilità’ che viene con il privilegio di essere americani. A scrivere assieme il prossimo grande capitolo nella piu’ grande storia mai raccontata”, ha concluso parlando degli Stati Uniti. Ora la sua prossima missione, per nulla scontata, sara’ trasformare l’entusiasmo della Convention in una campagna di successo e fare i conti direttamente con Donald Trump, comincare dal test del dibattito faccia a faccia il 1o settembre.

Il piu’ importante discorso della carriera politica di Harris, culmine della sua improvvisa ascesa al vertice del partito e a suo portabandiera, e’ durato soli 35 minuti, seguito da un tripudio di applausi e da una pioggia di centomila palloncini colorati. Ma Harris, nella mezz’ora di intervento, ha delineato tutte le sue promesse agli elettori: difendere i ceti medi e popolari e i diritti e le libertà minacciate dell’estremismo di Trump. Soprattuto, ha promesso di essere “il Presidente di tutti gli americani”, presentando un sostegno a lei come un atto patriottico.

Loading...

Trump “non e’ serio, ma le conseguenze di riportarlo alla Casa Bianca sono serie”, caos e violazioni della legge e dei valori americani. Ha ricordato l’insurrezione contro il Congresso che ha istigato. “Considerate cosa vuole fare -ha incalzato - Liberare estremisti che hanno attaccato il Parlamento. Dispiegare le forze armate contro i cittadini. Immaginate come userebbe l’immenso potere della presidenza, non per migliorare le vostre vite e la sicurezza nazionale, ma per servire il solo cliente che mai avuto: se stesso”. Ha scandito che Project 2025, definita come la agenda d Trump, “intende riportare il paese “indietro” ma noi “non torneremo indietro”.

Sull’economia si è impegnata a unire lavoratori e imprenditori a favore della crescita, a metter fine alla crisi della carenza di abitazioni e a sostenere i ceti medi. Mentre Trump, ha accusato, li penalizzera’. La prosperita’, ha poi continuato, deve andare di pari passo con la possibilita’ di decidere e scegliere, di essere liberi. E ha denunciato l’erosione dei diritti delle donne, a partire dall’aborto, dopo le mosse della Corte Suprema grazie a giudici voluti da Trump. Di più’: ha ammonito che Trump vuole limitare ulteriormente questi diritti su scala nazionale. Ha promesso invece di “firmare una legge del Congresso che ristabilisca la liberta’ riproduttiva”. Difesa deve inotre essere la liberta’ di voto, ha detto, passando protezioni anzitutto contro discriminazioni delle minoranze.

Sulla sicurezza, ha ammesso la sfida al confine e dell’immigrazione. Ma ha detto che per affrontarla rilancera’ l’accordo bipartisan sulla riforma dell’immigrazione che Trump ha voluto bocciare e che combina sicurezza e diritti umani, nella tradizione americana. Sul palcoscenico internazionale, ha affermato che garantirà il sostegno alle forze armate e la cura dei soldati e veterani. Più ancora: “Non abbandonero’ la leadership” globale degli Usa, invece Trump ha minacciato di lasciare la Nato e gli alleati. Sulla scottante guerra a Gaza, ha detto tra gli applausi che con Joe Biden sta lavorando ad un cessate il fuoco e che proseguirà su questa strada. “Sosterro’ sempre il diritto di Israele a difendersi”, ha aggiunto, ma ha riconosciuto la tragedia e la sofferenza a Gaza e il diritto dei palestinesi “alla dignità e alla sicurezza”.

Harris, durante buona parte del discorso, ha ripercorso con forza la propria biografia, di figlia di una madre indiana, scienziata, e padre giamaicano, econmista, di ceto medio. Che la rende, ha detto, pronta a raccogliere le sfide: “Mia madre aveva attraversato il mondo dall’India per inseguire un sogno, curare i tumori; doveva tornare indietro per un matrimonio preordinato e invece incontro’ mio padre ad una manifestazione sui diritti civili decidendo il suo futuro”, ha detto citandola ad esempio di vita e valori. Ha raccontato di un’infanzia passata in un quartiere di lavoratori dell’area di San Francisco e delle lezioni della madre che l’hanno formata dandole fiducia e determinazione: “Non lamentarsi delle ingiustizie, ma fare qualcosa”. Ancora “Mai lasciare che siano altri a dirti chi sei. Sei tu che fai loro vedere chi sei”. Ha rivendicato la sua empatia dicendo di aver studiato legge ed essere diventata procuratrice spronata da vicende che l’hanno toccata personalmente, quali un’amica vittima di abusi sessuali, e l’hanno indirizzata a volersi “battere per portare giustizia alla gente”.

E ha aggiunto: “Adesso per conto non solo del partito ma “della gente, di americani di ogni genere, di personeche lavorano duro e inseseguono i lorosogni, di tutti coloro la cui storia può’ essere scritta solo qui in America, accetto la vostra nomination”.

Tra gli speaker che l’hanno preceduta, il tema dominante è stato a sua volta quello presentare e lanciare la volata di Harris alle urne e mettere in guardia dal rischio-Trump. La leader progressista e senatrice Elizabeth Warren ha detto che “Harris non può essere comprata ne’ fermata da bulli”. Il governatore del Michigan, stato conteso e cruciale, Gretchen Whitmer, considerata una potenziale futura aspirante alla Casa Bianca, ha definito Harris una “tipa tosta” pronta a gestire la prossima crisi. Il leader dei diritti civili Al Sharpton ha guidato i delegati nello slogan: “Non torneremo indietro”. Sul podio anche uno dei Central Park Five, cinque ragazzi afroamericani accusati nel 1989 di aver aggredito e gravemente ferito una donna bianca a New York e del tutto esonerati solo anni dopo: Trump era stato tra i grandi accusatori, comprando una pagina di pubblicita’ per invocare la pena di morte. Oggi Yusef Salaam e’ consigliere comunale e ha citato il caso come prova del razzismo istigato da Trump.

Convention dem, il discorso di Walz coinvolge tutta la sua famiglia

E poi, dimostrazionedi sforzi di unire al di là delle ideologie, ci sono gli ex repubblicani, quali l’un tempo deputato Adam Kinzinger, tra i pochissimi esponenti nazionali nel suo partito a rompere davvero con Trump e prendere parte inchieste sull’ex Presidente per l’assalto al Congresso dei suoi sostenitori. “Sono felice di essere qui e battermi per la decenza”, ha detto, celebrando il patriottismo dei democratici mentre il partito repubblicano, ha detto, non e’ piu’ conservatore ma schiavo di un solo uomo, Trump, che e’ “un criminale che fa la vittima” ed è’ “troppo debole e vanaglorioso per accettare sconfitte”. Ancora, l’attrice, produttrice e attivista Eva Longoria. Harris e’ stata invitata sul palco dal governatore di un altro stato incerto, Roy Cooper della North Carolina. “Vinceremo?” ha chiesto alla folla di delegati. “Si”, è stata la riposta in coro.

L’ultima serata dei quattro giorni della Convention, nell’insieme, ha cosi’ promosso l’immagine di Harris procuratrice combattiva, preparata e pronta a battersi per gli americani meno abbienti. Una leader capace di presentare il partito democratico e la sua candidatura alla Casa Bianca, storica quale prima donna e prima donna di colore, come la più autentica rappresentazione oggi del Paese e dei suoi valori di libertà, democrazia e apertura. E nel farlo rifiutare seccamente l’etichetta di radicale che le affibbiano i repubblicani Donald Trump e JD Vance. Anzi in grado di ritorcerla contro di loro, mettendoli nell’angolo con accuse di estremismo volto a dividere gli Stati Uniti e foriero di un futuro cupo. I suoi collaboratori hanno fatto sapere che nel delineare il contrasto con Trump è essenziale, adesso come nelle prossime settimane, ravvivare la speranza motore della mobilitazione che portò alla Casa Bianca Barack Obama quanto anche la dottrina di competenza e normalità eredità di Joe Biden.

Nel cercare l’equilibrio di questo messaggio, la 59enne Harris fa sicuramente leva sugi aspetti salienti della sua avventura personale e professionale, centrali nel suo discorso di accettazone e che continuerà a ripercorrere in dettaglio nel corso della campagna. Più ancora che in qualunque agenda programmatica, è questa storia a dare corpo “all’evoluzione del partito”, nelle parole della senatrice progressista Elizabeth Warren. Una storia “unicamente americana”, di opportunità per tutti. L’altra anima del suo messaggio deriva dalla carriera da magistrato, procuratore distrettuale a San Francisco e procuratore generale della California, dove ha esibito un credo che può attrare consensi al di là della base del partito. Tanto determinato quanto ispirato al pragmatismo, all’impegno a cambiamenti graduali e e concreti e meno prono invece a voli retorici. Porta alla ribalta i suoi casi più difficili, contro organizzazioni criminali transnazionali, traffico di essere umani, abusi sessuali come truffe immobiliari, ai danni dei consumatori e sull’nqunamento. Eletta senatore, si è poi distinta per la precisione e chiarezza delle domande durante audizioni trattate alla stregua dii udienze di tribunale. Quattro anni da vicepresidente di Biden, se l’hanno spesso lasciata in ombra, le hanno inoltre consentito di conquistare maggior fiducia e concreta esperienza sul palcoscenico nazionale e internazionale, rispetto alla sua fallita campagna per le primarie democratiche nel 2020.

Le incogniite restano molte a poco più di 70 giorni dal voto. In un segno dello sforzo deciso della campagna per allargare la propria presa e marginalizzare agguerriti rivali, il discorso di Harris è stato preceduto da giornate alla Convention che hanno visto susseguirsi altri “profughi” dal partito controllato da Trump oltre a Kinzinger. Da ex esponenti della sua amministrazione, che hanno descritto lo shock del suo supporto all’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, all’ex vicegovernatore della Georgia Geoff Duncan, che si definisce tuttora repubblicano ma ha detto che oggi votare per Harris è un atto patriottico.

Harris spera in sondaggi che mstran come ha scosso la dinamica della battaglia per la Casa Bianca, staccando in media di due punti Donald Trump nei sette stati più incerti e decisivi per il voto di novembre, un ribaltamento rispetto ai cinque punti di ritardo che aveva invece Joe Biden. In generale Harris fa meglio anzitutto tra le donne di ogni estrazione, con un guadagno di undici punti rispetto a Biden e di 16 punti tra le under 45. Forti progressi li ha inoltre messi a segno tra giovani e elettorato di colore. Segmentando di più i consensi, rivela il New York Times-Siena College, ha preso 15 punti tra gli utenti di TikTok, 17 punti tra i non bianchi con meno di 45 anni e 12 punti in tutta la fascia tra 30 e 44 anni, 20 punti tra chi guadagna meno di 25mila dollari l’anno e 13 tra chi si definisce moderato. Dove ancora arranca è però tra gli elettri più anziani e in particolare l’elettorato maschile bianco, roccaforte di Trump. Un interrgativo ulteriore può essere rappresentato dall’uscita di scena di Robert F Kennedy Jr, candidato indipendente antivax, che intende appoggiare Trump, anche se il suo sostegno appare molto limitato.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti