Economia circolare, il riciclo diventa un fattore geopolitico
La circolarità entra nelle strategie industriali di lungo periodo. Ecco la guida in dieci punti per un settore alla prova di maturità
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I punti chiave
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Dieci punti chiave che caratterizzeranno il settore dell’economia circolare nel 2026. La novità è stata pubblicata da Circularity, società benefit, attiva nel settore, che accompagna le imprese in tutte le tappe del percorso verso l’integrazione dei principi Esg nel proprio modello di business: la guida, “Circularity Trend Guide 2026”, è gratuita e include riferimenti normativi per il quadriennio 2026-2030.
I dieci punti
Uno dei dieci punti riguarda il packaging: nel 2026, si legge nella guida, «l’imballaggio diventa un oggetto ’a prova di regola’: non basta più essere riciclabili in teoria, serve progettare packaging che regga requisiti tecnici, filiere reali, controlli e rendicontazione». Qui l’Italia si comporta bene: supera già i target Ue sia del 2025 fissati al 65%, sia del 2030 fissati al 70%.
La domanda di materie prime (è il secondo punto) cresce «in modo significativo in molte filiere, ma non in modo uniforme», «nel 2026 il vero vantaggio competitivo non è dichiarare l’uso di materiale riciclato, ma saper gestire questa asimmetria, garantendo qualità, continuità e tracciabilità dove il mercato lo consente, e mitigando i rischi dove la domanda resta debole o volatile».
Nel 2026 il fattore di discontinuità è «il salto tecnologico e di competenze che sta trasformando la gestione dei flussi di materia», così come quest’anno si consolida l’idea secondo cui «i rifiuti tecnologici non sono ’fine vita’ ma stock industriale». Il punto – si spiega nel rapporto - «non è solo recuperare, ma raccogliere abbastanza (e bene) da rendere sostenibili impianti avanzati».
Economia circolare e geopolitica
Il quinto punto, geopop, parla del fatto che le «politiche sulle materie prime critiche trasformano il riciclo in uno strumento di autonomia geopolitica. La circolarità entra nelle strategie industriali di lungo periodo», nel 2026 poi - è il sesto concetto chiave, il circular cv - «non basta ’fare’ circolarità: bisogna dimostrarla. Indicatori, Kpi e standard diventano il linguaggio comune tra imprese, finanza e istituzioni».


