Economia circolare, ecco i 13 progetti finanziati da Fondazione con il Sud
Dai rifiuti tessili agli scarti alimentari, l’ente ha promosso iniziative di economia circolare in Calabria, Campania, Sicilia, Sardegna e Puglia
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Dalle sartorie che riciclano i tessuti per fare nuovi abiti, ai laboratori che rigenerano i giocattoli. E poi la riduzione degli sprechi: da quelli alimentari sino ad arrivare a quelli prodotti nelle scene degli spettacoli teatrali. Parola d’ordine: economia circolare e sostenibilità. Il filo conduttore che unisce i 13 progetti finanziati dalla Fondazione con il Sud che saranno realizzati in Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia per favorire l’economia circolare nelle regioni del Sud Italia attraverso il contributo del terzo settore.
Come recuperare i rifiuti tessili
Vale circa 380mila euro il progetto Circular, “Pratiche di economia circolare locale a partire dai rifiuti tessili” portato avanti dalla Cooperativa sociale Al revés localizzata tra Sardegna, Calabria e Sicilia con l’obiettivo di valorizzare la filiera tessile attraverso il potenziamento di una rete interregionale (Sicilia, Calabria e Sardegna) di sartorie sociali e l’inserimento socio-lavorativo di 10 persone svantaggiate.
C’è poi il progetto Costassai (218.400 euro) attivato da una cooperativa sociale di Brindisi che ha come obiettivo la riduzione della produzione di rifiuti tessili attraverso il riuso e l’upcycling degli indumenti per la produzione di nuovi oggetti con il coinvolgimento di 12 giovani e donne fragili.
Si chiama Rigenera ed è il progetto portato avanti a Camini in Calabria, con l’obiettivo di valorizzare scarti tessili, rifiuti ingombranti e rifiuti edili a Camini (Reggio Calabria) creando opportunità di inserimento lavorativo per 6 persone svantaggiate.
In Puglia c’è il progetto Seed davers con l’obiettivo di ridurre gli sprechi alimentari valorizzando le risorse orticole locali e cambiando le abitudini di consumo degli studenti pugliesi. Il progetto si propone di valorizzare gli scarti della produzione orticola dell’impresa sociale capofila – come foglie, semi e bucce – trasformandoli in snack dolci e salati preparati presso la cucina della cooperativa ‘Cime di rapa’ a Lecce.


