Green economy

Economia circolare, il riciclo che trasforma rifiuti in materie prime

Dalla plastica alla grafite, passando ai tessuti e al vetro. Le aziende italiane tra le prime al mondo nel settore dell’economia circolare

di Davide Madeddu

Alcune fasi di riciclo del vetro (Adobe Stock)

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Tessuti riciclati che diventano borse e altri componenti di alta moda. Pet che rinasce tessuto per arredi, bottiglie di vetro che si trasformano in articoli di design. Poi le trasformazioni degli scarti di grafite, della gomma che diventa pavimento o arredo per palestre. E il vetro che “muore e rinasce” in un circolo virtuoso. È un panorama vasto quello in cui operano le imprese impegnate nell’ambito dell’economia circolare seguendo processi improntati alla sostenibilità.

Design dal riciclo

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«Riportare in vita materiali di scarto e trasformarli in oggetti di design è al centro dei valori di Regenesi», sottolinea Maria Silvia Pazzi, amministratore delegato di Regenesi, azienda con sede a Bologna, che ha fondato anche la starup regenstech srl sb, una «start-up innovativa femminile e società benefit che trasforma i rifiuti tessili civili e industriali in materia prima seconda grazie ad una tecnologia brevettata unica al mondo»

Tutti gli articoli sono realizzati con materiali di riciclo, seguendo un processo produttivo innovativo che garantisce la stessa qualità delle materie prime.

«Puntiamo continuamente a migliorare ed innovare per essere la versione migliore di noi stessi e per rendere il mondo un posto più bello in cui vivere - racconta la manager -. Il progetto nasce nel 2019 con un obiettivo chiaro: diventare la soluzione tecnologica di riferimento per trasformare i rifiuti tessili industriali e civili in materia prima seconda dalle proprietà plastica. Attraverso la tecnologia Respetto siamo invece in grado di accelerare la transizione sostenibile del settore design attraverso l’utilizzo di un innovativo sistema di trasformazione dei rifiuti tessili dalle molteplici potenziali applicazioni: da tessuto a non tessuto».

Plastica, carta, tessuti da trasformare

Il Pet riciclato viene utilizzato dalla Italvipla (azienda che propone tessuti tecnici, finte pelli e accessori per la tappezzeria nautica) per produrre filati con cui si realizzano tessuti per arredamento con svariate texture, morbidi e performanti. «Nella nostra collezione Verdeamare - scrive l’azienda sul suo sito - abbiamo 3 linee di prodotti sostenibili: ecopelle, tessuti 100% naturali e tessuti 100% da riciclo provenienti da bottiglie di plastica usata che in buona parte viene recuperata dal mare (provenienza certificata “Seaqual”)».

Nell’ambito delle aziende che si occupano di trasformare i rifiuti in materia prima seconda c’è anche chi trasforma la carta e chi la polvere derivante dal riciclo tessile in materia invisibile. È il caso di Pulvera, azienda brianzola fondata nel 2024 da Eleonora e Beatrice Casati, terza generazione della storica azienda Casati Flock & Fibers. «Attraverso un processo di polverizzazione meccanica, gli scarti tessili, provenienti da produzioni, rimanenze o post-consumo, vengono ridotti a particelle finissime - sottolineano le rappresentanti dell’azienda -. Queste “polveri” non sono un punto di arrivo, ma di partenza: una nuova materia prima seconda da impiegare in diversi settori e possono essere integrate nella plastica (per la stampa 3D o lo stampaggio a iniezione), nella carta (per realizzare packaging sostenibile), nei materiali compositi (per elementi d’arredo o superfici decorative) e in progetti di design su misura».

La preziosa grafite

Non ci sono solo plastica o tessuti. Tra gli scarti dei materiali, anche gli sfridi di grafite che diventano nuova materia prima. A lavorarli è la Alisea, società benefit fondata dalla manager Susanna Martucci, con sede a Vicenza. L’azienda ha sviluppato una filiera che recupera grafite proveniente da diversi settori industriali, dall’aerospazio all’automotive e la trasforma in g-upgraded recycled graphite, materiale potenziato rispetto alla grafite vergine per caratteristiche di performance e stabilità.

«Da questa materia prima nascono prodotti e soluzioni molto diverse tra loro, che condividono però la stessa logica di fondo - sottolinea la manager -: valorizzare il materiale prima ancora del prodotto finale. È il caso di Perpetua, la matita realizzata in grafite riciclata, oggi distribuita anche nel bookshop del MoMA di New York, e di dionisio diffusore acustico passivo per smartphone realizzato in zantech, compound tecnico a base della stessa grafite rigenerata».

Nel percorso anche la gomma degli pneumatici fuori uso che vengono trasformati in materia prima per la realizzazione di tappeti per palestre, pavimentazione per impianti sportivi o stradali e barriere in gomma da sistemare nei guard rail. E poi la linea del vetro che si può riciclare all’infinito.

I risultati del Consorzio recupero vetro

Nel 2024, come sottolineano dal Consorzio recupero vetro, la raccolta nazionale di rifiuti in imballaggi in vetro ha raggiunto circa 2.383.000 tonnellate, la media nazionale procapite è stata di 40,4 chili per abitante con punte di 62,6 chili in Valle d’Aosta.

«Per produrre 1 chilo di vetro nuovo ne basta 1 di vetro riciclato, mentre di materie prime ne serve 1,2 chili, senza dimenticare poi il consumo di energia e le emissioni - sottolinea Elena Ferrari, responsabile comunicazione e marketing del consorzio -. L’Italia è il terzo produttore mondiale di vetro cavo dopo Stati Uniti e Cina con una produzione di circa 4,5 milioni di tonnellate di vetro da imballaggio di cui buona parte viene esportata grazie al food&bevarage made in Italy».

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