Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Davide Madeddu
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Nella Costiera di Amalfi l’energia è già green. E si produce utilizzando gli scarti dei limoni e dalle bucce delle arance spremute negli alberghi della costa. Non solo, anche per i fondi di caffè è prevista una nuova vita: diventeranno, infatti, substrato per le fungaie. Parola d’ordine sostenibilità che nella costiera fa il paio con la parola turismo e difesa dell’ambiente. Si chiama “Zero waste Amalfi coast” ed è il progetto portato avanti dal distretto turistico della costiera proprio all’insegna della rivoluzione sostenibile che interessa l’intera area dove anche il ciclo dei rifiuti raggiunge il recupero totale della parte riciclabile promosso dall’associazione distretto turistico Costa d’Amalfi in collaborazione con Hotel Rifiuto Zero, società specializzata nella consulenza e gestione sostenibile di attività turistico ricettive, e il consorzio Omega.
«Sostenibilità, razionalizzazione e valore sono le parole chiave del progetto, che – spiega Andrea Ferraioli, presidente del distretto turistico Costa d’Amalfi e presidente del gruppo Alberghi Turismo e tempo libero di Confindustria Salerno – ha già visto aderire una quindicina tra le principali strutture turistiche dell’intera Costiera Amalfitana per l’implementazione di pratiche virtuose che oltre a imprimere una svolta green per la Divina aggiungono valore alla destinazione turistica, visto che oggi la sostenibilità è uno dei requisiti al quale i visitatori prestano attenzione in misura sempre maggiore».
Il programma previsto dal progetto parte dalla necessità di avviare un processo che porti al rispetto e alla diffusione delle cosiddette buone pratiche. E in questo ambito, tra i punti salienti c’è quello che riguarda l'ambito dei rifiuti, l'economia circolare e il riutilizzo dei “sottoprodotti”. Uno degli aspetti caratterizzanti è proprio quello che lega rifiuti ed energia perché «già si sta producendo energia elettrica dalle bucce degli agrumi».
Non solo, in un orizzonte non troppo lontano, c'è poi il recupero e il riutilizzo dei fondi di caffè consumati nelle strutture alberghiere, bar e ristoranti, come substrato per la preparazione di fungaie.
All'interno anche la formazione del personale degli alberghi per la differenziazione, la misurazione dell'andamento del processo di raccolta ma anche interventi che arrivano sino al controllo e utilizzo dei mezzi per la raccolta dei rifiuti.